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Il codice non basta più per i software engineer IT che puntano su competenze umane e intelligenza artificiale

Una ricerca congiunta di Anthropos e Orbyta Tech, condotta su oltre centomila annunci di lavoro, analizza la trasformazione del mercato IT: esplodono le richieste legate a LLM e agenti intelligenti, mentre quasi due offerte su tre esigono spiccate d1 dote relazionali e di problem solving.

Mercato e Lavoro

L'avvento dell'intelligenza artificiale generativa non si limita a ridefinire gli strumenti di sviluppo, ma sta ridisegnando radicalmente il profilo del professionista IT ideale. È quanto emerge dal rapporto “Beyond Coding”, realizzato da Anthropos e Orbyta Tech attraverso l'analisi di 106.582 annunci di lavoro pubblicati tra il 2020 e il primo semestre del 2026. Il confronto con i dati del 2022 evidenzia una doppia accelerazione: da un lato l'affermazione di un nuovo stack tecnologico basato su modelli e agenti autonomi, dall'altro la crescita esponenziale delle competenze umane – le cosiddette durable skill.

I numeri legati all'IA raccontano una trasformazione vertiginosa. Se nel 2022 le competenze su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) comparivano appena nello 0,03% delle offerte e concetti come AI Agent o Claude Code erano di fatto assenti, oggi il quadro è mutato radicalmente. Nel primo semestre del 2026 le menzioni degli LLM salgono al 4,8%, seguite dagli AI Agent (3,1%) e dalla Generative AI in senso stretto (2,8%), con un incremento complessivo che tocca punte di novantasette volte rispetto al periodo pre-AI.

Parallelamente alla tecnologia, tuttavia, acquistano un peso strategico senza precedenti le capacità relazionali e di giudizio critico. La quota di annunci per Software Engineer che richiede esplicitamente almeno una competenza umana è balzata dal 40,5% del 2022 al 65% attuale. Nel dettaglio, la capacità di comunicazione passa dal 32,5% al 46%, la leadership quasi triplica dall'8,2% al 23,8%, mentre il problem solving sale al 20,5%.

Mentre l'intelligenza artificiale si fa carico dell'esecuzione e della scrittura del codice, le aziende richiedono professionisti capaci di governare i processi decisionali, assumersi la responsabilità dei risultati, valutare i compromessi tecnici e dialogare con interlocutori non tecnici. Una metamorfosi che impone a HR e reparti di recruiting di superare i modelli tradizionali di selezione, puntando su percorsi formativi orientati all'apprendimento continuo e alla valorizzazione del capitale umano.

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