HPE Discover 2021: nel segno della continuità edge-to-cloud

HPE resta fedele alla filosofia edge-to-cloud di GreenLake: non c'è bisogno di ampliarla ma solo di approfondirla, con novità tecnologiche e nuovi servizi ad ampio raggio

Autore: f.p.

"Il futuro è edge to cloud" è lo slogan simbolo di HPE Discover 2021. Ma, di fatto, la società guidata dal CEO Antonio Neri i tasselli chiave per questa visione li ha già portati sul mercato da tempo, estendendo man mano la filosofia Everything-as-a-Service di HPE GreenLake. Il segnale del Discover 2021 è semmai che per HPE la scommessa di GreenLake è stata ampiamente vinta, perché ha convinto le aziende utenti e i numeri lo dimostrano. Come piattaforma non va concettualmente ampliata ma approfondita, aggiungendovi man mano elementi in più che seguano, e meglio ancora anticipino, le necessità delle imprese.

Non si riduce quindi l'impegno di HPE nello sviluppo di GreenLake, anche perché un po' tutti i vendor tecnologici stanno sposando l'idea del cloud ibrido esteso a vari scenari applicativi. "Più competitor ci sono - sottolinea però Antonio Neri - più viene confermata l'idea iniziale di HPE riguardo allo sviluppo del cloud ibrido e del modello as-a-Service. Il punto chiave però è dare una esperienza positiva ai clienti: questo si gioca sul software, ed è qui che HPE investe per differenziarsi. In questo senso abbiamo anni di vantaggio che per gli altri è difficile recuperare, a meno che non investano davvero molto o non facciano grosse acquisizioni". Neri quindi sottolinea l'importanza chiave che ha avuto lo sviluppo di Ezmeral, piattaforma fondante e non nata "solo per dare un'alternativa a VMware o Red Hat".

La differenziazione sta, per HPE, sempre nella semplicità: le aziende hanno sposato il cloud ibrido ma vogliono anche che sia semplice. "Ora acceleriamo nel differenziarci dal resto del mercato, dando un approccio one-click alla creazione di ambienti cloud per applicazioni anche molto complesse e critiche", spiega Neri. Ed ecco perché le novità di GreenLake riguardano in particolare lo sviluppo di servizi cloud per la gestione di informazioni medicali (HPE GreenLake for Electronic Medical Records), le nuove forme di pagamenti digitali (HPE GreenLake for Core Payment Systems), la creazione rapida di core network cloud-native per il 5G (dalla combinazione di HPE 5G Core Stack e HPE GreenLake for 5G).

Componenti infrastrutturali

HPE GreenLake cresce con soluzioni e componenti mirate, quindi. Ma lo fa anche con altre componenti trasversali che possono aiutare qualsiasi impresa. Le novità riguardano in particolare HPE GreenLake Lighthouse, una piattaforma infrastrutturale completamente cloud-nativa che sfrutta le funzioni di Ezmeral per gestire con un elevato grado di automazione qualsiasi tipo di workload cloud. L'idea è offrire un ambiente integrato che permetta di attivare servizi cloud-nativi ovunque: nel proprio data center, all'edge, presso un colocation provider.

Più lato computing, HPE ha presentato due novità principali. Quella di più "basso livello" è Silicon on-Demand, ossia la possibilità di gestire la potenza elaborativa as-a-Service con una granularità a livello di singolo core e non più di singola CPU. Un "industry first" di HPE perché la tecnologia sottostante è stata sviluppata con Intel ed è, al momento, esclusiva. Lato gestione arriva invece Compute Cloud Console, una console che permette di gestire in maniera unificata e di automatizzare la gestione dell'infrastruttura di computing as-a-Service.

Qualsiasi innovazione tecnologica non serve se non è sicura, al giorno d'oggi. Ecco perché anche la visione edge-to-cloud deve acquisire funzioni intrinseche di cyber security. È lo scopo di Project Aurora, una nuova iniziativa che in sintesi vuole portare a HPE GreenLake un approccio completamente zero-trust. Lo fa basandosi sulla sicurezza hardware abilitata dal Silicon Root of Trust dell'hardware HPE e dalle funzioni collegate che garantiscono l'autenticità e la non modificabilità del software di basso livello. Project Aurora adotterà anche le funzioni open source di Spiffe (Secure Production Identity Framework For Everyone) e Spire (SPIFFE Runtime Environment), che coprono l'autenticazione fra i componenti di architetture cloud-native e distribuite.
In sintesi, con Project Aurora qualsiasi workload di GreenLake potrà verificare l'autenticità e l'affidabilità di qualsiasi altro componente dell'infrastruttura su cui opera, e viceversa. Creando una sorta di "chain of trust" che va dalla parte applicativa all'hardware di base. Con l'obiettivo di "identificare brecce, APT e zero-day in pochi secondi e non in ore o giorni", sottolinea Antonio Neri. Un approccio che inizialmente sarà integrato in HPE GreenLake Lighthouse, poi genericamente in GreenLake e in Ezmeral.

The age of insight

Oggi i tasselli tecnologici di HPE possono servire a molti scopi - "l'innovazione HPE fa da catalizzatore per la trasformazione digitale delle imprese", sottolinea in generale Antonio Neri - ma uno è certamente in prima fila: trarre informazioni utili - actionable, come amano dire gli anglosassoni - dai dati che si producono e si raccolgono. "La questione non è più solo raccogliere dati, ma quanto velocemente ne traiamo informazioni", sintetizza Neri, spiegando che molte aziende sono sì "data rich" ma ancora "insight poor". I dati li hanno, e in quantità, ma non le informazioni in base alle quali definire le proprie nuove strategie.

Dall'era dei dati dobbiamo quindi passare all'era degli insight. Le aziende, spiega Neri, si sono preoccupate delle classiche tre V dei big data (varietà, velocità, volumi) ed ora devono aggiungere alla loro visione una quarta V: il valore, quello che i dati devono concretamente portare. Il cloud ibrido in stile HPE è la base tecnologica per poterlo fare. E di conseguenza GreenLake cresce anche nelle componenti più collegate all'analisi dei dati.
In primis, la gestione dei dati stessi per le operazioni di analisi. Qui gioca il suo ruolo la certificazione della HPE Ezmeral Container Platform per lo Splunk Operator for Kubernetes. Che in sintesi permette di implementare e gestire un ambiente Splunk Enterprise come servizio di GreenLake. Lo stesso vale per la Qumulo File Data Platform, che anch'essa si può avere come servizio negli ambienti che devono gestire grandi moli di dati non strutturati.

Difficile parlare di analytics senza mettere in campo funzioni di machine learning, e qui HPE fa valere una nuova acquisizione: quella di Determined AI, specializzata nelle tecnologie per l'addestramento (più) rapido degli algoritmi di ML. "L'acquisizione è piccola - spiega Antonio Neri - ma molto significativa per quello che vediamo nel mercato: la necessità di modelli di machine learning sempre più ready to run, pronti per l'implementazione. Inoltre l'acquisizione completa uno stack AI che parte dall'hardware Cray e prosegue con l'ambiente di sviluppo ancora di Cray. Le componenti di Determined AI si pongono sopra queste".

Tirando le somme, l'arsenale di HPE GreenLake si arricchisce di diversi componenti a più livelli che, nelle intenzioni di HPE, restano sempre e comunque nella scia della semplificazione del cloud ibrido "ubiquo". La tecnologia serve perché è la base dell'innovazione e perché oggi "every business is a technology company", evidenzia Antonio Neri. Ma non c'è solo quello: alle aziende che guardano al cloud possono servire consulenza e servizi finanziari, HPE si è ben organizzata anche su questi fronti.

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