Secondo il report di Deloitte Private, il Made in Italy accelera sulla trasformazione digitale: progettazione e marketing in cima alle priorità per garantire competitività e crescita.
L’innovazione tecnologica si conferma il motore trainante per il futuro del capitalismo familiare in Italia. Stando all'ultimo report “Family Business Technology Transformation” curato da Deloitte Private, ben il 78% delle imprese familiari italiane ha già avviato l'implementazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Lo studio, condotto su un campione internazionale di 1.600 aziende, evidenzia come l’AI non sia più percepita come una scommessa futuristica, ma come una leva di trasformazione concreta capace di ridefinire governance e modelli di business. In particolare, il 26% delle realtà intervistate adotta l’intelligenza artificiale in modo trasversale, mentre la maggioranza preferisce un approccio graduale, partendo da funzioni specifiche per poi estendere la tecnologia all'intera organizzazione.
Un dato particolarmente significativo riguarda l'uso dell'AI nel cuore pulsante dell'industria italiana: la progettazione e prototipazione dei prodotti. In questo ambito, l'Italia registra un tasso di adozione del 48%, superando nettamente la media globale ferma al 36%. Altre aree di forte applicazione sono la comunicazione interna e il miglioramento del CRM, segnale di una volontà precisa di efficientare i processi e rafforzare il legame con il cliente. Come sottolineato da Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader, l'integrazione tecnologica permette al Made in Italy di capitalizzare la propria flessibilità operativa e la qualità distintiva del prodotto, trasformando le sfide digitali in un vantaggio competitivo sui mercati internazionali.
Il processo di digitalizzazione non si ferma all'intelligenza artificiale, ma coinvolge l'intera struttura aziendale. Il 50% delle imprese familiari dichiara di possedere una strategia tecnologica completamente integrata, con punte di eccellenza nel marketing e nel finance, dove l'implementazione è considerata completa da quasi la metà dei rispondenti. Restano tuttavia alcune sfide da affrontare: sebbene l’88% dei dipendenti percepisca un miglioramento dell’ambiente di lavoro grazie alle nuove tecnologie, le aziende segnalano ostacoli legati all'incertezza economica, alla scelta dei partner tecnologici e allo skill gap delle competenze interne. Nonostante i vincoli di mercato, la direzione appare tracciata: la supply chain e la ricerca e sviluppo sono i prossimi settori pronti per una trasformazione radicale nel futuro prossimo.