Nutanix: in ambito Sanità, la corsa all’AI supera la prontezza delle infrastrutture

Un report evidenzia anche una crescita della Shadow AI e l’emergere di nuove sfide legate a governance, sicurezza e sovranità dei dati

Autore: Redazione ImpresaCity

Da Nutanix arrivano i risultati del report Enterprise Cloud Index in ambito Sanità. Lo studio, che analizza la prontezza delle infrastrutture, l’adozione dell’AI e i trend legati alla containerizzazione nelle aziende del settore della sanità a livello globale, evidenzia un settore sotto crescente pressione. L’implementazione dell’AI è promossa dai vertici aziendali, la shadow AI si sta diffondendo sia nelle funzioni cliniche sia amministrative e ancora mancano le infrastrutture necessarie per garantire carichi di lavoro sicuri, conformi e integrati nei punti di erogazione delle cure.

Con il progressivo trasferimento dell'AI dai data center direttamente al punto di erogazione delle cure, dove si prevede verrà generato fino al 75% dei dati sanitari, fattori quali l'adeguatezza delle infrastrutture, la sovranità dei dati e la governance clinica non sono mai state così importanti. I risultati dello studio evidenziano che, sebbene i responsabili IT del settore della sanità riconoscano il potenziale trasformativo dell'AI, anche attraverso l'impiego di agenti autonomi e sistemi di supporto alle decisioni cliniche in tempo reale, i gap strutturali e organizzativi da colmare per realizzare concretamente tale potenziale sono significativi.



Nel dettaglio, secondo il report, condotto nel novembre 2025 in 14 Paesi del mondo, Italia compresa, l’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario sta accelerando, ma pone nuove sfide in termini di governance, infrastruttura e gestione dei dati. Il fenomeno della Shadow AI è ormai molto diffuso: il 79% delle organizzazioni rileva l’utilizzo di strumenti AI introdotti direttamente dalle funzioni aziendali senza il coinvolgimento dell’IT, mentre l’83% ritiene che queste iniziative possano generare rischi e complicazioni nella governance tecnologica.

Allo stesso tempo, l’88% dei responsabili IT considera le infrastrutture attuali non ancora adeguate a supportare workload AI on premise, un aspetto critico in ambito clinico dove l’elaborazione locale a bassa latenza è sempre più necessaria per gestire grandi volumi di dati e garantire continuità assistenziale. L’AI sta inoltre favorendo la diffusione dei container: l’86% delle aziende riconosce che questa tecnologia accelera la modernizzazione applicativa, mentre l’80% sviluppa già nuove applicazioni in ambienti containerizzati.

Gli agenti AI sono considerati una leva strategica per aumentare produttività ed efficienza, trasformare i processi operativi e creare nuove opportunità di business. Nei prossimi tre anni, il 57% delle organizzazioni prevede di adottare soluzioni di AI agentica, affiancandole all’AI generativa e agli strumenti di machine learning.

La sovranità del dato emerge come un requisito fondamentale: il 72% delle aziende la considera una priorità nelle scelte infrastrutturali e oltre la metà preferisce mantenere applicazioni e dati all’interno di infrastrutture nazionali o private, in linea con le esigenze di protezione delle informazioni sanitarie e con i vincoli normativi. Infine, l’adozione dell’AI è sempre più sostenuta dai vertici aziendali: il 55% delle organizzazioni prevede di utilizzare oltre cinque applicazioni AI entro tre anni e i modelli ibridi, che combinano cloud ed elaborazione locale, sono destinati a diventare lo standard operativo del settore.

Nel complesso, questi risultati delineano un quadro chiaro: le aziende del settore della sanità stanno accelerando l’adozione dell’AI senza disporre ancora di un’infrastruttura adeguata a supportarla in modo sicuro. Colmare il divario tra il data center e il punto di cura richiede una revisione profonda del modo in cui l’IT in questo settore viene progettato, governato e scalato.



I risultati evidenziano un settore che si trova in una fase cruciale del proprio percorso di innovazione. L’AI non è più soltanto una prospettiva per il settore della sanità ma è già operativa in ambienti containerizzati, su infrastrutture ibride e, sempre più spesso, direttamente al punto di cura. Tuttavia, il quadro sottostante è complesso: le aziende gestiscono simultaneamente i carichi di lavoro su sistemi on premise, cloud privati e servizi gestiti, spesso senza una strategia infrastrutturale unificata in grado di garantire coerenza e sicurezza. 

Per i responsabili IT in ambito sanitario, ciò definisce una chiara esigenza. I carichi di lavoro AI nel punto di erogazione delle cure al paziente richiedono un’infrastruttura capace di garantire prestazioni elevate, mantenere la conformità normativa e supportare la governance clinica. Non solo a livello centrale, ma anche localmente, dove latenza e continuità influiscono direttamente sugli esiti clinici. Un approccio esclusivamente cloud non è più sufficiente. 

La continuità clinica e gli esiti dei pazienti dipendono dalla capacità delle aziende del settore della sanità di ripensare in modo profondo la propria architettura per l’AI, creando ambienti dati sicuri, una capacità di calcolo scalabile e un’erogazione affidabile delle applicazioni in tutta l’azienda. 

"I medici si rivolgono all'AI perché credono davvero che possa aiutarli e hanno ragione. Tuttavia, quando l'88% delle aziende del settore della Sanità afferma che la loro infrastruttura non è pronta a supportare l'AI on premise e quasi quattro su cinque riscontrano già l’utilizzo di strumenti di AI al di fuori della supervisione dell'IT, ciò ci dimostra che l'innovazione sta passando in secondo piano rispetto al rischio. Il settore deve gettare basi solide prima che il divario tra le ambizioni legate all'AI e l'effettiva prontezza infrastrutturale si trasformi in un problema di sicurezza per i pazienti", commenta Sammy Zoghlami, SVP Emea di Nutanix.


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