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Capgemini, IA e automazione richiedono sempre più competenze di intelligenza emotiva

Una ricerca rivela che se la domanda per gli skill di emotional intelligence cresce di sei volte, solo un’azienda su cinque sta investendo in formazione mirata

Redazione Impresacity

L’avanzare delle nuove tecnologie in grado di automatizzare compiti più routinari sta accrescendo l’importanza delle competenze legate all’intelligenza emotiva (emotional intelligence, EI), cioè consapevolezza di sé, autogestione, consapevolezza sociale e gestione delle relazioni. Un report del Capgemini Research Institute rivela infatti che se da un lato la domanda di competenze in materia di EI è destinata ad aumentare di sei volte nei prossimi 3-5 anni, dall’altro il recruiting e la formazione non sono riusciti a stare al passo. Questo farà sì che molte aziende non saranno in grado di cogliere i benefici che l'intelligenza emotiva può offrire. 

L’indagine, dal titolo “Emotional intelligence – the essential skillset for the age of AI”, condotta la scorsa estate intervistando 750 manager e 1500 dipendenti in numerose aziende di diversi settori, offre uno spaccato a livello globale sull’idea che le aziende hanno dell’EI e raccomanda di unire questa tecnologia al talento, con l’obiettivo di sviluppare forti competenze tra i dipendenti.  

Più in dettaglio, secondo i manager intervistati, i dipendenti devono sviluppare le competenze di EI in modo da potersi adattare a ruoli più orientati verso l’attenzione al cliente e a contatto con il pubblico (76%) e intraprendere compiti che richiedono competenze di EI che non possono essere automatizzate (di nuovo il 76%) come empatia, capacità di influenzare le persone e teamwork. Il 61% dei manager ha dichiarato che l’emotional intelligence si convertirà in un “must have” entro i prossimi cinque anni, affermazione che trova d’accordo il 41% dei dipendenti in ruoli non legati alla supervisione. Nel complesso, l'83% delle aziende ha affermato che avere una forza lavoro altamente intelligente dal punto di vista emotivo sarà un prerequisito per raggiungere il successo in futuro.  

Non solo: le aziende che hanno dipendenti con un'elevata intelligenza emotiva stanno raggiungendo benefici significativi. In media, il 60% delle aziende intervistate ha ottenuto un incremento dei benefici di oltre il 20% grazie a dipendenti con un'elevata EI. I principali benefici quantitativi includono una maggiore produttività, una maggiore soddisfazione dei dipendenti e una quota di mercato più elevata. La ricerca stima che le aziende che effettuano ingenti investimenti in ambito di EI vedranno un ritorno sugli investimenti tra le 2,2 e le 4,4 volte maggiore se si tiene conto dell'impatto di questa tecnologia su entrate, produttività, costi e attrition. 

La ricetta? Le aziende devono integrare l'EI nelle attività svolte dai dipendenti e adottare approcci di tipo bottom-up e top-down al fine di costruire un organico che abbia alte competenze in tema di EI, modificando i processi già esistenti, e dovranno anche creare una cultura aziendale che valorizzi l'EI e il miglioramento continuo.  

"Le aziende sono sempre più consapevoli della necessità di competenze di emotional intelligence, ma non si stanno muovendo abbastanza rapidamente per investire in tali skill", ha sottolineato Andrea Falleni, Managing Director di Capgemini Business Unit Italy. “Questa nuova ricerca dimostra che l’EI diventa sempre più necessaria man mano che le attività routinarie vengono automatizzate e che le aziende possono trarre benefici da un organico emotivamente intelligente. L'esperienza delle aziende che hanno avuto maggior successo in quest’area dimostra che le imprese devono dare priorità all'EI durante il processo di recruiting, nella formazione e nella cultura aziendale, al fine di costruire un team resiliente in un mondo in costante cambiamento".

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Pubblicato il: 17/10/2019

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