Microsoft Edu Day 2021: l’integrazione di digitale e fisico per l’istruzione

Un denso evento in streaming analizza il rapporto tra digitale e mondo della scuola e Università, e vede l’annuncio di numerose iniziative

Autore: Redazione ImpresaCity

Promuovere una scuola sempre più in grado di preparare gli studenti di oggi ai lavori del futuro, capitalizzando sull’esperienza forzata della Didattica a Distanza per far sì che l’innovazione digitale possa integrarsi in modo efficace nei modelli tradizionali di insegnamento e apprendimento in presenza. Questi i temi portanti di Edu Day 2021-Hybrid Experience, l’evento Microsoft dedicato al mondo della Scuola, dell’Università e della Cultura, svoltosi ieri in edizione completamente digitale, nel quale Microsoft ha ribadito il proprio impegno al fianco di docenti, studenti e mondo della Cultura attraverso una serie di nuovi progetti e iniziative con il digitale al centro.

La densa agenda ha visto l’alternarsi di interventi di rappresentanti di associazioni e aziende che hanno raccontato le sfide affrontate in questo periodo e analizzato le opportunità di crescita, oltre alla testimonianza di tre Ministri: Istruzione, Università e Ricerca, e Cultura, che hanno sottolineato il ruolo cruciale delle nuove tecnologie e l’efficacia della collaborazione tra pubblico e privato. Edu Day 2021 ha anche beneficiato del contributo strategico dell’ecosistema di Partner Microsoft, e in particolare di Acer, Dell, HP e Lenovo, che hanno arricchito la giornata con la condivisione di esperienze e casi di successo. 
Elvira Carzaniga di Microsoft Italia
Introducendo l’evento, Elvira Carzaniga, Direttore Divisione Education di Microsoft Italia, ha spiegato che “in questo momento di grande cambiamento può essere utile sapere dove siamo, proprio per pensare meglio al futuro, guardando con pragmatismo e consapevolezza che c'è tantissimo da fare, in quanto il Paese mostra ancora ritardi nell'adozione del digitale e nello sviluppo delle competenze sulle nuove tecnologie”, sottolineando però che la pandemia “ha lasciato una spinta molto forte verso il digitale, che ci porta a fare un passo ulteriore nell’Education, per capitalizzare sull’esperienza della didattica digitale, che non è semplicemente trasporre una lezione tradizionale su Teams ma è molto di più, e questo è il momento giusto per pensare a come portare tutte le potenzialità del digitale nel mondo fisico: i segnali sono incoraggianti”.

Sforzo di sistema

Il concetto è stato sviluppato da Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, che ha evidenziato che ”ci troviamo in una fase cruciale per il nostro Paese, dove per la prima volta dopo molti anni si è tornati a porre l’accento sui giovani e sul loro futuro. Formazione continua e competenze sono tornate al centro del dibattito, riconosciute come fattori determinanti per dare nuovo slancio al Paese, alla sua crescita e competitività a livello mondiale. In questo scenario, il digitale ha un ruolo chiave di abilitatore: le nuove tecnologie che abbiamo imparato a usare nella fase emergenziale, infatti, non devono aumentare le distanze ma promuovere una maggiore accessibilità e inclusione, soprattutto nel settore dell’Istruzione, della Ricerca e della Cultura. Mai come ora, è necessario uno sforzo congiunto di tutti gli attori del mercato per cambiare marcia e accelerare in questa direzione, per il bene nostro e delle nuove generazioni”.
Silvia Candiani di Microsoft Italia

Guardare alle discipline STEM

Durante l’evento, Microsoft Italia ha annunciato l’ingresso del Ministero dell’Istruzione all’interno di Leading Countries of the World in the Digital Transformation of Education, programma promosso da Microsoft per accelerare la trasformazione digitale attraverso il dialogo e la cooperazione tra le eccellenze globali del settore educativo e la condivisione di buone pratiche di innovazione digitale nei sistemi scolastici in tutto il mondo. La collaborazione si inserisce nel contesto del Protocollo di Intesa tra Microsoft e il Ministero dell’Istruzione, rinnovato a dicembre 2019, volto, tra le altre cose, a supportare il processo di digitalizzazione del sistema scolastico e della didattica e a incentivare l’avvicinamento degli studenti, soprattutto la componente femminile, alle discipline STEM.

Microsoft, ricorda una nota, mette a disposizione delle scuole da sempre gratuitamente la propria piattaforma Office 365 for Education, e ha formato in questo anno oltre 150.000 docenti e continua a supportarli con Didattica in Atto, piattaforma per la formazione online on-demand rivolta a tutti quei docenti che vogliono approfondire la conoscenza e l’utilizzo delle soluzioni Microsoft per la didattica digitale e avvicinare i propri studenti alle materie STEM.

Spunti di ottimismo

L’appuntamento è stato anche l’occasione per scattare una fotografia sulla situazione attuale grazie ai dati di Emotion Revolution Survey, seconda edizione dello studio Microsoft realizzato in collaborazione con PerLAB sugli effetti emotivi della Didattica a Distanza durante la pandemia, e riflettere sul futuro dell’Istruzione e della Formazione nel nostro Paese, una volta superata la fase emergenziale.

Sentimento predominante che accomuna docenti e studenti è senza ombra di dubbio la stanchezza (per il 56% degli studenti e il 27% dei docenti) ma, se lato studenti prevalgono ancora emozioni negative come la solitudine (46%) e l’insicurezza (30%), che possono senz’altro avere un impatto negativo sull’apprendimento, lato docenti si registrano invece emozioni più positive rispetto allo scorso anno. Dopo un anno di Didattica Digitale Integrata, i docenti dichiarano di essere più motivati (41%) e di aver ritrovato nuovo entusiasmo per il proprio lavoro (25%).

Dalla ricerca emerge anche come in questo ultimo anno gli insegnanti abbiano iniziato ad apprezzare i benefici degli strumenti digitali: non solo il 76% degli insegnanti dichiara un netto miglioramento del loro rapporto con le nuove tecnologie, l’87% del campione ritiene che la Didattica Digitale Integrata sia uno strumento molto utile per potenziare l’apprendimento; strumenti tecnologici come le sintesi vocali, la lettura immersiva e focalizzata, l’utilizzo di molteplici linguaggi iconico-visivi e uditivi sono percepiti ora come tool in grado di favorire un ambiente d’apprendimento più inclusivo, immediato e coinvolgente, soprattutto per gli studenti con bisogni educativi speciali. Secondo l’84% dei docenti intervistati, l’utilizzo articolato e interattivo della tecnologia può aiutare a ridurre il rischio di dispersione scolastica. Sicuramente uno spunto per essere ottimisti.

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