Il rapporto Caio è on line

Il rapporto Caio è on line

Lo stato della banda larga in Italia, i suggerimenti per superare il digital divide e gli scenari per far crescere l'infrastruttura sono i temi contenuti nel rapporto di Francesco Caio pubblicato online.

di: Redazione ImpresaCity del 20/05/2009 11:00

 
È finito in Rete, pubblicato su Wikileaks a questo indirizzo, il rapporto di Francesco Caio intitolato "Portare l'Italia verso la leadership europea nella banda larga - Considerazioni sulle opzioni di politica industriale" datato 12 marzo 2009.
Questo rapporto, commentato già da molti siti online,  fotografa lo stato della banda larga in Italia analizzando anche il ruolo della politica industriale.
Se la copertura "lorda" cioè il numero di utenze telefoniche collegate a centraline in grado di supportare la banda larga è nel 2008, del 96%, il rapporto precisa però che la copertura "netta" della popolazione è inferiore e i cittadini in digital divide sono ancora il 12%, valore che corrisponde a circa 7,5 milioni di abitanti. La banda larga mobile in questro senso non aiuta molto visto che  copre soltanto l'1% dei cittadini non raggiunti dalla rete fissa.
Tra gli obbiettivi strategici c'è lo sviluppo dell'infrastruttura, e il documento analizza aspetti come la copertura della popolazione ed eliminazione del digital divide e la competitività della rete ed evoluzione verso la fibra. Secondo il documento, in Italia nei prossimi anno non saranno fatti investimenti adeguati da parte dei privati e quindi il suggerimento è quello di favorire interventi pubblici. Serve infatti un intervento pubblico per le aree poco popolate che non sono remunerative per i possibili gestori.
Uno dei suggerimenti che emergono, inoltre, è quello di dare priorità al fattore tempo, con un intervento che rapidamente riesca a assicurare una copertura minima, almeno 2Mbps di banda minima garantita, alla totalità della popolazione.
Il rapporto, fra le altre cose, suggerisce di usare una combinazione di tecnologie di rete fisse e radio

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