Cisco, il 2022 in cinque punti

Gianmatteo Manghi, alla guida dell’azienda da aprile scorso, traccia un bilancio del 2021 e racconta i trend strategici per il prossimo anno insieme al management team italiano

Autore: Edoardo Bellocchi

Come è consueto a fine anno, si tirano le somme e ci si sofferma sulle attese per il nuovo anno. È quello che ha fatto a fine novembre Cisco Italia, in un incontro presso il Cisco Cybersecurity Innovation Center di Milano, ospitato all’interno del Museo della Scienza e della Tecnologia, tenutosi in modalità ibrida, a cavallo tra presenza fisica e virtuale, proprio mettendo in pratica una delle tendenze che sta caratterizzando l’epoca post pandemica e che è qui per rimanere. Non a caso, lo stesso Gianmatteo Manghi, Amministratore Delegato di Cisco Italia da aprile scorso, è intervenuto all’incontro sotto forma di ologramma in collegamento dalla sede di Roma.  

Tre pilastri strategici

Quando ho assunto il mio mandato, nove mesi fa, avevo preannunciato che la nostra strategia avrebbe poggiato su tre pilastri principali: Persone e Comunità, Trasformazione Cloud e Software, e infine Transizione verde e blu”, ha esordito Manghi.

Per quanto riguarda il primo punto, è sempre più necessaria una “sinergia tra qualità della vita da una parte e risultati di business dall’altra parte: si tratta di aspetti che non sono più in contrapposizione, ma che è possibile conciliare con un nuovo modello di lavoro”, ha proseguito Manghi, spiegando che questo implica “mettere sempre al centro l’essere umano, non solo con il lavoro flessibile, ma anche con l’ufficio come luogo di aggregazione. Ed è anche per questo che abbiamo potenziato la nostra piattaforma WebEx, anche con nuove funzionalità; abbiamo inoltre aperto spazi Cisco anche in Centri di Innovazione come Talent Garden a Milano, l’Università Federico II a Napoli e l’Innovation Center a Firenze; e infine abbiamo proseguito nelle nostre iniziative di formazione digitale, con 340 Networking Academy che hanno formato 60mila persone nel giro di un solo

Giamatteo Manghi, AD di Cisco Italia
anno
”.

Cloud ed ecologia

Il secondo punto evidenziato da Gianmatteo Manghi è quello Cloud e Software, ambito nel quale Cisco ha “raggiunto un fatturato di 15 miliardi di dollari nel 2021, con un importante contributo anche da parte dell’Italia, per esempio con l’importante partnership siglata con Noovle, la cloud company del gruppo Tim, per lo sviluppo delle attività cloud per le imprese e la PA. Un altro esempio è dato dalle attività che abbiamo in corso con alcuni player del settore finanziario allo scopo di integrare WebEx con le loro applicazioni mobili, in modo da poter gestire sempre al meglio tutti i clienti del mondo Banking e Finance”.

Infine, il terzo punto: quello della Transizione Ecologica, definita da Manghi “verde e blu”, ovvero “come aiutare uno sviluppo economico e sociale che sia sempre più sostenibile sia come impatto ambientale sia come inclusione sociale”. Al riguardo, il numero uno di Cisco Italia ha sottolineato che “non si può parlare di sostenibilità senza prima lavorare su noi stessi”: ecco quindi che Cisco ha già annunciato di voler azzerare le emissioni nette totali entro il 2040, dieci anni prima rispetto al termine stabilito dagli esperti del settore. “In Italia Cisco è già al 100% nell’utilizzo di energia rinnovabile, mentre a livello mondiale è all’82%, in linea per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Onu”, ha concluso Gianmatteo Manghi.

Una nuova Internet

Per quanto invece riguarda i cinque trend tecnologici per il 2022, il primo punto è rappresentato da una Nuova Internet, per l’Hybrid Work e Predictive Internet, ovvero una rete intelligente che “sia capace di prevedere i guasti e, senza che utenti e clienti se ne accorgano, sia anche in grado di dirottare il traffico dati su aree meno congestionate della rete, garantendo prestazioni ottimali”, come ha evidenziato Paolo Campoli, Responsabile Global Service Provider di Cisco Italia.

In concreto, “la vera differenza starà nella capacità delle reti di comprendere che cosa stiamo facendo online: per esempio, se il traffico da gestire proviene da smart working o da una transazione bancaria, e di adattarsi di conseguenza per garantire sempre le prestazioni necessarie”, ha proseguito Campoli.

Paolo Campoli di Cisco nel corso del suo intervento

Anche la rete è on demand

È qui che si innesta anche il concetto di Network as a Service, ovvero rete on demand: “già oggi gli operatori di grandissime dimensioni offrono ai clienti business servizi di connettività per accedere al cloud con modelli a richiesta, e questo implica anche una profonda trasformazione delle reti da parte degli operatori di telecomunicazione, che dovranno diventare sempre più programmabili e integrate per operare in questa ottica cloud”, ha evidenziato Campoli, spiegando che si tratterà di “una rete orchestrata e gestita in modo efficiente per spostare i carichi di lavoro dove si consuma di meno, creata con tecnologie di base quali chip o fibre ottiche, che richiedono sempre meno potenza, come avviene con le tecnologie Silicon One di Cisco”.

Cloud e innovazione

Il secondo trend riguarda invece l’evoluzione del Cloud, che dalla pandemia in poi ha innalzato ulteriormente l’asticella in termini di flessibilità, agilità e velocità. “Siamo sempre più in un mondo in cui tutto ciò che può essere digitale deve essere digitale”, ha sottolineato Enrico Mercadante, Responsabile Architetture di Cisco Sud Europa, spiegando che “il ritmo del cambiamento all’interno delle organizzazioni è destinato a crescere ulteriormente nel corso del prossimo anno, poiché le aziende continuano a guardare all’innovazione tecnologica per sopravvivere e crescere. In questo senso, le applicazioni cloud native sono in grado di dare una spinta al business permettendo di beneficiare appieno della flessibilità e della velocità dei nuovi ambienti IT che andranno a crearsi”.

Enrico Mercadante di Cisco nel suo intervento

Cybersecurity senza sosta

Il terzo trend per l’anno nuovo è quello legato alla Cybersecurity, che secondo Fabio Florio, Responsabile del Centro italiano di Cybersecurity di Cisco, dovrà essere "un elemento imprescindibile di qualsiasi progetto di innovazione tecnologica, di trasformazione digitale, di evoluzione dei servizi”. Ecco quindi che nella visione di Cisco “il futuro dell’autenticazione sarà senza password, un mondo cioè in cui l’accesso a sistemi, servizi e applicazioni sarà controllato attraverso parametri di identificazione e di comportamento e non da codici che si perdono, vengono sottratti o si rivelano inefficaci, con un accesso che sarà sempre più abilitato da chiavi di sicurezza o dal riconoscimento biometrico”.

Empatia e Sostenibilità

Nel 2022, vi sarà ancora maggiore attenzione ad aspetti quali l’Empatia nel lavoro e la Sostenibilità, rispettivamente il quarto e il quinto dei trend indicati da Cisco. “Il vero punto di svolta sarà l’empatia, quale fattore chiave per connettere veramente le persone”, spiega Michele Dalmazzoni, Responsabile Collaboration Sud Europa di Cisco. “Creare ambienti inclusivi che mettano al centro le persone sarà altrettanto importante, e ciò significa che le aziende devono dotarsi di tecnologie e nuove policy di lavoro, affinché chi lavora da remoto si senta incluso e possa collaborare efficacemente come se fosse in presenza. La valutazione avverrà sui risultati, e non sulla presenza in ufficio”.  

Michele Dalmazzoni di Cisco nel corso del suo intervento

Per quanto infine riguarda la Sostenibilità, ci ha pensato Enrico Mercadante, Director, Architectures and Innovation, Southern Europe di Cisco, a esprimere al meglio il punto di vista dell’azienda: “crediamo che il ruolo delle tecnologie digitali sia quello di favorire un mondo più sostenibile. Vediamo il mondo passare da un'economia lineare, dove i prodotti sono usati e poi buttati, a un'economia circolare che fa un uso migliore delle risorse naturali. Le tecnologie digitali saranno utilizzate sempre più come piattaforme per favorire un business più sostenibile. Ma la sostenibilità digitale è uno sport di squadra, ed è per questo che si stanno creando nuovi ecosistemi per risolvere con il digitale problemi complessi”.

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