Un accordo strategico per trasferire tecnologie d'avanguardia a 30mila PMI innovative, puntando su scouting tecnologico e laboratori territoriali.
Accorciare drasticamente la distanza tra il mondo della scienza e quello della produzione: è questo il cuore del nuovo accordo approvato dal CNR e da Unioncamere. L'intesa punta a risolvere un paradosso tutto italiano: nonostante una crescita del 60% in dieci anni delle pubblicazioni scientifiche di alta qualità, i risultati della ricerca faticano ancora a trasformarsi in soluzioni concrete per le aziende, spesso frenate da limiti finanziari o dalla difficoltà nel definire i propri bisogni di innovazione.
Il progetto metterà alla prova un nucleo selezionato di 30mila piccole e medie imprese ad alto potenziale, caratterizzate da tassi di crescita superiori al 15% annuo e una forte propensione all'export e alla brevettazione. Come sottolineato da Andrea Lenzi, Presidente del CNR, l'obiettivo è trasformare l'innovazione in un fattore strutturale di competitività, mentre Andrea Prete, Presidente di Unioncamere, ha evidenziato come questo modello di collaborazione sia studiato per essere "facilmente realizzabile e davvero utile".
L'operazione si svilupperà attraverso quattro pilastri fondamentali:
Scouting e analisi dei fabbisogni: un team multidisciplinare di broker tecnologici e finanziari mapperà le competenze della ricerca e le tradurrà in risposte concrete ai quesiti tecnologici delle imprese.
Animazione territoriale: i ricercatori del CNR incontreranno direttamente le aziende nei principali distretti produttivi attraverso un calendario di eventi mirati.
Hub digitale di matching: l'evoluzione del progetto MIR porterà alla creazione di una piattaforma digitale dove domanda e offerta di innovazione potranno incontrarsi, offrendo un catalogo aggiornato di brevetti e prototipi pronti per l'industrializzazione.
Innovation Lab e "Test before invest": le Camere di commercio ospiteranno laboratori permanenti dove le imprese potranno testare l'efficacia delle nuove tecnologie prima di effettuare investimenti significativi, minimizzando i rischi finanziari.
Questi laboratori fungeranno anche da acceleratori per la nascita di spin-off della ricerca e startup innovative, facilitando l'accesso ai finanziamenti e creando un'interfaccia stabile tra la scienza e il tessuto imprenditoriale locale.