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Fiat fuori da Confindustria dal 2012

L'ad di Fiat Sergio Marchionne annuncia l'uscita di Fiat SpA e Fiat Industrial da Confindustria: "non possiamo permetterci di operare in Italia in un quadro di incertezze che ci allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato".

Tecnologie
Fiat SpA e Fiat Industrial usciranno da Confindustria dal 1 gennaio 2011. 
A comunicarlo è lo stesso amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne in una lettera aperta alla presidente degli industriali Emma Marcegaglia.
Nel documento, Marchionne esprime apprezzamento per "due grandi decisioni" come "l'accordo interconfederale del 28 giugno, di cui Confindustria è stata promotrice, ma soprattutto all'approvazione da parte del Parlamento dell'Articolo 8 che prevede importanti strumenti di flessibilità oltre all'estensione della validità dell'accordo interconfederale ad intese raggiunte prima del 28 giugno". 
Ma con la firma dell'accordo interconfederale del 21 settembre, afferma l'ad, "è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l'applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull'efficacia dell'Articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l'impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale". 
"Fiat - prosegue la lettera - non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato". 
E' proprio questa la ragione per cui i dirigenti hanno deciso l'uscita dall'alveo della confederazione degli industriali.
"Da parte nostra - assicura però Marchionne - utilizzeremo la libertà di azione applicando in modo rigoroso le nuove disposizioni legislative. I rapporti con i nostri dipendenti e con le Organizzazioni sindacali saranno gestiti senza toccare alcun diritto dei lavoratori, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come previsto dalle intese già raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco". 
Inoltre, dice l'ad, "stiamo valutando la possibilità di collaborare, in forme da concordare, con alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l'Unione Industriale di Torino".
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