Nutanix, orchestrare il multicloud

Anche se digitale, l’evento .Next Digital Experience 2020 non tradisce le attese, e vede numerosi annunci di rilievo attorno al concetto “run better, run faster, run anywhere”

Autore: Edoardo Bellocchi

Ricco di spunti e di sessioni. E soprattutto ben organizzato, pur se in forma virtuale, dati i tempi pandemici. L’evento globale .Next Digital Experience 2020 di Nutanix, andato in scena la scorsa settimana, non ha deluso le attese. Che quest’anno trovavano un ulteriore motivo di curiosità nel fatto che Dheeraj Pandey, co-founder e Ceo di Nutanix, era presente sul palco virtuale dell’evento in veste “dimissionaria”: come reso noto pubblicamente in agosto, l’attuale numero uno ha infatti espresso la volontà di lasciare l’azienda nel prossimo futuro.

Se l’annuncio è stato ritenuto quantomeno inaspettato da più di un osservatore, è stato comunque sottolineato che Dheeraj Pandey rimane in carica finché non sarà stato nominato il successore, e partecipa attivamente alla ricerca e alla selezione del nuovo Ceo.
 

“Nutant forever”

Lo stesso Pandey, durante la sessione riservata alla stampa, non si è comunque sottratto alle legittime curiosità sulla sua decisione e sul suo futuro professionale post-Nutanix. Ricordando linvestimento effettuato dal fondo di private equity Bain Capital, pari a 750 milioni di dollari, annunciato verso fine agosto, Pandey ha tenuto a sottolineare che lui stesso rimane il “singolo maggior azionista privato” di Nutanix e che sicuramente sarà molto interessato al futuro della società, sintetizzando il concetto nell’espressione “Nutant forever”, ovvero “sarò sempre una persona Nutanix”.

Circa i motivi della sua scelta, Pandey ha ribadito che le riflessioni effettuate nei mesi scorsi, caratterizzati dal lockdown, lo hanno spinto a chiedersi quali siano oggi le vere priorità della vita, citando in primo luogo famiglia e figli.
 
Dheeraj Pandey durante il suo keynote a .Next Conference 2020

“Run better, run faster, run anywhere”

Ma Dheeraj Pandey non si è risparmiato nemmeno durante il keynote, ripercorrendo le tappe dell’azienda da lui co-fondata 11 anni fa e che l’hanno portata oggi a essere tra i protagonisti del cloud ibrido, dopo essere partita dall’iperconvergenza. “È curioso notare come l’acronimo sia lo stesso, HCI, per HyperConverged Infrastructure e per Hybrid Cloud Infrastructure”, ha fatto notare Pandey, sottolineando che “la piattaforma ideale è quella che permette di spostare i carichi di lavoro in maniera semplice e immediata tra i diversi cloud”.

Ecco quindi che l’infrastruttura di cloud ibrido targata Nutanix è quella che permette di gestire le macchine virtuali, lo storage virtualizzato, i container e tutte le operation, orchestrando il tutto nel data center come nel cloud pubblico e in quello privato, oltre che a livello di edge.
 

L'evento globale, che ha visto anche l’intervento di Condoleezza Rice, notissimo ex Segretario di Stato degli Stati Uniti dal 2005 al 2009, è stato poi seguito da altri interventi, come quelli di Rajiv Mirani, Cto di Nutanix e di Tarkan Maner, Chief Commercial Officer di Nutanix, che hanno illustrato nel dettaglio gli annunci. Tra questi, i più rilevanti sono senz’altro le nuove ricche funzionalità del software per l’iperconvergenza, la soluzione di servizi gestiti Karbon Platform Services dedicata a Kubernetes in modalità PaaS, e infine l’importante partnership con Microsoft Azure. Questi tre pillar rispondono, nell’ordine, a un concetto che verrà ribadito più volte nel corso dell’evento, ovvero “run better, run faster, run anywhere”. 


Annunci chiave

Nel dettaglio, il concetto di “run better”, viene declinato dal primo annuncio chiave di .Next Digital Experience 2020, che riguarda i miglioramenti all’offerta software di Nutanix per l’iperconvergenza, tra i quali vi sono le prestazioni più rapide del 50%, grazie alle modifiche all’architettura HCI che permettono di sfruttare le più recenti tecnologie per lo storage, tra cui gli SSD NVMe e quelli Intel Optane, il networking virtuale nativo per semplificare le distribuzioni multicloud, le maggiori funzionalità di automazione e budgeting per le risorse cloud, e infine il monitoraggio della sicurezza end-to-end per supportare una strategia Zero-Trust.  

A quest’ultimo riguardo, è stato annunciato Flow Security Central, un piano di gestione centralizzato basato su SaaS che fornisce monitoraggio della compliance, visibilità della rete e operazioni di sicurezza sia in ambienti cloud privati con Nutanix sia in ambienti cloud pubblici. 

Se Kubernetes diventa PaaS

Il secondo caposaldo, quello del “run faster”, vede al centro il lancio di Karbon Platform Services, una piattaforma Platform-as-a-Service (PaaS) multicloud basata su Kubernetes con sicurezza automatizzata gestita dal sistema, per accelerare lo sviluppo e la distribuzione di applicazioni basate su microservizi su qualsiasi cloud.



Rajiv Mirani, CTO di Nutanix
Grazie a quest’offerta gli sviluppatori di software dispongono di servizi gestiti chiavi in mano, on-premise, nel cloud pubblico o a livello di edge per creare ed eseguire applicazioni cloud native, che permettono di disaccoppiare le applicazioni dall’infrastruttura sottostante. Inoltre, viene messo a disposizione dei team IT un framework di sicurezza e gestione del ciclo di vita delle applicazioni semplificato e coerente.
 

In questo modo, Nutanix punta ad ampliare l’offerta per accelerare la transizione verso ambienti cloud native, come ha evidenziato Rajiv Mirani, CTO di Nutanix, spiegando che “nel momento in cui un’azienda cresce, adotta il cloud ibrido e gestisce un numero crescente di applicazioni, ma supportare le esigenze di progettazione può essere complesso per l'IT: con Karbon Platforms Services puntiamo a semplificare lo sviluppo e l’orchestrazione delle applicazioni, semplificando al contempo il rapporto tra l’IT e i team di sviluppo per supportare le strategie DevOps”. 

La partnership con Microsoft su Azure

Infine, ma non in ordine di importanza, il terzo pillar, quello del “run anywhere”, che nell’era del multicloud assume una rilevanza sempre più marcata, vede una storica declinazione nella nuova partnership con Microsoft Azure, volta a offrire una soluzione ibrida per una mobilità coerente di applicazioni, dati e licenze così come la gestione unificata in tutti gli ambienti on-premise e Azure, utilizzando Nutanix Clusters su Azure, che si aggiunge all’offerta analoga per Amazon, ovvero Nutanix Cloud on AWS. 

A sintetizzare i tratti cruciali della partnership ci ha pensato Tarkan Maner, Chief Commercial Officer di Nutanix, sottolineando che “Microsoft e Nutanix si impegnano a offrire un ambiente ibrido e multicloud unificato per i nostri clienti, che desiderano una soluzione che permetta realmente – e facilmente – di far avanzare il loro percorso verso il cloud. Questa collaborazione ci consente di fornire un unico stack software per gli ambienti cloud pubblici e privati, con una conseguente maggiore agilità, operazioni ottimizzate e un significativo risparmio sui costi”.

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