All’evento .Next di Chicago, di scena le nuove funzionalità per AI, Kubernetes e multicloud per la NCP e un deciso rafforzamento dell’ecosistema dei partner, puntando anche l'attenzione verso le aziende in cerca di alternative ai vendor tradizionali di virtualizzazione
Autore: Edoardo Bellocchi
Nutanix ha colto l’occasione del suo evento annuale .Next, in scena in questi giorni a Chicago, per una girandola di annunci che ampliano notevolmente le funzionalità della Nutanix Cloud Platform, la NCP, rendendola sempre più una piattaforma full stack pronta per l’era dell’AI agentica, in grado di supportare le applicazioni enterprise con resilienza e scalabilità, e per presentare nuove espansioni al già vasto ecosistema delle partnership.
L’evento annuale di Nutanix torna a Chicago dopo tre anni, negli spazi del McCormick, indicato spesso come il centro congressi più grande del mondo: una dimensione più che necessaria, visto che i partecipanti sono circa 5.000, dei quali “oltre la metà utenti finali e il 20% prospect, a dimostrazione di un interesse crescente, anche da parte di aziende in cerca di alternative ai vendor tradizionali di virtualizzazione”, evidenzia Lee Caswell, SVP Product and Solutions Marketing di Nutanix, facendo un chiarissimo riferimento ai nuovi assetti nel mercato nati dopo l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom, con le relative scelte commerciali. Altro dato saliente è la presenza di oltre 100 sponsor, più di tre volte rispetto all’edizione di tre anni prima, tra i quali vi sono partner strategici come NetApp, Cisco, Dell, HPE e Lenovo, oltre ai principali hyperscaler come AWS, Google Cloud e Microsoft Azure.
E se al centro dell’evento è l’evoluzione della Nutanix Cloud Platform, il tema chiave è la semplificazione operativa: Nutanix punta a unificare la gestione di VM, container, dati e AI in un’unica piattaforma, con servizi d sicurezza, networking e disaster recovery coerenti lungo tutta l’infrastruttura di cloud ibrido. Inoltre, anche con l’apporto delle nuove partnership come quella con NetApp o quella con MongoDB, appare evidente l’intenzione di Nutanix di posizionarsi come piattaforma unificata per gestire infrastruttura, dati e AI in modo coerente, scalabile e pronta per i nuovi workload dell’AI agentica.
“Nel percorso di modernizzazione delle infrastrutture cloud, le aziende devono bilanciare la flessibilità delle infrastrutture hybrid multicloud con l’esigenza di mantenere la sovranità sui loro dati e applicazioni. Con Nutanix Cloud Platform, i clienti possono valorizzare al meglio l’infrastruttura hardware esistente, espandersi all’interno di un ecosistema sempre più ampio di provider cloud e infrastrutturali e mantenere controllo e libertà di scelta su dove eseguire i carichi di lavoro”, commenta Thomas Cornely, Executive Vice President, Product Management di Nutanix.
Entrando più nel dettaglio, le funzionalità full-stack della NCP sono in continua evoluzione per includere nuovi servizi per l’infrastruttura AI, lo storage unificato e servizi dati avanzati. Infatti, la soluzione Nutanix Agentic AI, piattaforma full-stack vista all’evento Nvidia GTC 2026 e attualmente in fase early access, è progettata per supportare le aziende nella creazione e gestione di applicazioni AI su NCP. La versione completa sarà disponibile nella seconda metà del 2026 e includerà una solida piattaforma di virtualizzazione sicura e ad alte prestazioni per l’infrastruttura AI, integrando servizi di calcolo, storage, networking e Kubernetes per semplificare deployment e operations. Grazie a queste funzionalità, le aziende potranno eseguire carichi di lavoro di AI e moderni in modo efficiente su ambienti ibridi e multicloud.
Non solo: arriva la soluzione NKP Metal, in early access e con disponibilità nella seconda metà dell’anno, che amplia la Nutanix Kubernetes Platform (NKP) per supportare le implementazioni di Kubernetes direttamente su infrastrutture bare-metal, garantendo le prestazioni necessarie per gli ambienti edge e per i carichi di lavoro di addestramento dell'AI che richiedono infrastrutture GPU ad alta densità.
Inoltre, è ora disponibile Nutanix Unified Storage (NUS) 5.3, come soluzione ideale per trasformare l'object storage in un livello di storage ad alte prestazioni necessario per le AI Factory. La release estende le funzionalità di Smart Tiering, consentendo lo spostamento dei dati verso Google Cloud e OVHCloud S3 in modo coerente. La soluzione NUS integrerà inoltre, entro la fine dell’anno, l’accelerazione RDMA (Remote Direct Memory Access) per l’object storage compatibile con S3 per incrementare in modo significativo la velocità di trasferimento dei set di dati di grandi dimensioni per l’addestramento dell’AI e delle pipeline ad elevata intensità di dati.
Da notare anche che la soluzione Nutanix Data Lens 2.0 è ora disponibile e può essere eseguita on premise, anche in ambienti air-gapped. La release introduce analisi dei ransomware, auditing e governance dei dati oltre alla visibilità su intere infrastrutture di storage distribuite per le implementazioni sovrane e i dark-site che non possono fare affidamento sulla sicurezza dei dati basata su SaaS.
Infine, è già disponibile l’integrazione certificata tra Nutanix Database Service e MongoDB Ops Manager basata sul modello di integrazione di backup di terze parti di MongoDB, con l’idea di semplificare le operazioni dei database aziendali grazie al provisioning automatizzato e alla gestione del ciclo di vita negli ambienti infrastrutturali e nei database.
Sviluppato sulla base delle funzionalità introdotte da Nutanix per l'era dell’AI agentica, Nutanix Service Provider Central, SP Central, attualmente in fase early access, introduce nuove capacità multi-tenant che permettono ai service provider partner di Nutanix di erogare più facilmente una gamma più ampia di servizi AI e infrastrutture ospitate su NCP, contribuendo al contempo a mantenere un isolamento logico sicuro tra i tenant che condividono la stessa infrastruttura. La soluzione SP Central sarà disponibile nella seconda metà dell’anno e permetterà ai service provider di offrire infrastrutture in hosting scalabili, servizi cloud native e di AI, permettendo allo stesso tempo ai clienti di mantenere il controllo su ambienti distribuiti.
Ma oltre ai service provider partner, Nutanix guarda con interesse anche ai provider NeoCloud, ovvero i nuovi fornitori di servizi specializzati di GPU-as-a-Service (GPUaaS) soprattutto per AI e HPC, che si affiancano come un'alternativa più snella ed economica rispetto agli hyperscaler tradizionali. L’idea di Nutanix è che questi operatori “abbiano bisogno dello stesso controllo granulare sulle risorse, GPU comprese, che possono essere condivise, monitorate, gestite, distribuite e quindi monetizzate presso la propria base clienti”, racconta Lee Caswell, spiegando che “stiamo estendendo al mondo neocloud l’approccio della soluzione Nutanix Agentic AI. In questa occasione stiamo estendendo questo approccio anche al mondo NeoCloud: la nostra capacità di accedere a modelli LLM selezionati e validati dai partner, di ottimizzarne le performance, monitorarli e persino sottoporli ad audit per il loro utilizzo, oltre a controllare la generazione e il consumo dei token, rappresenta una parte fondamentale dell’iniziativa Nutanix Agentic AI, ora disponibile anche in modalità multi-tenant per i provider neocloud, in modo che questi possano monetizzare tutte queste risorse: GPU-as-a-service, Kubernetes-as-a-service, VM-as-a-service, fino ad arrivare a quello che definiamo ‘models as a service’, che permette di accedere a diversi modelli a seconda delle esigenze, un aspetto particolarmente importante per supportare workflow agentici”.
Parlando senza mezzi termini di “ecosistema infrastrutturale più ampio nella storia di Nutanix”, all’evento di Chicago l’azienda ha enfatizzato come stia rafforzando le integrazioni nel proprio ecosistema globale di partner, introducendo nuove funzionalità già disponibili e ampliando ulteriormente le collaborazioni nel corso dell’anno. Tra le novità attuali, la nuova appliance Foundation Central semplifica il deployment dell’infrastruttura cloud Nutanix e dell’hypervisor AHV su un’ampia gamma di server enterprise. Sono state inoltre potenziate le integrazioni con Dell, con il supporto al disaster recovery sincrono su PowerFlex, ed Everpure, l'ex Pure Storage, con un’estensione delle piattaforme supportate e maggiori opzioni di implementazione.
Nel corso dell’anno, Nutanix prevede di ampliare ulteriormente il proprio ecosistema: da un lato estendendo il supporto a server con CPU e GPU AMD per carichi di lavoro AI, dall’altro rafforzando le partnership strategiche con player come Cisco, Dell e Lenovo, introducendo nuove soluzioni integrate e infrastrutture convergenti. È prevista anche l’estensione del supporto allo storage NetApp, con l’obiettivo di offrire maggiore flessibilità e un portafoglio sempre più completo per rispondere alle diverse esigenze dei clienti.
Nel complesso, viene sottolineato, queste novità rappresentano la più ampia espansione del supporto infrastrutturale nella storia di Nutanix, offrendo ai clienti opzioni di deployment consolidate su piattaforme enterprise consolidate, oltre alla massima flessibilità e libertà di scelta in termini di hardware. Non a caso, la NCP offre inoltre migrazioni “zero-copy”, già generalmente disponibili, da VMware vSphere Virtual Volumes a AHV vDisks, permettendo alle aziende di eseguire conversioni dei carichi di lavoro quasi istantanee e direttamente sul posto, senza duplicazione dei dati. Questa funzionalità può accelerare i tempi di migrazione e ridurre al minimo il carico sull’infrastruttura e le interruzioni operative.
In tema di sovranità dei dati, viene ampliato Nutanix Cloud Clusters (NC2) con nuove opzioni di implementazione su diversi hyperscaler, incluse regioni cloud sovrane e governative come AWS GovCloud (già disponibile) e AWS European Sovereign Cloud (in arrivo). Inoltre, con il supporto futuro per Google Cloud, i clienti potranno utilizzare istanze bare-metal e scalare lo storage in modo indipendente dal calcolo. L’obiettivo è offrire maggiore flessibilità: le aziende possono spostare i workload nel cloud per esigenze normative, di latenza o di capacità senza modificare il codice, mantenendo comunque la possibilità di riportarli on premise e superando eventuali vincoli legati alla disponibilità hardware.
Infine, Nutanix propone un approccio unificato per gestire ambienti IT sempre più distribuiti tra cloud, data center on premise e contesti sovrani, offrendo coerenza operativa anche in scenari complessi e ad alta sicurezza. Con Nutanix Cloud Manager 2.0, basato su una nuova architettura, è possibile gestire su larga scala numerosi cluster distribuiti su più istanze, centralizzando operazioni e controllo da un’unica console. La piattaforma introduce una gestione multisite e multidominio che semplifica attività come inventario, monitoraggio, reportistica e capacity planning, eliminando frammentazioni operative. Inoltre, integra nativamente funzionalità di cost governance, permettendo di monitorare consumi, budget e allocazione dei costi direttamente on premise, in un’unica esperienza che combina AIOps, automazione e controllo finanziario.