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L'impatto dell'Industria 4.0 sul mercato del lavoro tra i temi del G7 Industria/ICT

Al centro del dibattito, tra l'altro, le trasformazioni legate alla diffusione dell'Industria 4.0 che nei prossimi anni avranno un significativo impatto nella società e nel mercato del lavoro.

Autore: Redazione Impresacity

Torino ha ospitato presso la Reggia di Venaria il 25 e 26 settembre il G7 ICT e Industria, che ha affrontato i temi:
  • "Inclusiveness": la competitività delle piccole e medie imprese nella Next Production Revolution
  • "Openness": infrastruttura digiale, standard, intelligenza artificiale
  • "Security": cybersicurezza per le imprese, diritti di proprietà intellettuale.
La Nuova Rivoluzione della Produzione, “Next Production Revolution – NPR” secondo la definizione dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), è già in atto, resa possibile dagli avanzamenti della robotica e dall’applicazione delle intelligenze artificiali nelle fabbriche, dalla diffusione della stampa 3D e dall’analisi in tempo reale di grandi quantitativi di dati.
Le trasformazioni legate alla diffusione dell'Industria 4.0 avranno nei prossimi anni un impatto profondo nella società e nel mercato del lavoro. Se da una parte la nuova rivoluzione industriale rappresenta un'opportunità importante per modernizzare la produzione, dall'altra, questi processi, se non adeguatamente anticipati e guidati, possono avere effetti negativi sull'occupazione.
L'Industria 4.0 ha avuto, un ruolo centrale nel G7 Industria/ICT, le cui parole chiave sono state tre:
  • inclusione
  • apertura
  • sicurezza.
Per ”inclusione” s'intende la capacità di accompagnare le piccole e medie imprese, che rappresentano almeno il 70% del tessuto industriale di molti dei Paesi G7, nei loro processi di digitalizzazione. I Governi dovranno sostenere la transizione delle PMI e alimentare la crescita di ecosistemi dove si possa realizzare innovazione, anche in cooperazione con le aziende più grandi.
La parola “apertura”, poi, è riferita al libero flusso di dati e informazioni, all'interoperabilità dei sistemi, all'accesso alle infrastrutture digitali abilitanti e soprattutto alla possibilità di condividere i benefici dell'intelligenza artificiale per il benessere di tutti i cittadini.
La “sicurezza”, infine, è un altro presupposto fondamentale in un sistema dove le imprese si sentono sempre di più minacciate dal rischio informatico. La “sicurezza” riguarda anche i diritti di proprietà intellettuale sempre più oggetto di violazioni che danno luogo a perdite economiche e sociali. 
Ai margini della riunione ministeriale si è svolta anche, il 25 settembre, la Multistakeholder Conference, con la quale è stata avviata la discussione sui temi della cybersicurezza, della "datafication", dell'intelligenza artificiale e della trasformazione digitale delle piccole e medie imprese. La conferenza, aperta dal sottosegretario Giacomelli, è stata chiusa dal ministro Calenda: "L'innovazione tecnologica è un processo positivo ma veloce e polarizzante: i grandi cambiamenti non sono mai semplici e non controversi. Dobbiamo governare l'innovazione". 
Nello stesso giorno si è riunito il gruppo "I-7 Innovators’ Strategic Advisory Board on People-Centered Innovation", lanciato durante il G7 di Taormina per elaborare linee guida sulle nuove sfide dell’innovazione.
Pubblicato il: 28/09/2017

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