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Il PoliMi certifica per il 2025 transazioni B2b digitali pari a 316 miliardi di euro in crescita del 14%

La ricerca dell'Osservatorio del Politecnico di Milano evidenzia una maggiore attenzione alla customer experience e un'accelerazione dell'intelligenza artificiale, adottata dal cinquantanove percento delle grandi imprese sebbene limitata da carenze di visione strategica e integrazione su larga scala.

Mercato e Lavoro

Il commercio digitale business-to-business in Italia compie un deciso balzo in avanti. Secondo i dati presentati dall'Osservatorio B2b Digital Commerce & Experience del Politecnico di Milano in occasione del convegno "B2b Digital Commerce & Experience: eppur si muove", il valore delle transazioni digitali ha toccato i 316 miliardi di euro nel corso del 2025, segnando un incremento del 14% rispetto all'anno precedente e attestandosi al 20% del totale degli scambi nelle filiere di prodotto.

La crescita è trainata dalla combinazione di diversi strumenti digitali: l'EDI (Electronic Data Interchange), utilizzato dal 53% delle grandi aziende per lo scambio automatizzato di documenti, i portali B2b - presenti nel 56% delle realtà analizzate, di cui la grande maggioranza sotto forma di piattaforme di commercio integrato -, e i marketplace B2b, impiegati dal 18% delle imprese con picchi significativi nel settore agroalimentare.

Parallelamente ai canali transazionali, evolve la maturità aziendale nella gestione della relazione con il cliente. Il 38% delle grandi imprese si colloca oggi nei cluster più avanzati della customer centritudine (Strategic Deployer e Adopter), registrando un incremento di dieci punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. L'adozione di software dedicati come i CRM raggiunge il 69%, sebbene permanga un ricorso ancora marginale a data strategy strutturate e a piattaforme complesse come le Customer Data Platform (al 25%).

Un capitolo centrale è rappresentato dall'Intelligenza Artificiale, che registra un tasso di adozione del 59% tra le grandi aziende B2b, rispetto al quattordici percento dell'anno precedente. Tuttavia, il divario tra la sperimentazione e l'uso estensivo resta ampio: solo il 4% delle imprese ne fa un impiego pervasivo, mentre il 53% di chi non la utilizza segnala la mancanza di una visione strategica di lungo periodo e di un allineamento organizzativo adeguato. Le applicazioni attuali si concentrano prevalentemente sul content management e sull'automazione documentale, mentre si affacciano soluzioni orientate al supporto delle vendite e all'analisi avanzata dei dati per consolidare la competitività sui mercati globali.

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