Autore: Edoardo Bellocchi - Tempo di lettura 5 minuti.

Sempre più intelligenti, connessi e integrati, i moderni gestionali stanno vivendo una nuova fase evolutiva per supportare digitalizzazione, compliance fiscale e integrazione con l’AI. Gli ERP e i sistemi MES non sono più soltanto strumenti per la gestione amministrativa o della produzione, ma piattaforme sempre più integrate che supportano la digitalizzazione dei processi aziendali, la conformità normativa e l’analisi dei dati, trasformando il ruolo dei gestionali e rendendoli veri e propri hub informativi dell’impresa.
Per approfondire in che modo le nuove piattaforme ERP supportano l’innovazione dei processi, la compliance normativa e l’efficienza operativa, è opportuno inquadrare lo stato attuale dell’arte. IDC rileva che “il panorama del software enterprise, a lungo dominato dalle tradizionali suite ERP, sta attraversando una trasformazione guidata dall’AI che sta ridefinendo le dinamiche competitive e la fiducia degli investitori. Con l’intelligenza artificiale sempre più centrale nella trasformazione dei processi aziendali, i mercati guardano con crescente scetticismo ai fornitori software in ritardo nell’integrazione dell’AI. Questo scetticismo si riflette nelle valutazioni del settore tecnologico, in particolare nel comparto software, dove le preoccupazioni legate alla disruption dell’AI hanno contribuito a un calo significativo degli indici azionari e a una revisione delle valutazioni da parte degli investitori”.
È anche per questo che i vendor ERP, indipendentemente dai progressi verso modelli multitenant e SaaS, si trovano oggi in un punto di svolta critico: la value proposition tradizionale, basata sulla standardizzazione dei processi e sulle funzionalità, non è più sufficiente. I clienti richiedono sempre più automazione intelligente, insight predittivi e raccomandazioni operative. I principali vendor stanno quindi ricalibrando strategie e architetture per integrare l’AI nei domini core dell’ERP. Si tratta di una questione di sopravvivenza: chi non ripensa l’uso dell’AI rischia di essere marginalizzato in un contesto in cui l’ERP intelligente e adattivo diventa il nuovo standard competitivo.
La recente ricerca IDC SaaS Path 2025, condotta su 150 decision maker ERP a livello globale, analizza come le aziende utilizzano ERP basati su AI lungo i principali processi end-to-end e dove si concentreranno gli investimenti nei prossimi 12 mesi, offrendo indicazioni strategiche per vendor SaaS e investitori.
Nel dettaglio, l’adozione di ERP basati su AI è diffusa nei principali processi aziendali, con livelli di penetrazione tra il 26% e il 39%: reporting e analytics guidano con il 39%, seguiti da gestione dei pagamenti (37%), gestione dell’inventario (35%) e tesoreria (33%). La distribuzione relativamente uniforme indica che l’AI non è più confinata a iniziative isolate, ma si sta diffondendo parallelamente tra finanza, operations e pianificazione. Di più: la preminenza di reporting e analytics suggerisce che il primo impatto dell’AI negli ERP riguarda l’accelerazione degli insight e il supporto decisionale, più che l’automazione dei workflow. Le aziende, secondo IDC, sembrano aver privilegiato funzionalità capaci di migliorare l’accesso ai dati e ridurre le complessità del reporting, prima di estendere l’AI a processi transazionali più complessi.
Ma se l’adozione attuale offre una fotografia dell’uso dell’AI, gli investimenti previsti nei prossimi 12 mesi indicano dove le aziende si aspettano maggiore valore: l’ambito forecasting guida con il 34%, seguito dalle operations manifatturiere (32%) e dalla gestione dell’inventario (31%). Nell’interpretazione di IDC, questo evidenzia il passaggio da un approccio retrospettivo a uno orientato al futuro, focalizzato su modellazione predittiva, ottimizzazione operativa e miglioramento delle performance.
Un’analisi IDC di fine 2025lascia pochi dubbi: oltre il 40% del mercato ERP include già assistenti o advisor AI integrati, mentre circa il 20% delle soluzioni incorpora anche agenti AI, che sono in grado di percepire, valutare e agire sui dati in modo autonomo, spingendo le aziende verso modelli di lavoro più integrati e autonomi. Non solo: nell’arco di prossimi te o quattro anni, i progressi dell’AI generativa e di quella agentica porteranno la maggior parte delle applicazioni a essere fortemente potenziate da queste capacità. Con l’ascesa degli agenti e delle interfacce agent-driven, l’importanza delle interfacce tradizionali diminuirà, lasciando spazio a interazioni basate su prompt testuali e voce.
Questa evoluzione, è la conclusione di IDC, porterà gli ERP a diventare sistemi guidati da agenti, in cui questi ultimi sostituiranno intere funzioni applicative: per esempio agenti per contabilità fornitori, clienti o audit finanziario. In prospettiva, gli agenti potranno sostituire intere applicazioni, con aziende che adotteranno flotte di agenti per funzioni come finanza, CRM, HCM, EAM, procurement e supply chain. Entro il 2027, l’automazione agentica potenzierà oltre il 40% delle applicazioni enterprise, trasformando un terzo dei processi e dei workflow aziendali e ponendo le basi per nuovi modelli operativi basati sull’AI.
Ecco perché l’era dell’AI sta dando vita a una nuova generazione di ERP, in cui l’intelligenza artificiale potenzia e arricchisce le funzionalità: che si tratti di workflow assistiti da AI o di agenti autonomi, i sistemi ERP stanno evolvendo rapidamente, diventando più intelligenti, data-driven e autonomi, consentendo alle aziende di migliorare i processi decisionali, ottimizzare le operazioni e trasformare il gestionale in una risorsa tecnologica sempre più strategica.
Nelle pagine che seguono, le risposte alle nostre due domande:
1 – Quali sono oggi le principali esigenze delle aziende nei confronti dei moderni ERP anche in relazione alla spinta crescente verso l’AI?
2 - Come stanno evolvendo le vostre piattaforme ERP per soddisfare queste esigenze senza aumentare la complessità gestionale per le imprese?
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