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Snap fa il suo ingresso a Wall Street

Alle 15.30 ora italiana scatterà a Wall Street l’offerta pubblica iniziale (Ipo) delle azioni di Snap, fissate al valore di 17 dollari

Autore: Redazione

Poche ore al debutto in borsa di Snap, l’ex startup nata nei corridoi della Stanford University per volere di Evan Spiegel, Bobby Murphy e Reggie Brownt. Alle 15.30 ora italiana (le 9.30 a New York) scatterà a Wall Street l’offerta pubblica iniziale (Ipo) delle azioni di Snap, fissate proprio ieri al valore di 17 dollari. Un prezzo di collocamento superiore al range atteso, che era stato valutato tra i 14 e i 16 dollari.

logo5.pngUn segnale di enorme interesse da parte degli investitori, malgrado Snapchat stia soffrendo ultimamente un rallentamento nella crescita degli utenti. L’Ipo di Snap, la prima di una realtà tecnologica quest’anno e che ha ottenuto una valutazione di 24 miliardi di dollari, sarà comunque la maggiore a Wall Street dai tempi della quotazione del colosso cinese Alibaba, avvenuta nel 2014.

Dall’offerta pubblica iniziale Snap raccoglierà circa 3,4 miliardi di dollari, pari all’emissione di circa 200 milioni di azioni senza diritto di voto. Ma per alcuni investitori istituzionali di grosso calibro, tra cui Morgan Stanley e Goldman Sachs, la società ha garantito un’ulteriore opzione greenshoe (facoltà di aumentare la dimensione dell’offerta per rispondere alla domanda di titoli) per ulteriori 30 milioni di azioni.

Lo sbarco di Snap in Borsa è atteso perché l’azienda di Spiegel e soci potrebbe rappresentare la testa di ponte per altri gioiellini della Silicon Valley, come Uber (valutata oggi circa 50 miliardi di dollari) e Airbnb. Ma, nonostante l’euforia (sentimento non nuovo a Wall Street, basti ricordare l’Ipo di Twitter) dubbi e potenziali rischi ci sono eccome.

Nell’ultimo esercizio fiscale Snap ha registrato ricavi in aumento a 404,5 milioni di dollari contro i 57,7 del 2015, ma nel frattempo le perdite nette sono cresciute da 372,9 a 514,6 milioni. Gli utenti attivi su base giornaliera erano al 31 dicembre scorso 158 milioni, il 48 per cento in più su base annua. Ma, come detto, questo indicatore è risultato in netta frenata. Non resta che aspettare le 15.30 per vedere la reazione dei mercati.  
Pubblicato il: 02/03/2017

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