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L'AI for Energy Report 2026 redatto da Energy&Strategy della POLIMI School of Management fotografa la forte espansione dell'infrastruttura digitale nel Paese. Nel manifatturiero e nell'energia crescono gli investimenti per ottimizzazione e decarbonizzazione.
L'accelerazione dell'intelligenza artificiale e la transizione energetica viaggiano ormai su un binario unico, ponendo sfide cruciali per la tenuta del sistema elettrico e le infrastrutture digitali. È quanto emerge dal nuovo AI for Energy Report 2026, presentato dalla gruppo di ricerca Energy&Strategy (E&S) della School of Management del Politecnico di Milano.
I dati diffusi mostrano una crescita imponente del settore dei data center sul territorio nazionale: a inizio ottobre 2026 si contavano in Italia 262 strutture, con una capacità installata di 609 MW registrata a fine 2025, valore più che raddoppiato rispetto ai livelli del 2020. Circa il 45% dei siti si concentra in Lombardia e in particolare nell'area a Nord-Ovest di Milano (414 MW), nodo strategico per la presenza di reti ad alta e altissima tensione, dorsali in fibra ottica e il punto di interscambio Internet MIX.
Secondo i modelli previsionali sviluppati nel report, entro il 2030 la capacità installata dei data center italiani sfiorerà 0,9 GW nello scenario di crescita più contenuto, con la concreta possibilità di raggiungere tra 1,2 e 1,8 GW negli scenari di sviluppo medio e alto, sostenuti da investimenti ad hoc e iter autorizzativi più rapidi. A livello europeo, si stima che i data center rappresenteranno il 28% dell'aumento del fabbisogno di energia elettrica tra il 2023 e il 2030, con un incremento di 89 TWh sui 320 TWh complessivi di crescita stimata.
Come evidenziato da Federico Frattini, Vicedirettore di Energy&Strategy e Direttore scientifico del report, la vera sfida europea risiede nel coniugare la corsa alla sovranità tecnologica e computazionale con gli obiettivi di sostenibilità climatica. L'impiego di contratti di acquisto d'energia a lungo termine (PPA), l'efficientamento dei sistemi di raffreddamento, l'integrazione con le reti di teleriscaldamento per il recupero del calore di scarto e lo sviluppo di modelli di IA energeticamente più leggeri rappresenteranno leve indispensabili per mitigare l'impronta ecologica del settore.
Il report integra anche una survey condotta in collaborazione con Ipsos Doxa su un campione di 308 imprese manifatturiere ed energetiche italiane. L'indagine rileva che l'adozione di soluzioni di IA applicate all'energia garantisce ritorni tangibili già entro 6-12 mesi, con benefici misurabili principalmente nella riduzione dei consumi e dei costi operativi tra il 10% e il 20%. La quasi totalità del campione ritiene l'IA una risorsa strategica per la decarbonizzazione, incrementando la quota di investimenti dedicati nelle fasce tra 100.000 e 500.000 euro per progetti di manutenzione predittiva, ottimizzazione degli asset e previsione dei consumi.
Infine, la mappatura delle startup internazionali attive nell'IA per l'energia (campione di 274 realtà early-stage) rivela una forte concentrazione di capitali – pari a 609 milioni di euro complessivi – sulle tecnologie di gestione della rete (grid intelligence), stoccaggio energetico e ottimizzazione delle fonti rinnovabili, confermando l'elevato dinamismo dell'innovazione tecnologica applicata alla rete elettrica.
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