Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 6 minuti.

Idata center stanno vivendo una trasformazione profonda, e oggi rappresentano un asset strategico per sostenere la crescita digitale, l’intelligenza artificiale, il cloud e i nuovi modelli di business distribuiti. La crescita esponenziale dei dati, l’adozione di workload AI sempre più energivori e la necessità di garantire continuità operativa e sovranità del dato stanno ridefinendo il ruolo delle infrastrutture IT. In questo scenario, il tema non è più soltanto aumentare le capacità di computing, ma farlo in modo sostenibile, efficiente e scalabile. Lo Speciale intende analizzare come stanno evolvendo i data center e quali modelli infrastrutturali si stanno imponendo: dall’hyperscale all’edge, dai data center AI-ready alle piattaforme cloud-native, fino alle nuove strategie di efficienza energetica e automazione intelligente. L’obiettivo è capire come si possa continuare a costruire infrastrutture in grado di accompagnare e potenziare l’innovazione senza perdere controllo su costi, governance e sicurezza.
Per inquadrare il contesto di riferimento, è utile fare riferimento all’IDC Survey dello scorso dicembre, nel quale “si prevede che le superfici dei data center di proprietà o gestiti direttamente cresceranno in media del 33% nei prossimi due anni. I grandi data center stanno aumentando la loro scala più rapidamente perché la domanda legata ad AI, cloud e calcolo ad alta densità favorisce gli operatori in grado di offrire infrastrutture globali, ad alta capacità energetica e distribuite su larga scala”. Non solo: “la domanda di workload AI è uno dei principali motori della crescita nel breve periodo, con un aumento della densità dei rack, che passerà da una media di 34,9 kW oggi a 57,3 kW entro la fine del 2027, riflettendo cambiamenti nelle esigenze di alimentazione e raffreddamento e una più ampia diffusione di rack dedicati all’AI e all’high-performance computing”.
Più in dettaglio, “alimentazione, raffreddamento e relative attività di costruzione rappresentano la quota principale degli investimenti e dei costi operativi delle strutture, rispettivamente 33% del CapEx e 37% dell’OpEx, rafforzando l’attenzione verso strategie energetiche e di raffreddamento più efficienti e verso operazioni maggiormente automatizzate e basate sui dati, come software di monitoraggio, integrazione e controllo”. Inoltre, “il costo e la disponibilità dell’energia rappresentano i principali vincoli alla crescita dei data center. Gli operatori devono garantirsi la disponibilità di energia con anni di anticipo; in molti mercati sono comuni tempi di attesa compresi tra tre e cinque anni, rendendo l’accesso all’energia il fattore chiave nelle decisioni di pianificazione, investimento e scelta tra nuove costruzioni, retrofit o mantenimento delle strutture esistenti. I costi di costruzione, energia e terreni stanno aumentando rapidamente a causa dell’elevata domanda, delle pressioni sulla supply chain e della competizione con gli hyperscaler”. Ma “anche l’accesso alla rete e alla connettività è fondamentale, soprattutto per i workload AI che richiedono collegamenti ad alta larghezza di banda e bassa latenza. La selezione dei siti è sempre più influenzata dalla vicinanza a reti in fibra ottica robuste e a hub di interconnessione, poiché una connettività insufficiente può limitare il valore anche di siti con ampia disponibilità energetica” Sempre IDC avverte però che “la disponibilità di competenze e forza lavoro locale può rappresentare un fattore limitante in alcune regioni, incidendo sia sui tempi di costruzione sia sulle operazioni quotidiane. Inoltre, i livelli di occupazione prossimi alla saturazione nei mercati principali stanno intensificando la competizione per capacità ed energia disponibili, rendendo più complesse le decisioni strategiche relative a nuove costruzioni, retrofit o mantenimento delle strutture esistenti. Anche le carenze nella supply chain, come la limitata disponibilità di memoria e di altri componenti critici per il calcolo, stanno influenzando sempre più le tempistiche di costruzione dei data center, il deployment dell’hardware e la scalabilità operativa, soprattutto per i workload AI e ad alte prestazioni”.
In questo scenario, prosegue IDC, “i fornitori dell’ecosistema dei data center continuano a introdurre nuovi prodotti focalizzati sul miglioramento dell’efficienza energetica, della gestione avanzata dell’alimentazione, della sicurezza e delle prestazioni di rete, innovazioni rese possibili e accelerate dai progressi nel campo dell’intelligenza artificiale. Inoltre, i protagonisti del settore stanno intensificando le collaborazioni per lanciare programmi dedicati all’innovazione in ambito sostenibilità, come per esempio la competizione Net Zero Innovation Hub for Datacenters. Queste iniziative evidenziano l’importanza crescente della sostenibilità, mentre i competitor di mercato investono in soluzioni di raffreddamento ed efficienza energetica per ridurre l’impronta di carbonio”. Infine, passando a esaminare i fattori di discontinuità del mercato, IDC evidenzia che “l’AI e il cloud stanno accelerando la domanda di elaborazione ad alta densità, spingendo il settore verso strutture in grado di supportare carichi energetici molto elevati, sistemi avanzati di raffreddamento e implementazioni multi-megawatt. Inoltre, i vincoli strutturali stanno colpendo in modo più marcato gli operatori di dimensioni ridotte, in particolare per quanto riguarda l’accesso a energia, capitali e terreni. Questo sta ampliando il divario di crescita tra grandi data center e strutture medio-piccole, poiché gli hyperscaler e i grandi operatori di colocation riescono a garantirsi in anticipo capacità e risorse che i player minori non possono eguagliare”.
Non è poi da sottovalutare il fatto che “le carenze nella supply chain, soprattutto per memoria, GPU e apparati di networking, stanno ritardando la disponibilità dell’hardware e influenzando i tempi di realizzazione dei data center”, prosegue IDC, sottolineando che “la resilienza della supply chain è fondamentale: gli operatori devono assicurarsi in anticipo i componenti con tempi di consegna più lunghi e diversificare i fornitori per mitigare i ritardi”. In ultimo, “la modernizzazione e il retrofit delle strutture esistenti per supportare densità di rack più elevate e massimizzare l’utilizzo sono spesso prioritari rispetto alla costruzione di nuovi siti. Questo richiede investimenti significativi e infrastrutture pronte a supportare sistemi di raffreddamento ad alta densità, ampliamenti di capacità e workload di livello AI. Gli operatori devono valutare attentamente la propria capacità di soddisfare le richieste degli hyperscaler o, in alternativa, concentrarsi su offerte differenziate, di nicchia o regionali. Con l’accelerazione del consolidamento guidato dalle economie di scala, è necessario capire se si è in grado di supportare impegni multi-megawatt oppure se sia più opportuno puntare su servizi specializzati e ad alto valore aggiunto”, conclude IDC.
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