Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

L’accelerazione dell’AI sta generando un forte aumento della domanda di capacità di calcolo, con densità di potenza e requisiti operativi di gran lunga superiori a quelli dell’IT tradizionale. Questo, a sua volta, sta facendo crescere la domanda di energia, collocando i data center in una posizione delicata: l’infrastruttura deve sia consentire ai clienti di attuare le proprie strategie di AI, sia supportare gli obiettivi di sostenibilità. È una questione ambientale, ma non solo. È anche una sfida di scalabilità: una sfida in cui la resilienza operativa deve essere ottimizzata in modo continuo e in cui nuovi progetti di energia pulita e rinnovabile sono chiamati ad aumentare direttamente la capacità energetica. Fortunatamente, l’approccio giusto può rispondere a entrambe le priorità. I provider di data center potrebbero supportare le reti elettriche delle comunità in cui operano attraverso strumenti come i Power Purchase Agreements (PPA) e adottare strategie di raffreddamento per workload ad alta densità, come il raffreddamento a liquido a circuito chiuso, evitando qualsiasi spreco d’acqua. Il raffreddamento a liquido consente una gestione del calore più efficiente e permette di consolidare maggiore potenza di calcolo in un numero inferiore di rack, impattando positivamente sulla necessità di acquistare, gestire e, nel tempo, sostituire le apparecchiature. In definitiva, la scalabilità dell’AI a livello infrastrutturale non riguarda soltanto la potenza disponibile: riguarda la capacità di crescere rapidamente e in modo distribuito, mantenendo al contempo sostenibilità, standardizzazione, sicurezza, continuità operativa e controllo su costi e governance.
Come Equinix, mettiamo a disposizione una piattaforma globale di oltre 280 data center interconnessi, progettata per supportare workload avanzati e scenari ibridi e distribuiti, con la resilienza necessaria per i servizi mission-critical. Stiamo aiutando organizzazioni di tutto il mondo a trasformare energia ed efficienza in un vantaggio strategico, così da poter scalare l’AI con fiducia. Nel 2025 abbiamo firmato quattro nuovi PPA e sono entrati in esercizio 14 progetti precedentemente contrattualizzati. A oggi abbiamo installato anche 73 MW di fuel cell, con ulteriori 35 MW in corso di realizzazione. Inoltre, abbiamo raggiunto una copertura globale del 96% da fonti rinnovabili e siamo sulla buona strada per conseguire l’obiettivo del 100% entro il 2030, già raggiunto in Italia. Il nostro PUE medio annualizzato a livello globale è stato pari a 1,37. Si tratta di un miglioramento dell’efficienza di circa il 5% rispetto al 2024 e di una riduzione di circa il 31% rispetto al baseline del 2019. Abbiamo ottenuto questi risultati grazie a un investimento di 36 milioni di dollari per sostituire le infrastrutture esistenti in 79 siti con tecnologie più efficienti. Oggi, infatti, Equinix offre raffreddamento a liquido a circuito chiuso, evitando qualsiasi spreco d’acqua in oltre 100 data center IBX nel mondo, con soluzioni direct-tochip disponibili anche in numerosi mercati, inclusa l’area di Milano. Inoltre, stiamo utilizzando controlli AI adattivi per ottimizzare l’efficienza operativa nei nostri data center. Abbiamo iniziato con un’implementazione mirata in alcune strutture e stiamo valutando un’estensione su scala più ampia. Man mano che i clienti continuano a richiederci affidabilità e sostenibilità misurabile, lavoriamo per fornire un’infrastruttura stabile e resiliente, portando avanti al contempo iniziative di decarbonizzazione e trasparenza, così da supportare obiettivi di efficienza e reporting mentre le piattaforme digitali continuano a evolvere.
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