▾ G11 Media: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...

OpenStack approda sul cloud Ibm SoftLayer

Le imprese che sviluppano carichi di lavoro basati sul framework open source possono ora allocare le loro macchine virtuali sulla piattaforma di Big Blue.

Cloud
Dopo l'acquisizione di SoftLayer e il lancio di Bluemix (PaaS), Ibm ha considerevolmente investito nello sviluppo di servizi cloud. Per meglio accompagnare le imprese che hanno scelto di lavorare con il framework OpenStack, Big Blue ha ora deciso di facilitare l'allocazione delle macchine virtuali sulla propria piattaforma cloud SoftLayer. L’obiettivo è di offrire una maggiore flessibilità, soprattutto per la continuità del servizio, alle imprese che potranno in seguito decidere dove e quando eseguire le proprie applicazioni nel contesto di una soluzione cloud ibrida.
Per attirare l'attenzione di questi clienti, Ibm ha lanciato Cloud OpenStack Services, una soluzione che permette alle aziende di inseguire i server virtuali interni su OpenStack e/o esterni su uno dei data center SoftLayer con un minimo di preparazione. Gli sviluppatori che lavorano con Bluemix potranno implementare macchine virtuali OpenStack all'interno o su SoftLayer.
L'offerta appare come una risposta alla crescente domanda delle imprese per cloud ridondanti. Anziché utilizzare un fornitore unico, le società per ora mostrano di voler prevenire i rischi e ripartire i carichi di lavoro su diverse piattaforme, che siano interne, pubbliche o private. Quest'anno, l'82% delle organizzazioni adotterà una strategia multicloud, in crescita del 74% rispetto al 2014, secondo uno studio realizzato da RightScale.
OpenStack è una piattaforma aperta per l'hosting di servizi cloud interni o esterni. Essa fornisce una base standard per l'esecuzione senza modifiche di carichi di lavoro fra differenti data center. Dopo l'acquisizione di SoftLayer, Ibm ha scelto questo framework come motore di orchestrazione per i propri servizi cloud. Uno sviluppatore può così creare un'applicazione su SoftLayer e, una volta terminati i test, implementarla internamente. È però anche possibile allocare su server SoftLayer applicazioni troppo pesanti per una infrastruttura locale. Spostare un'applicazione da un cloud interno verso uno pubblico può richiedere anche settimane di tempo, ma Ibm afferma che i propri servizi OpenStack possono ridurre i tempi di migrazione anche a pochi minuti.
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Iscriviti alla nostra Newsletter Gratuita. Iscriviti
GoogleNews Rimani sempre aggiornato, seguici su Google News! Seguici
Abbonati alla rivista ImpresaCity Magazine e ricevi la tua copia.

Notizie correlate

Speciali Tutti gli speciali

Speciale

Speciale Cloud - Ibrido e multicloud in primo piano

Speciale

Zero is the New Trust

Speciale

Speciale IT in azienda 2026

Speciale

WPC 2025

Speciale

Speciale Cloud ibrido e multicloud - Un ecosistema in evoluzione

Calendario Tutto

Mar 26
V-Valley Live Talk - Zero is the New Trust
Apr 17
Portare l’AI oltre la sperimentazione con OpenShift AI
Mag 08
2026: l’anno della crescita degli MSP
Mag 26
CrowdTour 2026 - Milano
Giu 11
MSP DAY 2026

Magazine Tutti i numeri

ImpresaCity Magazine


Leggi il Magazine

Iscriviti alla nostra newsletter

Soluzioni B2B per il Mercato delle Imprese e per la Pubblica Amministrazione

Iscriviti alla newsletter

www.impresacity.it - 8.5.0 - 4.6.4