Fujitsu punta all'anno del centenario con un piano di sviluppo a lungo termine, incentrato sulle tecnologie di frontiera e sull'AI
Autore: Redazione ImpresaCity
Raggiungere i cento anni di vita non è cosa da poco per un'azienda tecnologica, perché significa aver attraversato davvero molte evoluzioni e transizioni tecnologiche senza aver perso la propria coerenza strategica. Il traguardo del secolo di attività non è molto lontano per Fujitsu - sarà nel 2035 - e l'azienda giapponese vuole sempre ragionare in prosoettiva. Ecco perché la chiusura dell'anno fiscale 2025 è stata anche, per il CEO Takahito Tokita, l'occasione per presentare una strategia di sviluppo che arriverà appunto al 2035.
Tokita ha già gestito una transizione importante per Fujitsu: quella che negli ultimi cinque anni l'ha portata ad essere un fornitore di soluzioni - il CEO parla di "Service Solutions business" - con fatturato, profitti e margini in costante crescita. Questo è avvenuto con decisioni anche drastiche, come ristrutturare le attività non core e abbandonare diversi mercati e diverse nazioni, ma ha consolidato i due filoni oggi chiave per Fujitsu: la parte delle soluzioni Uvance e le attività di modernizzazione, che insieme fanno il 40% del business Service Solutions. E che d'ora in poi ne costituiranno il cuore, sempre più potenziato dall'AI.
Su questa base Fujitsu si sente abbastanza salda da definire un piano di sviluppo a dieci anni, in cui gli introiti dei filoni di business più consolidati permetteranno di investire per svilupparne di nuovi, incentrati sulle tecnologie più evolute e di frontiera. AI, supercomputing e quantum computing saranno in prima fila in questa evoluzione: una nuova "computing foundation" che prenderà il posto dei sistemi mainframe, i quali hanno sostenuto sinora la crescita di Fujitsu ma saranno "pensionati" nel 2035.
Come ha spiegato Takahito Tokita, "Siamo convinti che questo decennio, nel quale il business e la società nel loro complesso si trasformeranno diventando guidati dall’intelligenza artificiale, rappresenti il periodo in cui noi, come azienda tecnologica, potremo dare il contributo più significativo". Certo da qui a dieci anni cambieranno tante cose, nelle tecnologie e non solo in quelle, e non tutto è prevedibile, ma proprio per questo "un approccio manageriale limitato a reagire ai cambiamenti non è più sostenibile".
La visione di Fujitsu vede l'intelligenza artificiale permeare tutti i settori e dare una sempre maggiore importanza alla gestione dei dati e anche alla loro sovranità. In questo Fujitsu punta nettamente sullo stack di tecnologie che ha sviluppato in casa: dai processori Monaka ai quantum computer, dal LLM Takane alla piattaforma di AI Kozuchi. L'idea è combinare queste tecnologie, anche verticalizzate per settore, con attività di consulenza per fornire soluzioni tecnologiche complete.
Commentando i risultati della sua azienda con gli analisti finanziari, Takahito Tokita ha in questo senso ribadito questa vocazione tecnologica: "Anche fino a oggi, Fujitsu ha scelto di non impegnarsi attivamente nelle tecnologie che sono diventate commodity, e non intendiamo modificare questo approccio. Nel prossimo decennio concentreremo i nostri investimenti su tecnologie di livello estremamente avanzato, costruendo su queste basi le nostre Service Solutions".
Questa strategia generale si concretizza in quattro ambiti, definiti di Physical AI (quindi soprattutto robotica e manufacturing), Social Resilience (intesa come applicazione dell'AI all'healthcare), Digital Twin, Computing. Più in concreto, la strategia di sviluppo di Fujitsu si dipanerà lungo tre macro-iniziative, a partire da una accelerazione dello sviluppo "potenziato" dall'AI: da gennaio di quest’anno Fujitsu usa una piattaforma di sviluppo che sfrutta l’AI per automatizzare i processi, dalla definizione dei requisiti fino all’implementazione e ai test. "Estenderemo progressivamente questa piattaforma ai progetti compatibili", ha spiegato il CEO.
La seconda iniziativa riguarda la realizzazione di una data platform standardizzata a livello globale che farà da base per "L’implementazione su larga scala di una gestione aziendale guidata dall’intelligenza artificiale utilizzando la nostra stessa AI. Questo migliorerà sia la velocità sia la qualità dei processi decisionali e delle valutazioni manageriali". Fujitsu intende infatti essere il primo utente delle sue tecnologie, per proporsi come modello di riferimento. Infine, Fujitsu punta sullo sviluppo delle competenze interne nelle aree a maggior creazione di valore, anche grazie a una collaborazione sempre più stretta tra esseri umani e AI.
Tutto questo richiede comunque e sempre un approccio trasversale, secondo il CEO: "Con l’avanzare della tecnologia diventa particolarmente importante riflettere su come selezionare le tecnologie e integrarle tra loro. Non bisogna guardare soltanto alla tecnologia che occupa il ruolo centrale, ma anche alle tecnologie periferiche, investendo direttamente in esse oppure creando alleanze con aziende che possiedono competenze specifiche in quei settori... Il nostro obiettivo è essere un’azienda tecnologica capace di offrire servizi supportati da infrastrutture e da una sovranità tecnologica che soltanto Fujitsu possa garantire".
Fujitsu tiene peraltro ben presente che l'avvento dell'AI nella vita delle aziende e anche dei cittadini non sarà sempre indolore: il rischio che si crei un divario significativo e penalizzante tra chi utilizza l’AI e chi invece non lo fa è forte. Ma il cambiamento va gestito, dato che è impossibile ignorarlo: "Il principio che sosteniamo - sottolinea Tokita - resta comunque un approccio human-centric, che dia la precedenza alle persone. Per questo motivo intendiamo utilizzare in modo proattivo un’intelligenza artificiale capace di ampliare le capacità umane, e diffonderne l’utilizzo sulla base della convinzione che possa migliorare la società".