Nasce CTone, l'anima di Trend Micro per la cyber security 5G

CTone punta a una piattaforma di sicurezza da implementare in ambienti Private 5G e OpenRAN, con una precisa focalizzazione sul mondo industriale

Autore: Redazione ImpresaCity

Trend Micro ha dato vita a una società controllata che è dedicata in modo specifico alla cyber security delle infrastrutture e delle reti 5G. Si chiama CTone e nasce, spiega Trend Micro stessa, da un processo di incubazione che è sfociato ora in una società autonoma. La quale, però, può sfruttare in partenza le competenze tecnologiche e manageriali della casa madre.

La nascita di CTone rappresenta una scommessa di Trend Micro su una crescita sempre più veloce del 5G business, crescita che sinora non è certamente andata come ci si aspettava agli albori della diffusione del 5G stesso. Non a caso Trend Micro cita due evoluzioni abbastanza recenti - il Private 5G e la diffusione di OpenRAN - come fattori che stanno mettendo in particolare evidenza le problematiche di sicurezza del 5G.

In particolare CTone sembra puntare molto sul comparto del Private 5G. Che nel 2021 ha mosso, secondo le cifre citate da Trend Micro, qualcosa come 1,4 miliardi di dollari a livello mondiale. E che dovrebbe crescere quest'anno a un tasso del 49%. La diffusione di soluzioni standard - o perlomeno più standard e aperte del solito - in stile OpenRAN, l'utilizzo di piattaforme di tipo cloud e dell'open source e la proliferazione di dispositivi IoT aumenterano, secondo Trend Micro, la superfcie d'attacco delle infrastrutture 5G.

"CTOne permette alle aziende di mettere in sicurezza le reti 5G private... e di realizzare un ecosistema robusto di applicazioni industriali", ha spiegato Jason Huang. Che è stato nominato CEO di CTOne ma che negli ultimi anni è stato Senior Product Manager per le attività di Trend Micro collegate alla protezione delle reti 4G/5G, e prima ancora del Network Threat Defense Technology Group.

Eva Chen, CEO di Trend Micro, ha tra l'altro sottolineato che la nuova società può mettere in campo i frutti di "oltre sei anni di ricerca dedicata alle tecnologie di rete". Competenze che CTOne sfrutterà innanzitutto nello sviluppo di soluzioni complete per la protezione delle implementazioni Private 5G, ma anche per la messa in sicurezza di ambienti OpenRAN e di edge computing.

Al momento, però, di queste soluzioni si sa poco. Solo quello che spiega CTone, ossia che la sua piattaforma è progettata per le grandi imprese e permette di colmare il gap tra il mondo IT e quello delle telecomunicazioni. Copre la parte di rete e gli endpoint, "senza investimenti e costi di gestione sostanziali".

Il focus sul mondo industriale è molto evidente. CTone cita in particolare i problemi di sicurezza collegati alla transizione dalle fabbriche tradizionali alle Smart Factory, come anche all'utilizzo del 5G nelle infrastrutture dei trasporti e all'evoluzione degli ambienti operativi remoti nel mondo Oil&Gas. Sono ambiti in forte crescita e già adesso abbastanza variegati da non poter fare tutto da soli. E infatti Huang ha spiegato anche che "in futuro" CTone collaborerà con partner specifici per proteggere le reti 5G "con soluzioni complete di sicurezza".


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