Una ricerca del Politecnico di Milano evidenzia una disciplina in forte ascesa grazie all'AI Generativa, ma ancora fragile nei processi di misurazione dell'impatto.
Il Design Thinking si conferma una leva fondamentale per l’innovazione italiana, pur affrontando sfide strutturali legate alla sua quantificazione economica. Secondo i dati dell’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano, presentati il 14 maggio 2026, il 52,6% dei leader aziendali riconosce l’importanza di questo approccio strategico. Tuttavia, emerge un paradosso organizzativo: il 42,1% delle imprese non dispone di sistemi sistematici per misurarne il valore prodotto, affidandosi, quando lo fa, prevalentemente a indicatori qualitativi. Ad oggi, l'impatto del design è percepito con forza soprattutto nella customer experience (69,5%) e nell'innovazione di prodotti e servizi (49,5%), mentre fatica ancora a penetrare nelle stanze dei bottoni della strategia finanziaria o delle risorse umane.
L’Intelligenza Artificiale Generativa è ormai parte integrante del kit di strumenti dei professionisti: il 78,9% dei designer utilizza la GenAI in modo intensivo, con oltre la metà del campione che vi ricorre quotidianamente. Tra i software più popolari dominano ChatGPT (63,8%), seguito da Gemini, Copilot e Figma AI. Non si tratta solo di una questione tecnologica, ma di una vera e propria evoluzione delle competenze: il 71,9% dei professionisti è convinto che la capacità di collaborare con l’IA sarà il requisito principale richiesto dal mercato entro il 2029. Nonostante l’entusiasmo, resta aperto il dibattito sull'identità della professione: se da un lato l'IA migliora l'esplorazione progettuale, i designer sono divisi sulla possibilità di trasformarsi da "esecutori creativi" a semplici "coordinatori di processi".
La struttura dei team di design in Italia appare ancora frammentata, con il 44% delle organizzazioni che opera con piccoli nuclei di meno di 15 persone. Tuttavia, le prospettive per i prossimi tre anni indicano una decisa transizione verso modelli organizzativi ibridi e distribuiti, che passeranno dall'attuale 16,8% al 25,7%. Le competenze del futuro delineano un profilo sempre più combinatorio, dove la prototipazione e il pensiero strategico dovranno fondersi con l'etica, l'inclusività e la capacità di analisi dei dati. Come sottolineato dai direttori dell'Osservatorio, la sfida dei prossimi anni sarà trasformare le intuizioni astratte in valore concreto, operando in contesti incerti dove la responsabilità etica e l'integrazione tecnologica diventeranno pilastri inscindibili del progetto.
In questo articolo abbiamo parlato di: Business Strategy, Customer Experience, Data Driven, Design Thinking, Innovazione aziendale, Intelligenza Artificiale Generativa, Process Management,
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