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Un nuovo modo di lavorare

Tra telelavoro, smart working, digital workspace, collaboration, modalità ibride e tanto altro ancora, si sta facendo largo una nuova normalità dai contorni ancora tutti da definire

Autore: Edoardo Bellocchi

Dal primo lockdown allo smart working il percorso è stato brevissimo. Ma se il lockdown di un anno fa non si è per fortuna riproposto negli stessi drastici termini, è ormai acquisito il ricorso a nuove modalità di lavoro. Che in Italia vengono comunemente, e impropriamente, definite “smart working”: termine omnicomprensivo che indica in maniera generica il non lavorare più necessariamente dall’ufficio.

Ma tra telelavoro, smart working, digital workspace, collaboration, modalità ibride e tanto altro ancora, si sta facendo largo una nuova normalità dai contorni ancora tutti da definire. È quindi il momento opportuno per fare il punto su quali possono oggi essere le opportunità offerte dalle tecnologie connesse al digital workspace e su come e in che modo possono portare vantaggi alle aziende.
 

Reinventare lo spazio di lavoro

Il fenomeno è ben inquadrato da IDC, che sottolinea come la pandemia abbia cambiato il modo in cui le persone lavorano, “inducendo i team IT a ripensare e reinventare decenni di pratiche relative alla gestione delle tecnologie di personal computing in azienda o dello spazio di lavoro digitale”. È per questo che oggi IDC punta l’attenzione al concetto emergente di “intelligent digital workspace”, ovvero spazio di lavoro digitale intelligente, inteso come “il luogo in cui persone, dati, contenuti, comunità e contesto si incontrano con le soluzioni tecnologiche di cui i lavoratori hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro”.  

Gli intelligent digital workspace, prosegue IDC, comprendono “molteplici sfaccettature del lavoro digitale moderno e non sono limitati solo agli uffici felpati o al lavoro dei knowledge worker, in quanto sussistono in ogni settore verticale e caso d'uso: qualsiasi workflow che coinvolga tecnologie digitali ha il potenziale per trarre vantaggio da un digital workspace intelligente”.  Un addetto alle vendite al dettaglio che gestisce un POS o un chirurgo hanno tutti spazi di lavoro fisici unici che possono incorporare la tecnologia digitale, esemplifica IDC, sottolineando che “supportare questi tipi di lavoratori con uno digital workspace connesso e intelligente diventa ancora più critico negli ambienti pandemici e post-pandemici, dove i dipendenti che non possono lavorare da casa sono lasciati più vulnerabili e tagliati fuori dall'organizzazione”.  

Ambiente flessibile

La capacità di implementare e supportare queste tecnologie e il livello di dati e risorse a cui le tecnologie possono effettivamente accedere sono tutti fattori di “flessibilità” dell'ambiente, dal punto di vista degli strumenti e delle tecnologie digitali, prosegue IDC, evidenziando che “questo sarà fondamentale anche per aiutare le organizzazioni a raggiungere la parità di esperienza digitale tra gruppi disparati, come i dipendenti che lavorano da casa, i lavoratori in ufficio e i lavoratori connessi in prima linea o sul campo”. 

Affinando ulteriormente il concetto, il principale elemento di differenziazione del nuovo spazio di lavoro digitale è l'intelligenza, sottolinea IDC, spiegando che nella nuova esperienza “l'area di lavoro è personalizzata per l'utente e fornisce le risorse specifiche di cui la persona ha bisogno per l'attività da svolgere”, e anche se “questa visione del digital workspace intelligente non è stata ancora pienamente realizzata, i vendor IT innovativi e i service provider stanno facendo rapidi progressi”, come vedremo anche dalle risposte delle aziende nelle pagine successive. 

Ma il digital workspace intelligente non si limita a connettere la comunità lavorativa, in quanto “fornisce le applicazioni necessarie integrate a uno strato di comunicazione ed è personalizzato per ciascuna persona, oltre a mantenere uniti il contesto e le risorse di contenuto, fornendo al contempo governance e compliance”. Inoltre, l'aggiunta di Machine Learning e Artificial Intelligence crea abilità che agevolano i lavoratori: per esempio, l'intelligenza artificiale consente alle videoconferenze di avere traduzioni in tempo reale, trascrizioni e assegnazioni di elenchi di cose da fare. 

Vantaggi innegabili

Tra i vantaggi del digital workspace, IDC individua in primo luogo la possibilità di avere un contesto coerente, nel quale l'ambiente organizza il lavoro in un unico pannello invece che con un mix di applicazioni, interfacce, report e e-mail, in modo da consentire a chi lavora la massima concentrazione. Inoltre, grazie a Machine Learning e Intelligenza Artificiale, il workspace organizza il lavoro in un flusso logico, riducendo al minimo le interruzioni e consentendo al dipendente di lavorare nei momenti che contano.

Non solo: utilizzando una collaborazione puntuale e un flusso di lavoro adattivo, il digital workspace organizza i lavoratori digitali e umani per affrontare le opportunità man mano che emergono, permettendo anche una process execution aumentata: il lavoro strutturato nello spazio di lavoro non flessibile è ostacolato dal numero di interruzioni create nel tentativo di ordinare la grande quantità di dati in entrata e dai cambi di contesto tipici del business di oggi, mentre il digital workspace agile, prosegue IDC, sfrutta l'AI e il ML per ordinare le complessità, trasformandole in insight e azioni utili prima che arrivino alla scrivania dei lavoratori, automatizzando ciò che può essere automatizzato e lasciando il lavoro che solo gli esseri umani possono fare. 

Infine, conclude IDC, il digital workspace intelligente opera ovunque e in qualsiasi momento: poiché le persone lavorano sempre più quando e dove desiderano, il digital workspace non solo permette di farlo, ma consente anche un accesso trasparente ai dati, alle risorse digitali, fisiche e sociali necessarie per completare il lavoro ovunque e in qualsiasi momento. Di fronte a un contesto che è radicalmente mutato nell’arco di un solo anno, e che prevede ancora numerosi cambiamenti, nelle pagine che seguono i vendor fanno il punto sulle opportunità offerte oggi dalle tecnologie digitali per la nuova normalità del lavoro, rispondendo alle nostre tre domande.

1 - Come è cambiato il mondo del lavoro nel post-lockdown, con l'affermarsi di modalità ibride? 

2 - Quali esigenze impongono, o rafforzano, nelle aziende queste nuove modalità di lavoro? 

3 - Con quale offerta di prodotti e servizi soddisfare queste esigenze?

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