Imprese, nel primo trimestre +1,8% le aperture -3,1% le chiusure

Imprese, nel primo trimestre +1,8% le aperture -3,1% le chiusure

Movimprese: nel primo trimestre 2011 registrate 11mila società in più, 19mila imprese individuali in meno. Crescono turismo e servizi, in rosso agricoltura, industria e commercio. Bene il Centro, fermo al palo il Mezzogiorno.

di: Redazione ImpresaCity del 29/04/2011 08:55

 
Continua, nel primo trimestre dell'anno, il recupero del tessuto imprenditoriale nazionale che, tra gennaio e marzo, registra un bilancio anagrafico di poco inferiore al pareggio (-0,16%).
E' questo il dato principale che emerge dall'analisi sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre dell'anno fotografati attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane.
Da un lato la progressiva ripresa delle iscrizioni (125.271 le nuove imprese tra gennaio e marzo, 2.177 in più del 2010), dall'altro il prolungato rallentamento delle cancellazioni (134.909 nei tre mesi, 4.366 in meno rispetto all'anno scorso), hanno fatto fermare il bilancio del trimestre a -9.638 unità (contro le oltre 16mila in meno del 2010).
Guardando alla recente storia, il dato - come sempre negativamente influenzato dalle cancellazioni che si concentrano a fine di dicembre – è il migliore dell'ultimo quinquennio.
Complessivamente il totale delle imprese presenti nei registri camerali alla fine di marzo risulta pari a 6.092.114 unità, di cui 1.458.196 artigiane.
Più difficoltoso il percorso di rientro di queste ultime imprese. La sensibile riduzione delle imprese individuali, la forma giuridica in cui si concentrano la maggior parte delle aziende artigiane, spiega gran parte del loro saldo del trimestre, negativo per 11.492 unità e solo leggermente migliore di quello fatto registrare nel primo trimestre del 2010 (quando le imprese artigiane in meno furono 13.824).
Il segmento più dinamico del nostro tessuto imprenditoriale continua ad essere quello delle società di capitali, aumentate di 11mila unità (pari ad un tasso di crescita dello 0,82%), la cui vitalità riesce solo in parte a controbilanciare il saldo negativo delle ditte individuali, diminuite nel perido di 19.240 unità (pari allo 0,57% in meno), risultato comunque migliore di quello del 2010 quando il saldo si attestò a -26.287 unità.
"Il cammino del Paese per ritornare a crescere – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - passa per le imprese, e i dati di questi primi mesi dell'anno dicono che le forze imprenditoriali vogliono fare la loro parte. Non si spiega diversamente questa lenta, ma continua, ripresa delle nascite di nuove imprese e la contemporanea voglia di non mollare di quelle che ci sono già. C'è una forte e diffusa domanda di politiche di sviluppo che cogliamo in queste dinamiche. Una domanda che non va delusa se non vogliamo restare nel guado tra la sponda della crisi stagnante e la sponda delle economie che, invece, sono già nel futuro. I rischi sono grandissimi e tangibili e li evidenziano i dati del Mezzogiorno, che non progredisce rispetto a un anno fa, e delle piccole imprese artigiane che continuano a pagare un dazio pesante a questa crisi".
"Il rilancio dello sviluppo – ha concluso Dardanello - passa tra due paletti: la semplificazione della macchina pubblica, che deve procedere a grandi passi per ridurre il peso della burocrazia sull'impresa, e la promozione delle reti d'impresa, il modello oggi vincente per competere con i nostri competitor".

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