Focalizzati totalmente sull'AI, i neocloud oggi possono intercettare la domanda di computing mirato che gli hyperscaler non possono soddisfare
Autore: Redazione ImpresaCity
Ci sono ancora diverse perplessità sulla sostenibilità a lungo termine degli operatori cosiddetti neocloud, ma è indubbio che il loro business stia crescendo abbastanza da mettere alcuni di essi sul radar del mercato cloud in generale. Secondo i dati di Synergy Research Group, i ricavi dei neocloud hanno raggiunto quota 9 miliardi di dollari nel quarto trimestre 2025 (+223% anno su anno) e i 25 miliardi per l’intero 2025. Per dare un termine di paragone, il valore a fine 2025 del mercato cloud infrastrutturale, sempre secondo Synergy, è stato di 390 miliardi di dollari. Gli analisti comunque prevedono che il mercato neocloud si avvicinerà ai 400 miliardi di dollari entro il 2031.
Un operatore neocloud è, in estrema sintesi, un cloud provider la cui infrastruttura è progettata specificamente per i carichi di lavoro di intelligenza artificiale, con un focus quasi esclusivo sul calcolo accelerato da GPU e le operazioni di inferencing. Questa specializzazione distingue i neocloud dagli hyperscaler tradizionali, che sono nati e sono cresciuti puntando su una elasticità generalizzata dell'IT e delle infrastrutture.
Proprio per questa differenza di architetture, gli hyperscaler sono "frenati" nel soddisfare la domanda crescente di capacità di computing accelerato da GPU, il che crea spazio per nuovi operatori - i neocloud, appunto - che quindi stanno acquisendo una quota crescente di business collegato all’intelligenza artificiale. Questa è la dinamica su cui i neocloud scommettono anche nel medio-lungo termine: che il mercato passi rapidamente da una fase esplorativa dell’AI a una di implementazione su larga scala, in una transizione che renderebbe i loro servizi appetibili per le imprese in generale.
Oggi, invece, i neocloud sono legati a filo doppio - anche come azionariato, in molti casi - agli hyperscaler stessi, che hanno bisogno dei loro servizi GPU-as-a-Service (GPUaaS) e del loro computing specializzato per le loro attività e per offrire loro stessi nuovi servizi di AI. Il tutto senza rivoluzionare le loro infrastrutture e nell'attesa, idealmente, di realizzarne nuovi data center ad alta densità per l'AI.
Oggi i principali nomi del segmento neocloud sono CoreWeave, Crusoe, Core Scientific, Lambda, Nebius e Nscale. Di questi, CoreWeave si presenta come il concorrente più diretto dei tradizionali hyperscaler. Nuovi nomi potrebbero aggiungersi alla categoria, però, perché qualsiasi cosa sia AI attualmente attira investimenti, e anche perché all'AI si stanno riconvertendo alcune realtà che sinora hanno operato nel mondo delle criptovalute e di blockchain, che richiedono infrastrutture altrettanto GPU-powered ma che adesso non attirano più un interesse paragonabile all'hype dell'AI.