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Arrivano sanzioni penali e obblighi di governance per le imprese che gestiscono sistemi di AI ad alto rischio

L'entrata in vigore del decreto legislativo di adeguamento al Regolamento europeo introduce il reato specifico per l'omissione di controlli sui sistemi IA critici, chiamando il tessuto imprenditoriale a un rapido adeguamento dei modelli organizzativi e di sicurezza.

Tecnologie AI

L'accelerazione nell'adozione dell'intelligenza artificiale si scontra con una svolta normativa di portata storica per il sistema economico italiano. Con l'entrata in vigore del decreto legislativo n. 160/2026, che adegua l'ordinamento nazionale alle disposizioni europee, il Codice penale si arricchisce del nuovo articolo 437-bis, introducendo il reato di "omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi".

La nuova fattispecie sanziona penalmente – con pene che arrivano fino a cinque anni di reclusione per la mancata protezione o per l'assenza di sorveglianza umana su sistemi di IA ad alto rischio, e fino a otto anni se viene messa a repentaglio la sicurezza dello Stato – chiunque ometta di prevenire malfunzionamenti o alterazioni in ambiti critici. Un impianto normativo che si riflette direttamente sulla responsabilità amministrativa delle imprese attraverso l'integrazione del Modello 231 (articolo 25-vicies), esponendo le società a sanzioni pecuniarie elevate e a misure interdittive.

Come evidenziato da Nadia Martini, avvocato dello studio legale internazionale Rödl e tra le massime esperte in materia, la rapida diffusione di strumenti IA nelle grandi e medie imprese – confermata dai dati dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano e dell'Istat, che vedono oltre la metà delle grandi aziende impegnate nell'integrazione operativa di queste tecnologie – richiede un cambio di passo immediato nella governance aziendale.

Per evitare pesanti risvolti civili e penali, l'esperta raccomanda alle organizzazioni di avviare tempestivamente otto interventi strategici: mappare e classificare i sistemi IA in uso, verificare l'effettiva operatività della sorveglianza umana (human-in-the-loop), aggiornare i protocolli del Modello 231, tracciare e organizzare le evidenze tecniche e documentali, definire procedure di conservazione dei log in caso di contenzioso, rivedere i contratti di fornitura per garantire la collaborazione dei partner tecnologici, strutturare un piano rigoroso di incident management e riesaminare le coperture assicurative a protezione del management. Una serie di passaggi obbligati per trasformare la conformità normativa in un vero e proprio scudo di protezione strategica.

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