A Segrate, alle porte di Milano, l’avvio ufficiale dei lavori del primo campus del gruppo, che riqualifica un sito dove l’innovazione all'avanguardia era già di casa più di settant’anni fa
Autore: Edoardo Bellocchi
Le frasi di prammatica e i rituali ci sono tutti: le autorità locali si fanno doverosamente ritrarre nel cantiere con la pala in mano e risuona il consueto repertorio su innovazione, sostenibilità, riuso di aree industriali dismesse e così via. Ma questa volta non c’è dubbio che l’avvio ufficiale dei lavori per la realizzazione del primo data center in Italia di CyrusOne, avvenuta a fine marzo a Segrate alle porte di Milano, abbia più di un motivo di interesse, anche in un periodo in cui le inaugurazioni di nuovi campus si susseguono a ritmo serrato.
Innanzitutto, si tratta del primo insediamento in Italia del colosso con sede a Dallas in Texas che conta oltre 40 data center in giro per il mondo: annunciata poco più di un anno fa, la struttura MIL1, il primo di due nuovi data center CyrusOne previsti a Milano, fornirà 27 megawatt di capacità su 7.000 metri quadrati di spazi tecnici in un edificio con tre sale dati: i primi 9 megawatt, prevede Andreas Paduch, Managing Director Europe di CyrusOne, saranno disponibili verso la fine del prossimo anno. “Milano è un mercato sempre più importante per le infrastrutture digitali nel Sud Europa e questo sviluppo rappresenta una tappa chiave nella nostra strategia di crescita in Europa”, prosegue Andreas Paduch, sottolineando che "con MIL1 stiamo costruendo una solida piattaforma nel quadro dei nostri progetti a lungo termine in questa area”.
Altro motivo di interesse del nuovo insediamento di CyrusOne è il fatto di trovarsi nell’area est di Milano, ovvero dalla parte opposta rispetto alla zona dove sono tradizionalmente presenti un po’ tutti i fornitori di data center. Ma soprattutto, l’area dove sorgerà CyrusOne MIL1 ha una rilevante storia che rappresenta un po’ il paradigma di alcune vicende relative all’innovazione italiana, visto che vi si trovava la sede del centro di ricerca Cise, istituito nel secondo dopoguerra per iniziativa di un gruppo di scienziati, con il concorso di grandi imprese nazionali dell’epoca, per studiare le condizioni di realizzazione di un reattore nucleare, denominato Cirene.
Varie vicissitudini, compresa la decisione dell’abbandono dell’energia nucleare in Italia, portarono alla dismissione del sito, nonostante avesse rappresentato per anni un’eccellenza della ricerca italiana, e non senza ricadute interessanti: intervenendo alla cerimonia di avvio dei lavoro del data center, Paolo Micheli, Sindaco di Segrate, racconta che “un paio di anni fa il premio Nobel della fisica è stato attribuito a due americani che avevano iniziato i loro studi proprio in quest'area”, aggiungendo però che “come accade talvolta nel nostro Paese, questa è anche un'area che è stata dimenticata, visto che per quarant'anni è rimasta così com'era ed è stata anche occupata, con conseguenti problemi sul territorio”.
Un rilevante investimento tecnologico porta quindi un nuovo capitolo in un’area che era stata teatro di innovazione, con un progetto che, prosegue Paolo Micheli, “viene ulteriormente valorizzato da impegni concreti a carico dell’azienda, come l’installazione di pannelli fotovoltaici su edifici scolastici pubblici locali a supporto dei nostri più ampi obiettivi di sostenibilità nel territorio e l’acquisizione del ‘Golfo Agricolo’ come parco pubblico, un’area di circa 700.000 mq che viene così definitivamente sottratta all’edificazione e messa a disposizione della comunità per gli anni a venire”.
Nel dettaglio, sottolinea Andrea Munoz, EVP e Chief People Officer di CyrusOne, “l’investimento ha visto anche un totale di 19,6 milioni di dollari per la bonifica: abbiamo anche recuperato oggetti storici che sono stati donati al Museo della Scienza e della Tecnologia (tra cui un contenitore utilizzato per i rifiuti radioattivi, fortunatamente inutilizzato, NdR). Inoltre, in tutto il sito, stiamo introducendo oltre 170 alberi e 15.000 piante, con il 25% dell'area che sarà trasferito al Comune come spazio verde”. A quest’ultimo proposito, l’investimento nel miglioramento delle infrastrutture locali ammonta a più di 6 milioni di euro: tra gli interventi, la riqualificazione di Via delle Regioni a Segrate, che vedrà migliori collegamenti verso scuole, biblioteca e altri edifici pubblici, anche grazie a nuove aree pedonali e piste ciclabili.
Infine, il nuovo data center funzionerà al 100% con energia rinnovabile, in linea con il portafoglio europeo di CyrusOne, e punta a ottenere la prestigiosa certificazione Breeam “Very Good” per le prestazioni ambientali, rilasciata da un ente indipendente. MIL1 è progettato per recuperare e riutilizzare il calore residuo, inizialmente per l’uso negli spazi ausiliari del sito, con la possibilità di alimentare reti di teleriscaldamento nel Comune di Segrate.
Nella foto di apertura, il momento ufficiale di avvio dei lavori. Con la fascia tricolore, il Sindaco di Segrate Paolo Micheli, alla sua sinistra Andreas Paduch e Andrea Munoz di CyrusOne