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Attacco hacker mondiale, colpiti 196 paesi e 2500 aziende

Il Washington Post ha rivelato l'esistenza del più grande attacco hacker mai effettuato. I numeri sono impressionanti: 196 paesi colpiti per un totale di 2500 aziende e organizzazioni governative. Oltre 75mila i Pc e server violati dai cyber criminali.

Andrea Sala

Pubblicato il: 18/02/2010 nella categoria 2-Sicurezza-Storage.

Attacco hacker mondiale, colpiti 196 paesi e 2500 aziende
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L'attacco hacker più sofisticato ed esteso di sempre. È questa l'informazione divulgata dal prestigioso Washington Post. L'iniziativa criminale è stata scoperta da un'azienda americana di cybersicurezza, la Netwitness, che ha subito dato l'allarme. Anche se era ormai troppo tardi.
L'attacco era cominciato nel 2008 e, nel lasso di tempo in cui è stato attivo, è riuscito a raccogliere informazioni di vitale importanza riguardo a moltissime aziende e persino enti governativi: carte di credito, dati di accesso, caselle email aziendali, niente è rimasto al sicuro. Le aziende colpite sono le più importanti del mondo e attive in diversi settori, dalla sanità alla tecnologia: hanno confermato l'attacco i colossi farmaceutici Merck & Co. e Cardinal Health. Sembra che nel mirino dei criminali ci sia stata anche la Paramount Pictures, ma non ci sono conferme.
La rete di hacker sarebbe stata basata in est-Europa, con un centro di controllo in Germania. Le nazioni più colpite dalla massiccia iniziativa sono Usa, Messico, Egitto, Arabia Saudita e Turchia.  I Paesi interessati dall'offensiva informatica sono ben 196, per un totale di circa 75mila macchine violate, tra Pc e server.
La scoperta dell'attacco si deve ad Alex Cox, ingegnere della Netwittnes, che il 26 gennaio scorso ha individuato il sistema utilizzato dagli hacker per carpire i dati segreti: un bot, denominato Kneper. Il sistema è semplice ma efficace e, come sempre, fa leva sulla superficialità degli utenti: agli hacker è bastato indurre gli ignari dipendenti a scaricare del software infetto, software che, dopo essere stato installato, ha aperto le porte dei Pc e server aziendali ai criminali. Per l'occasione è stato anche utilizzato un pericoloso spyware noto come ZeuS.
Secondo altre fonti, l'attacco ha interessato anche enti governativi americani: è documentato da Netwitness un caso di furto di dati ai danni di un soldato Usa. Dal Pentagono è arrivato un secco "no comment".



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