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Avaya, la comunicazione paga il conto della crisi

Una ricerca Avaya prende atto dei disagi aziendali sollevati negli ultimi mesi in conseguenza dei mancati investimenti legati alle difficoltà economiche. L'Italia in pole position.

Redazione ImpresaCity

Pubblicato il: 07/04/2010 nella categoria 2-Mercato e dintorni.

Avaya, la comunicazione paga il conto della crisi

Secondo uno studio condotto da Avaya,  in concomitanza con il periodo di recessione economica globale la qualità delle comunicazioni fra le imprese europee e i relativi clienti, partner e fornitori è sensibilmente peggiorata. In base alle risposte raccolte da 2.502 dipendenti di aziende europee di Francia, Germania, Italia e Regno Unito, 70% delle aziende colpite dalla crisi ha infatti registrato un impatto negativo su una serie di aspetti comunicativi. 
Il deterioramento della qualità delle comunicazioni ha interessato diversi ambiti: quello della comunicazione interna nel 55%, delle relazioni con i clienti per il 52%, e dei rapporti con i fornitori per il 41%. Per contro, tra le imprese europee che affermano di non essere state colpite dalla crisi, solo il 29% ha in parte vissuto il declino delle capacità di comunicazione. 
D'altra parte, la recessione ha però portato a una maggiore consapevolezza del bisogno di integrare il mix comunicazionale delle imprese con le nuove tecnologie dei social media. Rispetto a 18 mesi fa, oggi il 55% dei senior manager europei ricorre in misura crescente a tecnologie quali smartphone e instant messaging, oltre che a strumenti di social networking come Facebook, Twitter e LinkedIn. Nell'adozione dei nuovi mezzi di comunicazione, la fascia dei senior manager si è dimostrata sostanzialmente più reattiva rispetto a quella dei giovani dipendenti (34%), spesso definiti come gli early adopter delle nuove tecnologie. 
Più in dettaglio, i dati nazionali rivelano come il mondo imprenditoriale italiano sia stato quello maggiormente colpito dalla crisi: il 79% degli intervistati ha infatti affermato di averne fortemente risentito. Le imprese tedesche sono state quelle meno colpite, anche se con una percentuale del 66%. Inoltre, il 41% delle società ha accusato un peggioramento nelle comunicazioni da parte dei fornitori, il 51% da parte dei colleghi e il 50% nelle proprie comunicazioni verso i clienti.
Ciononostante, le imprese italiane sono state anche le più rapide ad adottare nuove tecnologie in questo settore dall'inizio della recessione, con il 54% che utilizza con maggiore frequenza strumenti come Twitter, LinkedIn (o siti similari), Facebook (o siti similari), instant messaging, lavoro flessibile e smartphone; una situazione condivisa solo dal 32% dei tedeschi.






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