Standard aperti, infrastruttura intelligente e framework AI-native per la trasformazione delle reti telco
Autore: Redazione ImpresaCity
All’appuntamento annuale del Mobile World Congress 2026 svoltosi questa settimana a Barcellona, Huawei ha illustrato anche la propria visione strategica per l'era dell'Agentic Internet, con una serie di innovazioni alla base di un ecosistema completo per operatori e imprese nell’era dell’intelligenza artificiale.
In primo luogo, Huawei ha lanciato il progetto open source per il software di supporto al protocollo A2A-T (Agent-to-Agent for Telecom), con l’obiettivo di accelerare l'adozione e l’implementazione a livello globale degli standard di comunicazione tra agenti in ambito telco attraverso un modello di collaborazione aperta, con l’obiettivo di promuovere insieme un’era di Agentic Internet aperta e collaborativa.
Il protocollo A2A-T segna una nuova fase nell'interazione tra agenti, introducendo tre importanti innovazioni: un miglioramento rivoluzionario dell'efficienza di integrazione, riducendo il ciclo di integrazione dei sistemi da "mesi" a "giorni"; il superamento dei confini della collaborazione tra task, abilitando flussi di lavoro complessi cross-domain e cross-vendor; e infine l'accelerazione della convergenza dell'ecosistema, abbassando le barriere di interconnessione attraverso standard unificati e favorendo un ecosistema collaborativo. In linea con l’evoluzione delle Reti Autonome, Huawei renderà open source il software di supporto principale per A2A-T, trasformando lo standard da consenso industriale a implementazione concreta su scala globale.
Huawei ha inoltre presentato Agentic Core, una soluzione che sfrutta tre motori di intelligenza per rispondere alle sfide dell'era AI, ovveroi crescita esponenziale del traffico, requisiti differenziati e nuove opportunità di monetizzazione: NE Intelligence: grazie all’AI agentica integrata negli smartphone e nei dispositivi fisici intelligenti, le entità connesse aumenteranno di dieci volte. La soluzione introduce identità digitali degli agenti, meccanismi di registrazione e discovery e gestione delle sessioni A2A, costruendo una base di rete a bassa latenza, alta affidabilità e connettività continua 7×24; Network Intelligence: le reti evolvono da modelli rule-based a reti intent-driven, in cui agenti AI comprendono le esigenze delle organizzazioni, allocano dinamicamente le risorse e attivano processi closed-loop per garantire esperienze personalizzate; e infine Service Intelligence: gli operatori possono differenziarsi offrendo servizi intelligenti inclusivi: AISF come assistente personale evoluto, comunicazione immersiva con AI generativa multimodale e AR, e sinergia tra rete e calcolo con offloading della potenza computazionale alla rete.
Non solo: Huawei ha anche introdotto il primo framework AI-Native del settore per operations intelligenti, segnando il passaggio da un modello “human tool-assisted” a uno basato su attività proattive guidate da agente AI. Il framework AI-Native si fonda su tre principi: Outcome Oriented, focalizzato su risultati misurabili e creazione di valore concreto; DTN & Domain Model Driven, con digital twin e modelli di dominio per abilitare un closed-loop orientato ai risultati; Agentic Operations, che integra esperti umani e “dipendenti digitali” in workflow evoluti.
Infine, per sostenere l’evoluzione verso l’era dell’Agentic MBB, Huawei ha presentato la nuova architettura di mobile backhaul 5G-A, progettata per rispondere al salto tecnologico che porta dal 4G, focalizzato sulla “connessione delle persone”, e dal 5G tradizionale, centrato sull’Internet of Things, verso il 5G-Advanced: un ecosistema di “Intelligent Internet of Everything” con sensing e comunicazione integrati. In questo scenario, gli operatori passano da un modello di monetizzazione basato sul volume di traffico a uno fondato sull’esperienza differenziata, sostenuta da banda ultra-ampia, protezione avanzata dai guasti e garanzie SLA deterministiche.