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Reti mobili, l’allarme di Confartigianato: piccole imprese poco connesse

Il ritardo delle infrastrutture italiane penalizza proprio le imprese artigiane, metà delle quali è localizzata fuori dai grandi centri urbani e in montagna, cioè nelle aree poco coperte dalla rete.

Redazione Impresacity

Una delle leve per sostenere lo sviluppo delle piccole imprese si chiama ‘banda ultra larga’. E su questo fronte, in Italia, c’è ancora molto da fare. Confartigianato ha scattato una fotografia impietosa di come siamo messi: nel nostro Paese le imprese connesse alla banda ultra larga sfiorano appena il 27%, mentre nell’Unione Europea si supera il 40%. Un gap che si riflette anche sull’attività commerciale delle aziende: infatti, da noi la quota di piccoli imprenditori che vende i prodotti on line si ferma al 9,4% mentre in Europa si supera il 15%.
Su questo tema è intervenuto Maurizio Baldi, Presidente nazionale di Confartigianato Grafici, una categoria di imprenditori che ha sempre più bisogno di un’adeguata infrastruttura informatica per portare avanti il proprio lavoro.
L’allarme di Baldi, anche nella sua veste di presidente della Consulta delle Categorie della provincia di Arezzo, parte proprio dalla situazione sul territorio: “In molti piccoli comuni, paesini, località e frazioni, addirittura telefonare col cellulare è complicato, così come navigare su internet attraverso lo smartphone”. Sono infatti oltre 40 i territori in Toscana con poco segnale, a volte completamente al buio. “Un problema sul quale la nostra Associazione di categoria interviene per denunciare una situazione non più tollerabile”.
Secondo Baldi, che condivide l’appello dell’Uncem (Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani), su telefonia, tv, trasmissione dati serve un piano nazionale congiunto, organico e fatto di investimenti oltre che visione, come sancito dalla legge 158/2017 sui piccoli Comuni, della quale si auspica immediata attuazione. “Il problema, per le aziende artigiane e le piccole e medie imprese dei territori aretini, toscani e nazionali è che senza reti 3G, 4G, Wi-fi, di fatto si favorisce anche lo spopolamento e la desertificazione commerciale. Alcuni imprenditori incontrano perfino difficoltà per fare lo scontrino elettronico e per portare a termine procedure attraverso terminali connessi. Semplicemente e drammaticamente manca la rete e il lavoro entra in crisi. Addio alle possibilità di ‘telelavoro’, o anche telemedicina e teleassistenza e i problemi strutturali sono forti. Sono 5 milioni gli italiani che hanno difficoltà addirittura a telefonare figuriamoci a connettersi all’interno di un sistema sociale che invece è sempre più iperconnesso e a volte vive di connessioni”.
“La cosa è talmente preoccupante che Confartigianato chiede con forza – conclude il Presidente Baldi – un impegno immediato alla politica e alle istituzioni, visto che, al di là degli impegni per i quali occorrerà attendere l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, allo stato attuale non vi è ancora un piano di investimenti per dotare il Paese, e quindi il sistema economico, di una copertura efficace per la telefonia mobile e la connessione informatica”.

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Pubblicato il: 06/12/2019

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