Con il via libera del Consiglio dei Ministri l’Italia introduce presidi penali, tutele per i lavoratori e investimenti per 1 miliardo di euro, delineando la governance nazionale in linea con le regole europee.
Autore: Redazione ImpresaCity
L'azione del Governo per governare la transizione tecnologica compie un passo decisivo a Palazzo Chigi, dove il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri in esame preliminare i decreti legislativi che completano la legge n. 132/25. Il provvedimento stabilisce una linea comune molto chiara: sostenere lo sviluppo dell'intelligenza artificiale per migliorare la competitività del Paese, ma blindare i diritti dei cittadini attraverso un approccio rigorosamente antropocentrico. Le nuove norme garantiscono che la tecnologia rimanga un supporto alle decisioni umane, impedendo alle macchine di sostituirsi alla responsabilità della persona o di violarne la dignità, ponendo l'ordinamento italiano all'avanguardia nell'attuazione del regolamento europeo AI Act.
La scuola e il sistema formativo si posizionano al centro di questa strategia come fattori abilitanti per lo sviluppo di una cultura digitale critica. L'intelligenza artificiale entra ufficialmente nei programmi didattici del secondo ciclo e dell'educazione civica, con l'obiettivo di insegnare agli studenti il funzionamento e i profili etici di questi sistemi. Per supportare il corpo docente e contrastare l'isolamento e le dipendenze digitali dei minori sui social network, l'esecutivo ha stanziato un fondo speciale da 100 milioni di euro. I moduli formativi vengono estesi alle università, agli istituti AFAM, agli ITS Academy e alla pubblica amministrazione, dove il Ministero della Funzione Pubblica guiderà la riqualificazione del personale in sinergia con la Scuola Nazionale dell'Amministrazione. Anche la sanità adeguerà i propri standard inserendo l'IA nei programmi obbligatori di Educazione Continua in Medicina (ECM) per ottimizzare la gestione delle liste d'attesa, mentre i professionisti iscritti agli ordini vedranno l'introduzione di nuovi parametri legati all'equo compenso per proteggere il valore del lavoro intellettuale dall'automazione.
Le garanzie introdotte dal Governo si fanno stringenti soprattutto all'interno dei contesti lavorativi. Le disposizioni normative stabiliscono che qualsiasi decisione sul futuro professionale di un dipendente non può essere automatizzata. Provvedimenti disciplinari, trasferimenti o licenziamenti basati esclusivamente su algoritmi o trattamenti informatici senza l'intervento e il discernimento di una persona fisica saranno considerati nulli a tutti gli effetti. Il lavoratore acquisisce inoltre il diritto di richiedere e ottenere una motivazione chiara e trasparente sui parametri che hanno guidato l'algoritmo. A vigilare sul rispetto di questa architettura di tutele sarà una governance guidata dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) e dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), affiancate da Banca d'Italia, Consob, Ivass e Garante della Privacy per i controlli nei settori finanziari e democratici più esposti.
Sul versante della sicurezza pubblica e delle indagini giudiziarie, i decreti pongono un freno invalicabile alla sorveglianza di massa e alle pratiche di raccolta dati non autorizzate dal web. L’identificazione biometrica remota in tempo reale viene confinata ad attività di polizia eccezionali e tassative, come la prevenzione di gravi minacce terroristiche o la ricerca di vittime di sequestro, e la sua attivazione è subordinata a una formale autorizzazione dell'autorità giudiziaria per un massimo di quindici giorni. Anche il riconoscimento facciale ex-post potrà essere impiegato solo dopo che un reato è stato consumato e sulla base di elementi oggettivi verificabili, vietando l'uso di decisioni interamente automatizzate da parte degli inquirenti.
Per bilanciare le asimmetrie informative tra chi utilizza i software avanzati e i cittadini, il pacchetto normativo introduce importanti strumenti di tutela civile, come l'accesso alla documentazione tecnica del sistema, la presunzione del nesso causale nei giudizi di risarcimento del danno e la possibilità di promuovere azioni dirette contro le compagnie assicurative. Nei casi di violazioni più gravi su sistemi ad alto rischio, la risposta dell'ordinamento si fa penale con l'introduzione del nuovo articolo 437-bis del codice penale, che punisce l'omessa adozione di misure di sicurezza in presenza di pericoli concreti per la vita umana o la sicurezza dello Stato. Questo impianto di regole viene infine integrato da una decisa strategia di sviluppo industriale: l'esecutivo destina infatti 1 miliardo di euro del Fondo venture capital a CDP Venture Capital per finanziare start-up innovative e filiere tecnologiche strategiche, consolidando la sovranità digitale della nazione.