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L’Intelligenza Artificiale spinge la nuova era delle assicurazioni in Italia

Entro il 2028 gli investimenti nel settore toccheranno i 500 milioni di euro, trasformando l'IA da semplice supporto a colonna portante del mercato.

Tecnologie AI

Il settore assicurativo italiano sta vivendo una trasformazione radicale guidata dall’Intelligenza Artificiale, che non è più considerata una tecnologia sperimentale ma il principale motore di crescita e digitalizzazione. Secondo le ultime analisi della Italian Insurtech Association, si prevede che entro il 2028 gli investimenti in soluzioni di IA raggiungeranno i 500 milioni di euro, arrivando a coprire un quarto della spesa complessiva in innovazione del comparto. Questa accelerazione è evidente nel trend degli ultimi anni: se nel 2024 l'IA rappresentava solo il 5% dei budget tecnologici, la quota è salita al 10% nel 2025 e si stima toccherà il 15% nel corso del 2026, delineando una traiettoria di sviluppo inarrestabile che coinvolge le principali compagnie nazionali.

Questo cambiamento infrastrutturale si inserisce in un contesto globale in forte espansione, dove il valore dei premi mondiali è destinato a passare dai 7 trilioni di dollari attuali ai 10 trilioni previsti per il 2030. La digitalizzazione permette infatti di raggiungere nuovi segmenti di clientela e di offrire servizi sempre più personalizzati. La risposta del mercato è estremamente positiva, con oltre il 55% degli assicurati che si dice pronto a interagire con agenti digitali avanzati. Il panorama italiano attuale vede una netta distinzione tra i "leader", realtà medio-grandi che hanno già roadmap definite e competenze interne strutturate, e i "late movers", organizzazioni che sono ancora nelle fasi iniziali di adozione e formazione.

L'impatto dell'Intelligenza Artificiale si manifesta concretamente nei processi "core" delle assicurazioni, andando ben oltre l'automazione dei compiti di routine. Nell'underwriting, ad esempio, l'analisi di enormi volumi di dati permette di calibrare i premi in base ai comportamenti reali degli utenti, abilitando modelli di prezzo dinamici come il "pay-how-you-drive". Parallelamente, l'IA è diventata un'arma fondamentale nella prevenzione delle frodi, grazie ad algoritmi capaci di identificare schemi sospetti nelle richieste di risarcimento con una velocità e una precisione impossibili per l'occhio umano. Questo non solo riduce le perdite economiche, ma garantisce una maggiore equità per tutti gli assicurati.

Come sottolineato dal Presidente dell'Italian Insurtech Association, Simone Ranucci Brandimarte, il vero valore strategico dell'IA risiede nel suo effetto moltiplicatore: per essere implementata correttamente, richiede dati puliti e processi già digitalizzati, spingendo l'intera filiera verso un ammodernamento globale. A differenza di altre innovazioni, l'IA nel mondo assicurativo non comprime i margini di profitto ma amplia il perimetro del business, rendendo i servizi più scalabili ed economici. Nei prossimi tre anni, la sfida per le compagnie sarà quella di consolidare la governance e la formazione, assicurando che l'innovazione tecnologica si traduca in una crescita strutturale e duratura per l'intero sistema Paese.

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