HPE Italia, una sede rinnovata per tornare al futuro

‘Back to the future’ è l’insegna sotto la quale a metà luglio è stata presentata la rigenerazione dello storico campus alle porte di Milano

Autore: Edoardo Bellocchi

Smart, flessibile e sostenibile. Sono le tre parole chiave che caratterizzano il rinnovamento del campus italiano di Hewlett Packard Enterprise a Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano, celebrato a metà luglio con una mattinata che ha visto coinvolti i vertici dell’azienda, le autorità locali e tutte le persone HPE all’insegna del “back to the future”.

“Back to the future”

Il mood dell’evento è stato sintetizzato da Claudio Bassoli, Presidente e Amministratore delegato di HPE Italia, che ha esordito sottolineando la scelta controcorrente di rimanere nell’hinterland milanese, evitando quindi di entrare nel club delle aziende tech per così dire “pentite”, cioè quelle che dalle periferie di Peschiera Borromeo, Cernusco o Segrate si sono inurbate a Milano città, come è il caso di Microsoft, Samsung, Oracle e IBM, quest’ultima solo parzialmente. “Abbiamo deciso di rimanere qui anche perché questa sede rappresenta per noi un luogo simbolico”, ha esordito Bassoli, spiegando che “la conformazione studiata nel 1978, quando il building è nato, modellato sullo stile del campus americano, non è facile da replicare dentro Milano, e continuando la nostra presenza qui ci auguriamo di essere di ispirazione per tutta l’area di Cernusco”.

Il senso della tagline “back to the future” è tutto nel “poter tornare ai luoghi fisici, che sembra quasi una vera rivoluzione, dopo gli ultimi due anni segnati dalla pandemia”, ha proseguito Bassoli, sottolineando che la rigenerazione del campus è stata ispirata da due concetti fondamentali: mettere sempre al centro le persone e tenere nella massima considerazione tutti i principi della sostenibilità, citando per esempio il fatto che la sede opera solo in presenza di persone, e prevede solo energia di tipo green.

Nel dettaglio, il rigenerato Campus di Cernusco sul Naviglio, da sempre modellato sulla storica sede californiana di Palo Alto e oggi dotato di spazi rinnovati e nuove dotazioni tecnologiche, rappresenta anche un’espressione della filosofia “Edge-to-Office” lanciata da HPE che mette sempre più al centro le persone e la sostenibilità. Grazie a un investimento molto importante, HPE Italia può dunque ora assicurare alle sue persone una nuova modalità di lavoro più sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico ed essere di ispirazione per la rivalutazione del territorio.


Il simbolico taglio del nastro con Claudio Basssoli e il Sindaco di Cernusco sul Naviglio

Cinque C più una

Anche il campus di Cernusco è ispirato alla teoria delle cinque C che sono un po’ il trademark di HPE a livello mondiale: in primo luogo, vi è il senso di Comunità garantito dal campus, con gli incontri tra persone che favoriscono la creatività; la seconda C è quella della Consapevolezza, che informa i team sulle strategie; vi è poi la Coerenza in ciò che si fa, in modo da rendere sempre efficiente il processo decisionale, mentre al quarto punto sta la Connessione, con le persone al centro; infine, la quinta C: la Condivisione, che riguarda “la cultura, gli spazi e il futuro”, spiega Bassoli, facendo notare che “se queste sono le 5 C globali di HPE, noi ne abbiamo anche una sesta, quella di Cernusco”.

Non solo: “il nuovo corso che presentiamo oggi è la naturale evoluzione della nostra cultura aziendale e va ben oltre un modello di lavoro innovativo, con una sede rigenerata e nuovi supporti tecnologici”, ha proseguito Bassoli, evidenziando che “questa modalità sottolinea come, da sempre, la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, sia il pilastro fondamentale della cultura, della visione e della strategia di HPE”.

È anche per questo che HPE è stata la prima azienda IT a stabilire obiettivi climatici basati su criteri scientifici in linea con gli accordi di Parigi e l’impegno in questo ambito l’ha portata a ottenere importanti riconoscimenti. HPE, infatti, figura nel Dow Jones Sustainability Index come azienda più sostenibile a livello globale nel proprio settore, e nel 2020 è stata inserita dall’Ethisphere Institute tra le World Most Ethical Company. Non solo: HPE è costantemente impegnata anche nell’ambito sociale della sostenibilità. Un esempio sono i programmi innovativi in materia di congedo parentale, con un modello unico che conferisce 26 settimane retribuite al 100% ai neogenitori, nonché i programmi di formazione dedicati all’inclusione, per valorizzare il ruolo di tutti.


Claudio Bassoli, Presidente e Amministratore Delegato di HPE Italia

Il nuovo cloud

Dal punto di vista tecnologico, l’impegno per la sostenibilità risulta connaturato all’approccio stesso alla trasformazione digitale che HPE propone, il cosiddetto “Cloud che viene da te”, basato sulla strategia as-a-Service e ideato su modelli di economia circolare, per rendere le soluzioni digitali più facilmente accessibili e adattabili alle esigenze di organizzazioni di ogni dimensione e settore. Un approccio grazie al quale aziende e pubbliche amministrazioni possono individuare le infrastrutture e i servizi di cui hanno bisogno e pagare solamente ciò che usano, garantendo così una democratizzazione dell’accesso alle architetture informatiche e una maggiore sostenibilità economica del loro utilizzo. Passare al modello as-a-Service può infatti comportare una riduzione fino al 33% di consumo di energia e consente inoltre di entrare in un’ottica di economia circolare, visto che le tecnologie sono riciclabili fino al 99,5%.


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