La digitalizzazione non si ferma

Dalle PMI agli studi professionali, anche le piccole realtà hanno bisogno di fare un salto tecnologico per lavorare meglio ed affrontare le emergenze. È il messaggio chiave che viene dal 2020.

Autore: Redazione ImpresaCity

Il mantra della nuova normalità sta interessando, volenti o nolenti, le aziende di qualsiasi dimensione. Tutti ci dicono che stiamo andando verso un “new normal” che riporterà non proprio alle condizioni pre-pandemia ma quasi. Anche a condizioni migliori, perché proprio dalla pandemia abbiamo imparato tante cose che permetteranno alle aziende di lavorare meglio. In teoria tutto questo è possibile e sottolinearlo con ottimismo fa bene. A guardarsi indietro questo ottimismo appare motivato è vero che la tecnologia ha aiutato in maniera decisiva moltissime aziende nei lockdown ma anche bisognoso di una certa prudenza. Specialmente se i tanti segnali del 2020 si vogliono tradurre in indicazioni strategiche per il massimo numero di imprese in Italia.

Il segnale positivo principale dei mesi passati è che effettivamente le tecnologie della digitalizzazione aiutano le aziende di ogni dimensione. Ormai il contributo del digitale è palese e concreto, specie nelle emergenze che richiedono alle aziende di mettere in campo la tanto famosa resilienza. Emergenze che non devono per forza essere pandemie globali. Oggi mettere in dubbio il valore della digitalizzazione richiede uno sforzo concettuale che nessun dirigente di enterprise o PMI metterebbe in atto. E questo è un bene, dopo anni di variegati “se” e “ma” messi davanti alle possibilità della Trasformazione Digitale.
digitization 4667371 960 720C’è però anche un elemento di prudenza che va evidenziato. Non tutte le imprese vedono la digitalizzazione allo stesso modo e, soprattutto, non tutte hanno la stessa facilità di accesso alle nuove tecnologie. Le medie, piccole e piccolissime realtà hanno bisogno di un aiuto e di una guida nella scelta di strumenti innovativi che vadano oltre quelli di base. Serve passare dalla logica descrittiva del “cosa fa la tale tecnologia” a quella strategica del “cosa la tale tecnologia mi aiuta a fare”. Era un punto su cui le iniziative Impresa 4.0 avevano cominciato a lavorare ma che si è perso per strada: le aziende, specie le PMI, hanno ancora pochi punti di contatto “neutri”, cioè dove qualcuno non cerca subito di vendere qualcosa, dove conoscere e sperimentare le nuove tecnologie.

Certo, gli ingredienti base di una sana digitalizzazione a misura di PMI si sanno: supporto dei processi chiave, gestione moderna dei dati e delle informazioni, connettività, cyber security, servizi a complemento degli skill e delle risorse interne. Sinora però troppi cuochi hanno spesso, come recita il detto, rovinato la cucina. In questa fase le PMI possono sicuramente ripartire puntando sulla digitalizzazione, ma questa deve essere confezionata in maniera adeguata, semplificata senza banalizzarla. Servono, per proseguire nella metafora culinaria, piatti completi ma semplici. Per la cucina molecolare ci sarà tempo poi.