New York valuta lo stop ai data center AI

Lo Stato di New York potrebbe introdurre una moratoria di un anno sui nuovi data center dedicati all'intelligenza artificiale. La misura apre un confronto tra sostenibilità e competitività.

Autore: Redazione ImpresaCity

Lo Stato di New York potrebbe diventare il primo negli Stati Uniti a introdurre una moratoria temporanea sulla realizzazione di nuovi data center destinati all'intelligenza artificiale. La proposta, sostenuta dalla maggioranza democratica dell'assemblea legislativa statale, nasce dalla crescente attenzione verso il consumo energetico delle infrastrutture digitali, il loro impatto ambientale e le possibili ricadute sulle bollette elettriche di cittadini e imprese. Prevedibilmente, l'iniziativa ha provocato la reazione delle organizzazioni imprenditoriali e del settore tecnologico, che temono un rallentamento degli investimenti e della competitività dello Stato nel mercato dell'AI.

Secondo quanto riportato a più riprese dal New York Post, il provvedimento rappresenta una versione ridimensionata di una proposta iniziale che prevedeva un blocco di tre anni. La nuova formulazione limita la sospensione a dodici mesi, periodo durante il quale le autorità statali dovrebbero analizzare in modo più approfondito gli effetti dei grandi data center sull'ambiente, sulla rete elettrica e sulle comunità locali.

La moratoria riguarderebbe i nuovi data center di grandi dimensioni destinati principalmente ai sistemi di intelligenza artificiale. L'obiettivo dichiarato dai promotori è evitare che l'espansione di queste infrastrutture proceda più rapidamente della capacità dello Stato di valutarne gli effetti sul territorio e sul sistema energetico. Negli ultimi mesi, infatti, la crescita della domanda di capacità di calcolo per l'AI ha alimentato numerosi progetti di nuovi campus, caratterizzati da consumi elettrici molto elevati. La moratoria servirebbe ad ottenere il tempo per condurre uno studio approfondito sugli impatti dei data center, i cui risultati dovrebbero costituire la base per regolamentazioni future.

Accanto alla sospensione temporanea delle autorizzazioni, il disegno di legge introduce anche alcuni principi destinati a incidere sullo sviluppo futuro del settore. Tra questi figurano requisiti relativi all'impiego di energia da fonti rinnovabili e disposizioni riguardanti i contratti di lavoro. Secondo il New York Post, tali obblighi vengono interpretati dai sostenitori della moratoria come strumenti per garantire uno sviluppo più sostenibile, mentre gli oppositori ritengono possano aumentare ulteriormente i costi degli investimenti in nuovi data center.

Le principali lobby economiche dello Stato hanno espresso forti perplessità sulla proposta, sostenendo che una sospensione delle autorizzazioni per nuovi data center potrebbe scoraggiare le imprese intenzionate a realizzare nuove infrastrutture digitali, favorendo invece altri Stati americani impegnati ad attrarre investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale. Secondo queste organizzazioni, i data center costituiscono un'infrastruttura essenziale per la crescita dell'economia digitale e per lo sviluppo delle applicazioni AI utilizzate da imprese e pubbliche amministrazioni. 

Il timore è anche - evidentemente - che lo Stato di New York diventi un precedente pericoloso per la crescita incontrollata delle infrastrutture IT. Non va dimenticato che, al momento, il settore tecnologico rappresenta la quasi totalità della crescita finanziaria degli interi Stati Uniti. Qualsiasi segnale "contro" il mondo tech potrebbe impattare negativamente sulle prospettive di crescita che i grandi investitori sia  aspettano dal settore.

Il dibattito in corso nello Stato di New York non è l'unico negli Stati Uniti - e nemmeno altrove, peraltro - e giustifica la crescnte attenzione delle amministrazioni pubbliche verso gli effetti dei nuovi grandi data center sulle reti energetiche, sulle risorse naturali e sulla pianificazione territoriale. La proposta di moratoria rappresenta uno dei primi tentativi di affrontare questo equilibrio attraverso una sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni. 


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