Panthalassa ha sviluppato un sistema per la generazione di energia pulita che può essere usata per alimentare piccoli data center "natanti"
Autore: Redazione ImpresaCity
L'idea di generare energia pulita sfruttando la forza delle onde del mare non è nuova: ci si prova da secoli, affrontando difficoltà non banali. L'americana Panthalassa ha scelto in questo un approccio un po' diverso dagli altri: invece di cercare di generare energia vicino alle coste, perchè chi le consuma è sulla terraferma, ha progettato sistemi di generazione che vanno collocati per forza in mare aperto. L'energia qui generata può essere consumata a bordo di navi o veicolata poi verso le coste.
Panthalassa ha da poco annunciato un nuovo finanziamento da 140 milioni di dollari che ha coinvolto numerosi investitori del settore tecnologico - il nome più noto è Peter Thiel - perché l'approccio della società viene considerato utile alla realizzazione di sistemi per il calcolo AI offshore. Il capitale raccolto servirà a completare un impianto pilota produttivo vicino a Portland, negli USA, e arealizzare una nuova generazione di nodi per la produzione di energia.
I sistemi sviluppati da Panthalassa per generare energia dalle onde oceaniche sono strutturati - semplificando le cose - come grandi cilindri quasi completamente cavi con in cima una camera sferica. Si posizionano in mare, in aree con un forte moto ondoso, e si pongono in posizione verticale. Il cilindro, mosso dalle onde, si muove in su e in giù e questo crea un forte movimento dell'acqua al suo interno. Il movimento viene intensificato dalla struttura interna del tubo, creando getti a forte pressione che riempiono la cavità sferica superiore e ne escono con altrettanta forza, muovendo le pale di alcune turbine. Sono queste che generano energia elettrica.
Panthalassa ha già concretamente dimostrato che il sistema funziona. I prototipi Ocean-1, Ocean-2 e Wavehopper, sperimentati tra il 2021 e il 2024, sono serviti a validare le principali capacità tecniche del progetto. Nel 2026 l’azienda punta a usare una nuova serie Ocean-3 come piattaforma pilota per dimostrare come sia possibile fare inferenza AI direttamente offshore. Il debutto commerciale è previsto per il 2027.
L’idea originale del progetto Panthalassa era generare energia con una "catena" di nodi galleggianti e trasferirla a terra, oppure per usarla a bordo di navi collegate alla rete di nodi. Una seconda ipotesi era usare l'energia direttamente a bordo dei singoli nodi, ad esempio per produrre idrogeno "verde". Collocare nei nodi alcuni sistemi di computing è una evoluzione recente, nata probabilmente anche per intercettare l'interesse del mondo AI verso infrastrutture di calcolo più semplici e sostenibili rispetto ai classici data center terrestri.
In questo senso, l'idea è collocare nella parte alta dei nodi Ocean l'elettronica e i chip per eseguire operazioni di inferenza AI, trasferendo dati (e risultati) da e verso terra usando collegamenti satellitari. Tra l'altro, Panthalassa intende sfruttare l’acqua marina per mantenere temperature operative più basse per i chip AI installati a bordo dei nodi galleggianti.