Presentato a Milano lo SME AI Accelerator: il 79% dei manager usa l'intelligenza artificiale, ma serve un'integrazione strutturata contro il divario di competenze.
Autore: Redazione ImpresaCity
Le piccole e medie imprese italiane registrano già benefici misurabili in termini di produttività grazie all'adozione dell'intelligenza artificiale. Secondo una ricerca condotta da OpenAI su un campione di 1.000 decisori aziendali, chi utilizza regolarmente gli strumenti di IA dichiara di risparmiare in media 5,2 ore a settimana, un dato che equivale a oltre 270 ore lavorative recuperate all'anno. I risultati dell'indagine sono stati presentati a Milano durante la prima tappa operativa dello SME AI Accelerator, il programma di accelerazione lanciato ad aprile da OpenAI in collaborazione con Confartigianato Imprese e Booking.com, con il supporto tecnico di Cognita Reply. L'evento ha evidenziato come l'IA stia rapidamente superando la fase della pura sperimentazione per diventare uno strumento di lavoro quotidiano, sebbene l'adozione sul territorio nazionale rimanga polarizzata.
L'indagine rileva che il 79% dei decisori nelle PMI italiane utilizza l'IA, ma evidenzia una forte disomogeneità legata alla dimensione aziendale: la quota di adozione sale al 91% tra le medie imprese, mentre scende al 68% tra i lavoratori autonomi, storicamente penalizzati da una minore disponibilità di tempo e risorse. Chi ha già integrato queste tecnologie le impiega principalmente per ottimizzare le attività operative di routine, come la ricerca e la sintesi di informazioni, la redazione di comunicazioni aziendali e lo sviluppo di contenuti di marketing. Il tempo risparmiato viene reinvestito in modo strategico: il 38% degli intervistati lo dedica al miglioramento di prodotti e servizi, il 26% al pensiero creativo e il 25% alla pianificazione a lungo termine, con un 61% complessivo di manager che si percepisce più efficace nel proprio ruolo.
Il forte dinamismo del mercato è confermato dal fatto che il 46% delle aziende intende ampliare l'uso dell'IA a breve termine, ma lo sviluppo sconta ancora la mancanza di una governance strutturata. Ad oggi, solo il 37% delle PMI dispone di una policy formale sull'uso dell'IA, favorendo un utilizzo informale da parte dei dipendenti che agiscono spesso in autonomia. Le imprese indicano come principali barriere all'ingresso il divario di competenze e la necessità di formazione, le preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza dei dati e la carenza di tempo da dedicare all'integrazione dei sistemi. La sfida attuale per il tessuto produttivo non risiede più nell'accessibilità economica dei software, ma nella capacità manageriale di tradurre l'uso occasionale in flussi di lavoro aziendali coordinati, sicuri e replicabili.
In questo scenario, l'Italia rappresenta un caso di studio cruciale a causa del suo sistema economico fondato su microimprese e realtà artigiane molto diversificate. Per rispondere a queste specificità, lo SME AI Accelerator eroga sessioni sia in presenza sia tramite l'OpenAI Academy, offrendo percorsi guidati che non richiedono competenze tecniche pregresse. In questa strategia di radicamento sul territorio diventa fondamentale la partnership con Confartigianato Imprese, la cui rete di 104 associazioni provinciali consente di connettere le soluzioni tecnologiche globali di OpenAI con le reali necessità operative di circa 700.000 aziende associate, supportandole nel passaggio strategico verso modelli di business digitali e competitivi.