Se servono testimonianze degli effetti deleteri dell'hype e delle speculazioni sull'intelligenza artificiale, il mercato ne presenta in abbondanza
Il bello di questa fase dell'evoluzione del mercato IT è che ogni giorno il bravo giornalista si sveglia e senza fare troppa fatica si imbatte in qualcosa di paradossale, che magari non fa proprio notizia ma certamente fa pensare. Soprattutto - parere personale, ovviamente - al disagio che devono provare quelli che all'intelligenza artificiale ci hanno lavorato, e ancora ci lavorano, davvero e seriamente, costretti a vedere dipanarsi un teatro dell'assurdo con al centro la loro tecnologia preferita. Che per fortuna ha le spalle larghe, lei, per le tante volte in cui negli ultimi decenni è stata prima santificata e poi demonizzata, a seconda del livello di hype e speculazione finanziaria del momento.
Sul palcoscenico del paradosso stavolta ci è finita Allbirds, azienda che magari non sarà notissima ai più ma che nel tempo un suo mercato globale se l'è costruito. Allbirds fa scarpe, principalmente, e ha cercato di distinguersi puntando sull'utilizzo di materiali e processi di produzione sostenibili, quasi a impatto zero là dove possibile. Di recente però il suo business non andava proprio benissimo, allora qualcuno deve essersi chiesto perché continuare a fare una cosa banale ed analogica come le scarpe quando si può partecipare al più grande party finanziario della storia recente. Così nel giro di un paio di settimane Allbirds ha venduto tutto quello che era produzione di scarpe, marchio incluso, per 39 milioni di dollari, ne ha presi altri 50 milioni in prestito e ha fatto il grande salto: diventerà un provider di servizi GPU-as-a-Service con il nuovo marchio NewBird AI. Alla faccia, tra l'altro, della bandiera della sostenibilità ambientale.

La parte davvero surreale della storia è che la mossa per certi versi è perfettamente riuscita: in Borsa le azioni Allbirds sono schizzate da 2,5 dollari a 22 nel giro di poche ore. Sulle prospettive a lungo termine di questa crescita restano però parecchi dubbi: a parte il fatto che le azioni della società sono poi scese drasticamente solo un giorno dopo, ci sono i documenti ufficiali - e non i comunicati stampa improntati all'immancabile ottimismo - a indicare che tutto è ancora in una fase esplorativa. E a far pensare, insieme alle tempistiche, che il cambio drastico di strategia sia più una decisione del momento in qualche confuso consiglio d'amministrazione che una mossa meditata e pianificata. Allbirds probabilmente farà la stessa fine delle tante aziende che, di volta in volta, hanno fatto pivot da cose concrete ad altre meno come le criptovalute, gli NFT, il metaverso. E raramente è andata bene. D'altronde, viviamo nella stessa linea temporale in cui OpenAI spende (si dice, la cifra non è ufficiale) milioni di dollari per acquistare un talkshow con solo 58 mila abbonati su YouTube e tutti corrono a spiegare che grande idea è.
Ma in fondo, nulla di tutto questo è una grande scoperta o chissà che provocazione: è scritto chiaro e tondo. Prendiamo giusto ad esempio le condizioni per l'utilizzo di Microsoft Copilot, versione attualmente in uso del 24 ottobre 2025, sezione "Informazioni importanti e avvertenze", punto sette: "Copilot è destinato esclusivamente a scopi di intrattenimento". Ringraziamo Microsoft per l'onestà del suo linguaggio legalese, ma corre l'obbligo di sottolineare che questa avvertenza andrebbe generalizzata a un po' tutto il mercato.