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Banche, al Nord due terzi di prestiti alle imprese, alle piccole solo il 14,9%

Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha rielaborato statistiche della Banca d’Italia, il credito bancario alle imprese italiane continua a mostrare una struttura territoriale e settoriale fortemente concentrata, con alcune evidenze che aiutano a comprendere meglio la distribuzione delle risorse finanziarie nel sistema produttivo.

Mercato e Lavoro

Il credito bancario alle imprese italiane supera nel 2025 i 666 miliardi di euro, ma resta fortemente concentrato nelle regioni settentrionali e solo una quota limitata dei finanziamenti è destinata alle piccole imprese, che pure rappresentano la struttura portante del sistema produttivo nazionale. Nel complesso, i prestiti concessi dalle banche alle imprese ammontano a 666,9 miliardi di euro. La distribuzione per settori evidenzia il peso dominante dei servizi, che assorbono 364,1 miliardi (pari al 54,6% del totale), seguiti dall’industria con 210,7 miliardi (31,6%) e dalle costruzioni con 53,9 miliardi (8,1%).

I finanziamenti alle piccole imprese ammontano invece a 99,5 miliardi, cioè appena il 14,9% del totale del credito alle imprese. L’analisi territoriale mette in luce uno squilibrio molto marcato nella distribuzione del credito. Le regioni del Nord Ovest concentrano 258,6 miliardi di euro, pari al 38,8% dei prestiti complessivi, mentre il Nord Est raggiunge 171,8 miliardi (25,8%).

È quanto emerge da una ricerca del Centro studi di Unimpresa, secondo cui complessivamente, le due macro-aree settentrionali assorbono oltre 430 miliardi di euro, cioè quasi due terzi del credito alle imprese italiane.  Il Centro Italia registra finanziamenti per 139,8 miliardi, pari al 21% del totale nazionale. Molto più contenuti, invece, i valori relativi al Mezzogiorno: le regioni del Sud si fermano a 70,6 miliardi di euro (10,6% del totale), mentre le Isole registrano 26,1 miliardi (3,9%). Sommando Sud e Isole si arriva complessivamente a 96,7 miliardi, un valore inferiore non solo alla somma delle regioni del Nord ma addirittura al volume di credito presente nella sola Lombardia.  La Lombardia, infatti, con 196,8 miliardi di euro di prestiti alle imprese, concentra da sola quasi il 30% del credito nazionale, risultando il principale polo finanziario del Paese. Seguono, a distanza, regioni come il Lazio con 73,3 miliardi, l’Emilia-Romagna con 70,1 miliardi e il Veneto con 62,6 miliardi, mentre la Toscana supera i 43 miliardi.

«Emerge, dai nostri dati, una forte polarizzazione geografica del credito: le regioni settentrionali, dove si concentra la parte più dinamica del sistema produttivo, continuano ad attrarre la quota predominante dei finanziamenti, mentre le regioni meridionali restano su livelli molto più bassi. Il divario appare particolarmente evidente se si considera che l’intero Mezzogiorno, con oltre venti milioni di abitanti e una vasta rete di imprese, riceve complessivamente meno credito di quanto venga erogato nella sola Lombardia. Un altro elemento rilevante riguarda il peso relativamente limitato dei finanziamenti destinati alle piccole imprese, che rappresentano la componente più diffusa dell’economia italiana. I 99,5 miliardi di prestiti a questa categoria di imprese corrispondono infatti a meno di un sesto del credito complessivo alle imprese, una quota che evidenzia le difficoltà di accesso al credito per una parte importante del tessuto produttivo. Anche sotto questo profilo emerge una significativa differenza territoriale: la maggior parte dei finanziamenti alle piccole imprese si concentra nelle regioni del Nord, mentre nelle regioni meridionali i volumi restano più contenuti. Osserviamo, insomma, l’immagine di un sistema creditizio ampio ma caratterizzato da forti squilibri territoriali e dimensionali, con il credito che tende a concentrarsi nelle aree economicamente più forti e nelle imprese di dimensioni maggiori, mentre il Mezzogiorno e le realtà imprenditoriali più piccole continuano a ricevere una quota relativamente limitata delle risorse finanziarie disponibili» commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

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