L'adozione dell'IA nelle aziende italiane è raddoppiata in un anno, raggiungendo il 16,4%. Mentre il mercato punta ai 2,5 miliardi entro il 2028, il rapporto Anitec-Assinform sottolinea l'urgenza di nuove politiche per la formazione della forza lavoro.
L’intelligenza artificiale sta profondamente trasformando il lavoro e l’organizzazione dei processi produttivi all'interno delle imprese italiane, segnando un'evoluzione che trova riscontro in numeri di mercato straordinari. Nel 2025, il valore di questo comparto in Italia ha raggiunto 1,24 miliardi di euro, registrando un incremento del 33% rispetto all'anno precedente, con proiezioni che vedono il settore superare i 2,5 miliardi di euro entro il 2028. Questa accelerazione è confermata dai dati ISTAT, che evidenziano come la quota di imprese che utilizzano almeno una soluzione di IA sia più che raddoppiata in soli dodici mesi, passando dall’8% al 16,4%. Nonostante questo dinamismo, il mercato del lavoro nazionale si trova in una fase di transizione legata a una trasformazione digitale ancora incompleta, come emerge dal rapporto realizzato da Anitec-Assinform in collaborazione con il Politecnico di Torino.
L'impatto sull'occupazione rimane uno dei temi più complessi e incerti, con evidenze internazionali che mostrano cali significativi nelle offerte di lavoro per le professioni più routinarie o per i profili junior nei settori ad alta intensità di IA. In Italia, il sentimento prevalente nell'opinione pubblica è di forte apprensione: oltre il 50% degli italiani si dichiara preoccupato per l’avvento di queste tecnologie e circa il 60% ritiene di non possedere competenze digitali adeguate per affrontare il cambiamento in corso. Tuttavia, le imprese pioniere indicano che l'intelligenza artificiale viene utilizzata principalmente come supporto alle decisioni e per l'efficienza operativa, suggerendo che queste tecnologie tendano a modificare il contenuto delle attività professionali piuttosto che sostituirle integralmente, favorendo nuove forme di collaborazione tra persone e sistemi intelligenti.
Davanti a questo scenario, il rapporto sottolinea l'urgenza di una nuova stagione di politiche pubbliche che pongano la formazione al centro dell'agenda politica per equipaggiare adeguatamente la forza lavoro. Lo studio propone ventitré raccomandazioni concrete rivolte a istituzioni e associazioni, tra cui spicca la proposta di sperimentare un "conto personale di formazione per l'IA". L'obiettivo fondamentale è la razionalizzazione dell’ecosistema formativo nazionale per rispondere in modo tempestivo ed efficace ai fabbisogni di competenze emergenti, garantendo che la crescita tecnologica si traduca in una reale opportunità di sviluppo per l'intero sistema Paese.