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Imprese milanesi pronte a sostenere la ripresa del paese

Le imprese della provincia di Milano hanno dichiarato che investirebbero 2 miliardi in iniziative per il rafforzamento: prima scelta investire in Bot e Btp. Ma no all'aumento dell'IVA (71%).

Redazione ImpresaCity

Imprese milanesi pronte a  sostenere la ripresa del Paese e del territorio. Secondo un'indagine della Camera di Commercio di Milano, investirebbero 2 miliardi, stimati sulle dichiarazioni delle stesse imprese, per aiutare con iniziative apposite la ripresa del Paese e dell'area milanese. Prima scelta investire in Bot e Btp, una impresa su due è favorevole fin da subito.
In cambio di questi sforzi chiedono tagli ai costi dello Stato, semplificazione e riduzione dei costi burocratici per le imprese.
Per tutelare la propria attività sono pronti a difendere i posti di lavoro, continuare ad investire e non chiudere nonostante le difficoltà: sono queste le soluzioni più frequenti indicate dagli imprenditori. In cambio chiedono di far prevalere le ragioni dell'impresa rispetto a quelle personali.  
"Da Milano parte un segnale di fiducia concreto - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. Le imprese sono in prima linea e non si rassegnano al momento molto difficile. Lo dimostra la sostanziale tenuta di fatturati e occupazione. Lo dimostra la disponibilità del mondo imprenditoriale a  investire in Bot e Btp. La Camera di commercio ha deciso di sottoscrivere come gesto simbolico un milione in titoli di Stato".  
Intanto, sono stabili fatturato e occupazione delle imprese milanesi nel 2011. Tengono, anche se in calo le attese per quanto riguarda l'immediato futuro della propria azienda: la quota di chi pronostica un miglioramento scende da settembre a ottobre di 7 punti.
Gli imprenditori milanesi continuano però a rimanere (parzialmente) ottimisti sul futuro della loro impresa (+4 il saldo tra chi ritiene un miglioramento e chi un peggioramento).
E' in particolare l'export che convoglia più fiducia dalle imprese milanesi (saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione: +5), mentre per fatturato, ordini e occupazione la situazione è stabile.
Ancor prima della diminuzione degli ordini o dell'insolvenza dei propri clienti è l'instabilità politico-economica nazionale a preoccupare maggiormente gli imprenditori milanesi (per il 30%).
Pubblicato il: 16/11/2011

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