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Il DDL di Delegazione Europea 2026 introduce stringenti adempimenti in materia di ESG, gestione delle microplastiche e monitoraggio del suolo. Tuttavia, secondo i dati ANIA e della Commissione Europea, solo lo 0,89% delle imprese italiane dispone di una polizza contro i danni all'ambiente.
Un quadro normativo in progressivo irrigidimento sul fronte della tutela ambientale si scontra con una cultura del rischio ancora debole nel tessuto imprenditoriale italiano ed europeo. È quanto emerge dall'analisi congiunta del Disegno di Legge di Delegazione Europea 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto scorso e attualmente all'esame del Senato, e del Polluter Pays Principle Fitness Check pubblicato dalla Commissione Europea sull'attuazione del principio "chi inquina paga", incrociati con le più recenti rilevazioni dell'ANIA elaborate dall'Osservatorio Pool Ambiente.
Il DDL di Delegazione Europea delega il Governo a recepire tre importanti corpi normativi dell'Unione Europea destinati a impattare direttamente sulle aziende. Sul fronte della rendicontazione di sostenibilità, l'articolo 6 recepisce la direttiva Omnibus I (UE) 2026/470, che ridefinisce il perimetro degli obblighi ESG per le grandi imprese oltre i mille dipendenti e quattrocentocinquanta milioni di ricavi, affidando la vigilanza a Consob e al Ministero dell'Economia e delle Finanze con regime pieno applicabile dai bilanci 2027. Ancora più stringente appare la normativa sulle microplastiche disciplinata dall'articolo 10, che adegua l'ordinamento al Regolamento (UE) 2025/2365 imposing a chiunque produca, movimenti, stocchi o trasporti pellet di plastica oltre le cinque tonnellate annue l'obbligo di dotarsi di un piano di gestione dei rischi e di intervenire tempestivamente per raccogliere eventuali dispersioni, con un regime cogente a partire dal 17 dicembre 2027. Infine, l'articolo 5 recepisce la direttiva sul monitoraggio del suolo (UE) 2025/2360, rendendo vincolanti le verifiche ambientali sui terreni in occasione di cessioni, riqualificazioni o trasformazioni dei siti produttivi.
A fronte di un quadro regolatorio sempre più severo, lo strumento assicurativo idoneo a trasferire il rischio dalle aziende e dalla collettività verso il mercato finanziario rimane fortemente sottoutilizzato. I dati elaborati dall'Osservatorio Pool Ambiente mostrano infatti che solo lo 0,89% delle imprese italiane dispone attualmente di una polizza per i danni all'ambiente, evidenziando una fragilità strutturale confermata anche dalla Commissione Europea. In base ai dati Eurostat, la spesa pubblica per la protezione ambientale sfiora i trecentocinquantasette miliardi di euro all'anno, ma la scarsa copertura del settore privato fa sì che quando un operatore inquinante risulta insolvente siano gli Stati a doversi far carico delle bonifiche. In Italia il Rapporto ISPRA 424/2025 censisce 484 siti "orfani" privi di responsabile solvibile, già destinatari di cinquecento milioni di euro di fondi pubblici, mentre il Primo Rapporto sul Mercato delle Bonifiche curato da REF Ricerche stima la passività potenziale privata tra i ventinove e i novantadue miliardi di euro.
Come sottolineato dagli esperti di Pool Ambiente, il consorzio di coassicurazione nato nel 1979 all'indomani del disastro di Seveso, colmare questo divario richiede innanzitutto un profondo cambio di cultura gestionale da parte delle imprese, a prescindere dal settore o dalle dimensioni. Una corretta governance del rischio ambientale parte dalla presa di coscienza delle proprie vulnerabilità e dalla predisposizione di piani di prevenzione formali con manutenzioni e controlli periodici. Per supportare i professionisti del settore in questo percorso di adeguamento, ICMQ S.p.A. Società Benefit ha promosso in collaborazione con Pool Ambiente un Corso Specialistico sui Rischi di Responsabilità Ambientale, in programma online il 24 e 25 novembre 2026, pensato per offrire a risk manager, periti e responsabili HSE una preparazione approfondita sulla mappatura dei rischi, sul quadro normativo e sulle coperture assicurative dedicate.
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