Aboca porta la gestione dei dati ESG di gruppo su MESA: dalla piattaforma interna del 2019 a un sistema scalabile e autonomo, in 12 mesi, e quando la CSRD smette di essere un obbligo, l’azienda sceglie di continuare
Autore: Redazione ImpresaCity
Aboca, attiva nella produzione di prodotti terapeutici per la salute basati su sistemi complessi naturali, ha scelto MESA per strutturare la gestione dei propri dati ESG a livello di gruppo: un passo che trasforma la piattaforma interna sviluppata già nel 2019 in un sistema scalabile, autonomo e integrato nei processi decisionali.
Società Benefit dal 2018 e B Corp dal 2019, Aboca opera con oltre 60 persone coinvolte nella raccolta dati ESG, su 5 realtà aziendali distinte. La complessità crescente, data da indicatori in espansione, governance frammentata e forte dipendenza dall’IT, richiedeva un salto di qualità metodologico, non solo tecnologico.
“La nostra piattaforma interna aveva fatto un ottimo lavoro. Ma non teneva il passo con la nostra crescita. Con MESA non abbiamo ricominciato da zero: abbiamo scalato quello che funzionava già, liberandoci dalla dipendenza dall’IT e portando i dati ESG al centro delle decisioni di gruppo”, commenta Roberto Remedia, Impact and Sustainability Specialist di Aboca.
La scelta di MESA è stata guidata da tre requisiti non negoziabili: flessibilità e personalizzazione per preservare l’approccio esistente, indicatori già allineati agli standard GRI ed ESRS, scalabilità nativa su più realtà del gruppo. In 12 mesi, Aboca ha raggiunto la piena autonomia operativa: oggi il team ESG gestisce la piattaforma senza dipendenze esterne. L’elemento più significativo? Nel 2025 Aboca scopre di non rientrare più tra le aziende obbligate dalla CSRD. La risposta: proseguire comunque.
“Quando ci hanno detto che non eravamo più obbligati, non ci siamo fermati. La CSRD ci ha dato rigore e metodo, e quello non ha scadenza”, aggiunge Roberto Remedia, Impact and Sustainability Specialist di Aboca.
“Aboca dimostra cosa significa fare ESG con serietà strategica. Hanno scelto di continuare anche quando non erano obbligati: questo è il segno che la sostenibilità è davvero entrata nel DNA aziendale, e che i dati, quando sono ben governati, diventano un vantaggio competitivo reale”, conclude Matteo Giudici, CEO di MESA.