Huawei, al centro dell’infrastruttura AI

Alla European Partner Conference 2026, di scena la visione tecnologica e di mercato per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione

Autore: Edoardo Bellocchi

Per il terzo anno consecutivo, Huawei sceglie la sponda più celebrata del Lago di Como per la European Partner Conference 2026, riunendo a metà aprile a Villa Erba quasi un migliaio di persone tra partner, system integrator ed esperti. La tagline scelta quest’anno, Advancing Together - Integrating Intelligence, ha ribadito una volta di più il ruolo fondamentale dei partner nel contesto della strategia enterprise dell’azienda in Europa, anche alla luce delle innovazioni tecnologiche sempre più rapide, con l’AI in primo piano.

"Il nostro ecosistema di partner rappresenta la strategia centrale per la nostra crescita a lungo termine. Nei prossimi anni approfondiremo ulteriormente la nostra collaborazione con i partner esistenti, coinvolgendo al contempo nuovi partner ad alto potenziale", ha esordito Willi Song, Presidente di Huawei Europe Enterprise Business.

 

Logistica in primo piano

Con oltre 5.000 partner in Europa, Huawei registra una crescita costante nelle transazioni gestite dai partner, nelle loro competenze e nel loro apporto complessivo. In linea con questo trend positivo, il vendor sta intensificando gli investimenti nella propria strategia di canale per rafforzare ulteriormente la collaborazione ed espandere le opportunità di mercato. Un aspetto di particolare rilevanza, soprattutto in uno scenario quale quello attuale, è quello logistico: durante l’evento è stato sottolineato che il 90% del portfolio Huawei può essere reso disponibile in tutta Europa entro 2-4 settimane, grazie ai centri di distribuzione dislocati in Germania e in Ungheria, mentre per i prodotti storage, come noto attualmente sotto pressione a livello globale, viene garantita una consegna nell’ordine dei due mesi, anche in relazione al fatto che Huawei realizza direttamente in prima persona quasi tutti i componenti.

Riorganizzazione anche in Italia

L’andamento del business nel nostro Paese è stato invece trattato da Alexandre Grandeaux, CTO di Huawei Enterprise Italia, che ha esordito illustrando la riorganizzazione attiva da inizio gennaio e che ha visto il passaggio da una struttura basata su tecnologie o territori a un modello focalizzato sui settori verticali di mercato, dove i principali ambiti strategici sono Sanità, pubblica e privata, Pubblica Amministrazione, Retail, Hospitality, Manifatturiero, Finance e Service provider, sia ISP sia MSP. Si tratta di una scelta, ha sottolineato il manager, che “riflette un orientamento già adottato a livello internazionale, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni specifiche per settore invece che offerte basate su singole tecnologie, anche in relazione al fatto che vi sono settori verticali, come è il caso per esempio l’Healthcare, che risultano particolarmente legati all’IoT e richiedono quindi approcci dedicati”.

 
Alexandre Grandeaux, CTO di Huawei Enterprise Italia

Occhio ai verticali

Dal punto di vista tecnologico, ha proseguito Alexandre Grandeaux, Huawei continua a puntare su networking, interconnessioni ottiche e storage, declinandoli sempre in funzione delle esigenze dei diversi settori. Per esempio, nel Finance cresce la richiesta di data center attivi-attivi geograficamente distribuiti, che richiedono connessioni ottiche ad alta capacità e bassa latenza. In ambiti come Hospitality e Manufacturing emerge invece una forte adozione della fibra ottica fino agli endpoint, con architetture simili a quelle FTTH.

Alexandre Grandeaux ha poi ribadito che anche in Italia i partner svolgono un ruolo centrale nel modello di go to market, in quanto rappresentano l’unico canale commerciale verso i clienti finali: l’azienda non vende direttamente, ma si affida a system integrator e partner locali, sia nazionali sia regionali. Per quanto infine riguarda il contesto attuale di mercato, lo scenario attuale è caratterizzato dalla cautela negli investimenti, soprattutto nel lungo periodo, anche se i settori privati, soprattutto in ambito Retail, Finance e Manifatturiero, risultano oggi più dinamici, mentre la Pubblica amministrazione è in attesa dello sblocco di importanti gare. Sempre in relazione al mercato, Alexandre Grandeaux ha sottolineato che “si sta registrando una pressione crescente sui prezzi, soprattutto nello storage, legato ai costi delle componenti come le memorie, anche se come Huawei possiamo disporre del vantaggio competitivo derivante dal controllo verticale della filiera produttiva, grazie allo sviluppo interno di componenti e chipset, che consente una maggiore stabilità dei costi rispetto ad altri vendor”.

L’infrastruttura guarda all’AI

Un ampio update sull’offerta tecnologica in ambito enterprise è stato l’oggetto dell’intervento di Christophe Batiard, CTO Europe di Huawei, che ha ribadito il ruolo centrale di data center, networking e gestione dati nel sostenere l’esplosione delle applicazioni AI, anche alla luce del fatto che l’aumento dei carichi di lavoro AI sta mettendo sotto pressione l’intero ecosistema IT, in particolare sul fronte di GPU e storage.

Per rispondere a queste sfide che sono ormai infrastrutturali, Huawei propone un approccio basato sulla sinergia tra computing e networking e su nuove modalità di gestione dei carichi nei data center. Uno dei punti più innovativi riguarda la gestione dei dati nei processi di inferenza, con il concetto di KVCache, dove KV sta per Key Value, che consente di estendere la cache delle GPU allo storage, portando i token sui dispositivi ad alte prestazioni della gamma OceanStor di Huawei: “dato che la cache nelle GPU può diventare insufficiente, si gestisce con lo storage”, ha spiegato Christophe Batiard, sottolineando che questo approccio permette di migliorare l’efficienza dell’inferenza riducendo la necessità di ricalcolare i dati e ottimizzando l’utilizzo delle risorse. A supporto, Huawei ha sviluppato un Unified Cache Manager in grado di orchestrare automaticamente i dati tra diversi livelli di memoria, che sia on-chip, RAM o SSD, aumentando prestazioni e scalabilità.

 
Christophe Batiard, CTO Europe di Huawei

Alternative di mercato

Sul fronte della virtualizzazione, Huawei punta sulla piattaforma DCS, Dedicated Cloud Service, proposta come alternativa a VMware: “tre anni fa, quando c’è stato il cambiamento nelle condizioni proposte da VMware, abbiamo iniziato a fornire un’alternativa”, ha spiegato Christophe Batiard, evidenziando che la soluzione consente di gestire in modo integrato computing, storage, networking, middleware e backup all’interno del data center, offrendo un approccio full stack, con un tasso di successo nelle migrazioni stimato intorno al 95% e un’adozione in crescita costante soprattutto nel segmento enterprise.

Grande attenzione è stata dedicata anche al networking, con l’evoluzione verso reti sempre più autonome e guidate dall’intelligenza artificiale. Tra le innovazioni presentate, spicca NetMaster, un agente AI per la gestione operativa delle reti che “può fornire una root cause analysis e relativi suggerimenti di gestione in solo tre minuti”, ha spiegato Christophe Batiard, sottolineando che l’automazione può ridurre drasticamente i tempi di troubleshooting e migliorare l’efficienza operativa, con una visibilità end-to-end che copre l’intero percorso dei dati, dai dispositivi degli utenti fino alle applicazioni, includendo anche ambienti cloud e sistemi di terze parti.

Wi-Fi a sviluppo continuo

Dopo aver ricordato che l’espansione dell’AI sta portando anche a un aumento significativo dei consumi energetici, Christophe Batiard ha illustrato le soluzioni di raffreddamento avanzato per data center sviluppate da Huawei, in grado di ridurre fino al 60% il consumo energetico. Infine, il CTO Europe ha presentato le evoluzioni sul fronte delle reti campus e Wi-Fi, con funzionalità già oggi integrate nei prodotti Wi-Fi 7 e destinate a diventare standard con il Wi-Fi 8. Tra queste, vi sono: coordinamento multi-access point, zero packet loss durante il roaming e tecnologie di sensing basate sul segnale Wi-Fi per rilevare la presenza di persone negli ambienti. Si tratta, ha concluso Christophe Batiard, di soluzioni che trovano applicazione in ambiti come smart building, efficienza energetica e sicurezza.


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