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Commercio extra UE, a marzo si amplia il deficit italiano

Nel mese di marzo, le importazioni dai paesi extra-Ue sono cresciute del 3,5%, le esportazioni dell'1,5%. Si amplia il disavanzo commerciale, che ha raggiunto quota 2,9 miliardi di euro.

Tecnologie
Continua ad ampliarsi il disavanzo commerciale dell'Italia con i paesi extra Ue: il dato è passato da -1,5 miliardi di marzo 2010 a -2,9 miliardi di marzo 2011. Lo riporta l'Istat
A marzo 2011 si rileva una crescita congiunturale più marcata per le importazioni (+3,5%) rispetto alle esportazioni (+1,5%). Nel primo trimestre dell'anno la crescita congiunturale è sostenuta sia per le esportazioni (+7,4%) sia per le importazioni (+7%).
La crescita tendenziale si mantiene su tassi elevati, anche se in decelerazione rispetto ai mesi precedenti: +24,2% per le importazioni e +16,5% per le esportazioni.
A marzo il disavanzo del comparto energetico è più ampio rispetto ad un anno prima (-5,2 miliardi rispetto a -4,5). Tale disavanzo contribuisce per circa la metà all'ampliamento del deficit commerciale osservato rispetto a marzo 2010. 
Si riduce anche l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici: dai 3 miliardi di marzo 2010 a 2,3 miliardi di marzo 2011.
I prodotti intermedi (+21,5%), i beni di consumo non durevoli (+19,3%) e quelli strumentali (+11,7%) trainano la crescita delle vendite sui mercati extra UE, spiegando quasi il 90% dell'aumento tendenziale delle esportazioni. 
Molto sostenuta è la crescita delle importazioni di prodotti intermedi (+53,1%), che spiegano da sole oltre il 55% dell'aumento complessivo delle importazioni e determinano un saldo negativo per 1,1 miliardi. 
I mercati di destinazione più dinamici sono: Turchia (+40,4%), Svizzera (+35,5%), Cina (+32,7%), Giappone (+30%) e Russia (+25,4%). Più debole è la crescita verso i paesi Mercosur (+10,4%) mentre i paesi Opec registrano una diminuzione delle esportazioni pari al 13,5%. 
La crescita delle importazioni è sostenuta dai paesi Eda (+47,4%), India (+38,4%), dai paesi Mercosur (+30,7%), dai paesi Asean (+28,7%) e dagli Stati Uniti (+28,5%); più contenuta dai flussi provenienti da Russia (+10,5%) e paesi Opec (+13,1%).
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