▾ G11 Media: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...

Scopri i vincitori degli Italian Project Awards 2025

NetApp Italia: “Lo storage non è più un collo di bottiglia per l’AI”

Gli annunci dell'evento Insight 2026 - dalla nuova Console con gestione locale all’uso dei dati senza copiarli, fino a Novus, architettura per grandi cluster di GPU - spiegati dal Field CTO Roberto Patano e dal country manager Davide Marini

Tecnologie Tecnologie AI

Una nuova architettura progettata per superare i colli di bottiglia dello storage nella scalabilità nell'AI, in grado di raggiungere throughput di 100 TB/s, vari potenziamenti degli strumenti di gestione unificata dello storage, e soluzioni per rendere i dati direttamente disponibili ai modelli di AI senza doverli copiare o spostare.

Questi alcuni annunci del recente NetApp Insight 2026 che sono stati approfonditi e “localizzati” in conferenza stampa a Milano, praticamente in contemporanea con l’evento di Las Vegas, dal country manager Davide Marini e dal Field CTO Roberto Patano (da sinistra nella foto).

“Lo scenario nelle aziende è complesso: le informazioni sono frammentate tra data center, cloud ed edge, e spostarle e copiarle, per metterle a disposizione degli agenti AI, introduce latenza, costi e rischi”, ha detto Patano. “Oltretutto gli agenti si muovono alla velocità dell’AI, ma per ottenere risultati devono poter accedere ai dati necessari con la stessa rapidità” .

In altre parole la velocità d’azione dell’AI sta mettendo in crisi i tradizionali modelli di governance “manuali” dell’IT, e in particolare dello storage, ed è su questo divario di velocità che la ricerca e sviluppo di NetApp sta lavorando.

Gli annunci dell’Insight 2026 si raggruppano attorno a tre direttrici: Autonomous Unified Operations (controllo unificato dell’infrastruttura), Zero Copy Data Activation (attivazione dei dati senza muoverli o copiarli) e AI Factory at scale (prestazioni dello storage adeguate ai carichi AI su larga scala). Vediamoli più in dettaglio.

Una console unificata, anche in locale

Un obiettivo primario è riunire in un unico punto di controllo la visibilità e la gestione di ambienti di storage diversi, e NetApp Console Autonomous Operations offre appunto una vista unificata di infrastruttura, consumi e prestazioni. Le sue analisi basate su AI possono suggerire interventi correttivi, lasciando alle aziende la scelta tra esecuzione automatica, approvazione dell’operatore o semplice notifica.

La novità è la possibilità di utilizzare queste funzionalità interamente on-premises. “Avere qualcosa che possa essere utilizzato localmente, che possa appoggiarsi su un LLM locale rispettando i guardrail che ho definito per la mia azienda è fondamentale”, ha spiegato Patano. “La nuova NetApp Console è un unico punto di controllo su tutto lo storage aziendale che mantiene tutte le informazioni all'interno dell’azienda”.

NetApp ha poi allargato la strategia multicloud: l’estensione della partnership a Oracle Cloud Infrastructure (OCI), ha detto Patano, consentirà ai clienti di utilizzare le soluzioni NetApp nel cloud Oracle preservando le integrazioni esistenti, mentre l’acquisizione di JetStream amplia le possibilità di protezione e disaster recovery anche a workload virtuali che non utilizzano storage NetApp.

Invece sul fronte Keystone, lo storage-as-a-service di NetApp, la novità è un’opzione (NetApp Keystone Sovereign) per mantenere nell’Unione Europea dati e informazioni di gestione. “Tutto ciò che c’è al contorno della soluzione, dal monitoraggio al controllo dei consumi, fino alla nazionalità delle persone del supporto, resta nella UE”. NetApp ha infine annunciato l’integrazione con Nutanix, che amplia la scelta degli ambienti di virtualizzazione compatibili.

Attivare i dati senza spostarli o copiarli

La “Zero Copy Data Activation” affronta uno dei problemi centrali dei progetti AI: rendere utilizzabili informazioni distribuite su sistemi diversi senza trasferirle e duplicarle, passaggi che nelle pipeline tradizionali di alimentazione dell’AI aumentano complessità, latenza, costi e rischi.

In questo quadro l’evoluzione di NetApp AI Data Engine annunciata a Insight 2026, spiega Patano, comporta due miglioramenti cruciali: “Il primo è che ora è totalmente software defined, il secondo che non è più legata solo allo storage NetApp, perché estende l’indicizzazione anche a dati su sistemi di storage di altri vendor attraverso protocolli tra cui NFS, SMB e S3”. Il sistema costruisce un indice di metadati che permette di individuare le informazioni e renderle disponibili ai modelli senza trasferire i file originali. Quando i dati cambiano, l’indice può essere aggiornato per mantenere allineate le informazioni.

In ambito invece di protezione dei dati è stata rafforzata l’integrazione con Commvault: “È una partnership storica, ma ora l’integrazione di Commvault con le funzionalità native di NetApp è più approfondita. Per esempio le funzionalità NetApp di rilevamento del ransomware, che attivano copie immutabili per limitare i danni, ora possono innescare automaticamente le attività di backup e ripristino di Commvault, aumentando le possibilità di recuperare le informazioni dopo un attacco”.

Novus, l'intero data center come un'unica immensa cartella condivisa

Il terzo annuncio affronta i limiti prestazionali dello storage nei grandi data center dedicati all’AI. Una GPU, ha spiegato Patano, arriva a throughput di 3-8 GB/s, mentre lo storage ad alte prestazioni arriva a 40-80 GB/s: con cluster di GPU numerosi, l’archiviazione rischia quindi di diventare il collo di bottiglia, lasciando inutilizzata in parte la capacità delle GPU.

Per risolvere questo problema, NetApp ha presentato Novus, un'architettura di nuova generazione che separa i metadati dal trasferimento dei dati, così che prestazioni, capacità e concorrenza possano scalare in modo indipendente all'interno di un unico namespace, utilizzando il protocollo NFS, uno standard di settore.

In pratica i salti di qualità di Novus sono due. Uno è che unifica tutte le risorse hardware basate su ONTAP sotto un unico namespace comune: per le GPU e i server di calcolo, l'intero data center appare come una sola immensa cartella condivisa, eliminando colli di bottiglia e complessità di gestione.

L’altro è appunto la separazione dei metadati dal flusso dei dati. Quando una GPU richiede un dataset, interroga il controller dei metadati solo per sapere dove si trovano i blocchi. Una volta ottenuta la mappa, la GPU apre connessioni parallele simultanee e dirette verso molti nodi di storage fisici. Più nodi si aggiungono al cluster, più la banda totale aumenta in modo lineare, fino a raggiungere 100 TB/s.

Il significato degli annunci per i clienti italiani

Novus quindi si rivolge soprattutto a grandi AI factory, neocloud e ambienti di calcolo ad alte prestazioni. Realtà che in Italia non sono certo numerose, ma il principio di un unico spazio dei dati, sottolinea Patano, può essere utile anche alle imprese che devono analizzare grandi patrimoni informativi storici.

“Penso al settore energy, ai service provider. Per il momento l'applicazione immediata è senz’altro l’AI. Però per esempio ci sono molte aziende nel mondo energico che hanno dati storici sulle trivellazioni che risalgono magari a decine di anni: si tratta di exabyte di dati. Per queste realtà non è fondamentale un throughput di 100 TB/s, e infatti ci sono configurazioni di base di Novus che partono da pochi nodi”.

Queste linee d’evoluzione del concetto di “intelligent data infrastructure” di NetApp, ha commentato il country manager Davide Marini, rendono più evidente il valore aggiunto per i clienti del vendor: “I passi avanti di AI Data Engine sono un tema chiave: l'apertura ulteriore che viene dal poter lavorare su qualsiasi tipo di storage va incontro a tutti i clienti che vogliono approcciare l’AI in modo strutturato”.

Novus invece secondo Marini ha un grande valore soprattutto in termini di crescita di credibilità per NetApp. “Storicamente NetApp si è sempre concentrata sui suoi punti di forza, la gestione e la sicurezza del dato, mentre sulle performance su grandissima scala proprio lo sforzo sui punti di forza di ONTAP ha sempre limitato lo sviluppo. Con Novus abbiamo rimosso questi colli di bottiglia: ora sui grandi progetti possiamo essere molto competitivi. Sta a noi la capacità di posizionarlo: non abbiamo l’esperienza accumulata nella gestione e nella sicurezza del dato, ma ci sono elementi molto solidi per poter raccontare di valore concreto e chiaro”.

Aumenti dell'hardware: meglio cercare soluzioni subito

Infine qualche considerazione sulla perdurante “crisi delle memorie”: “Il mercato non manda segnali confortanti: lo shortage di chip e NAND ci accompagnerà almeno fino al 2028, senza ribassi sui prezzi”, spiega Marini.

Di fronte a una filiera globale che non permette più ai vendor di offrire listini fissi pluriennali, la risposta passa per la flessibilità. “I clienti oggi cercano soprattutto certezze sui tempi di validità dei prezzi e di consegna”, sottolinea Marini. “NetApp sta anche aiutando le imprese a riconvertire l’hardware appena dismesso per attività meno critiche, o a sfruttare modelli as-a-service come Keystone, dove il cliente paga solo ciò che utilizza. Altra soluzione è il tiering, sia on-premise sia in cloud. Se l'infrastruttura on-premise tarda ad arrivare, possiamo attivare velocemente i progetti sul cloud, per poi tornare indietro non appena la merce viene consegnata”.

Tag correlati

Esplora altri articoli su questi argomenti

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Notizie correlate

Iscriviti alla nostra newsletter

Soluzioni B2B per il Mercato delle Imprese e per la Pubblica Amministrazione

Iscriviti alla newsletter

www.impresacity.it - 8.5.7 - 4.6.4 - X0