Sovranità digitale e finanziaria: per Deloitte il legame è stretto

La digitalizzazione del mondo Finance e degli strumenti di pagamento accelera, rendendo più critiche infrastrutture che sono quasi sempre extra-UE

Autore: Redazione ImpresaCity

L'ecosistema finanziario è sempre più digitale, a tutti i livelli, e questo pone importanti questioni di sovranità, perché le infrastrutture su cui poggiano ormai quasi totalmente le transazioni finanziarie soffrono di una forte dipendenza strutturale da fornitori extra-UE. Una dipendenza che tra l'altro - sottolinea Deloitte nel report “Sovranità Digitale e Finanziaria. Navigare il cambiamento nell’Era della Trasformazione” - riguarda anche i pagamenti, con quasi due terzi delle transazioni con carta realizzate nell'area euro che transitano su infrastrutture extraeuropee.

Come sottolinea Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, la relazione tra il sistema finanziario e le infrastrutture digitali è una delle priorità "dell’agenda economica di fronte alle trasformazioni della transizione digitale". E affrontarla "con un approccio di collaborazione tra pubblico e privato" è fondamentale per "dare più vigore alla competitività e all’autonomia strategica europea".

Nell'analisi della relazione tra sovranità digitale e sovranità finanziaria, Deloitte evidenzia in particolare tre direttrici di riflessione. La prima riguarda il ruolo della governance: il quadro normativo europeo rappresenta un passo importante nel rafforzamento della resilienza del sistema finanziario, ma occorrono nuove forme strutturate di collaborazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati.

Proprio il tema della responsabilità condivisa su più livelli (intermediari finanziari, istituzioni, cittadini) è un secondo elemento di criticità. Come lo è, infine e prevedibilmente, la crescente adozione dell'intelligenza artificiale: questa sta accelerando la trasformazione del settore finanziario, ma rende ancora più centrale il tema della sovranità sulle infrastrutture tecnologiche sottostanti.

Il report Deloitte mostra infatti come la crescente adozione dell’intelligenza artificiale amplifichi la dipendenza strutturale da un numero ristretto di provider extra europei: il 75% delle imprese che utilizzano l'AI si affida a servizi cloud di terze parti e il 39% impiega modelli di AI sviluppati da fornitori esterni. In particolare, la diffusione dell’intelligenza artificiale nel settore finanziario è destinata a rendere ancora più rilevante il tema della dipendenza dai fornitori. Secondo il rapporto OCSE–Banca d'Italia sull’AI nei mercati finanziari italiani, il 39% degli operatori intervistati utilizza già l’AI nell'operatività quotidiana, con punte del 70% nel comparto assicurativo e del 59% in quello bancario.

Serve allora - spiega Luigi Capitanio, Strategy and Business Design Leader di Deloitte Emea – "un approccio integrato capace di coniugare innovazione tecnologica, capacità infrastrutturali e nuovi strumenti di governance". Un approccio nuovo che va sviluppato e che "passa dallo sviluppo di competenze, dalla diversificazione delle infrastrutture tecnologiche e dalla costruzione di forme più strutturate di collaborazione tra settore pubblico e privato".

D'altronde - è il messaggio chiave del report Deloitte - oggi sovranità finanziaria e digitale vanno considerate insieme. Anche perché la resilienza delle infrastrutture digitali incide direttamente sulla stabilità del sistema finanziario, ma comunque l'evoluzione verso il digitale di quest'ultimo - e in particolare degli strumenti di pagamento - non si può fermare e deve essere integrata a livello tecnologico e infrastrutturale.


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