Dell Technologies Forum, Ligresti: il futuro si gioca sul digitale. E l’Italia accelera

All’evento digitale, Filippo Ligresti, VP e GM di Dell Technologies Italia enfatizza la centralità della tecnologia per accelerare i processi di trasformazione digitale delle aziende. Presentati i risultati del Digital Transformation Index, lo studio globale che Dell Technologies rilascia ogni due anni. Ne emerge un’Italia che corre veloce verso il digitale

Autore: Barbara Torresani

“Da una crisi nascono sempre grandi opportunità: da questo delicato e difficile momento in atto si può evolvere e trasformare il business delle aziende passando dalla Trasformazione Digitale, fondamentale per vincere la sfida della competitività”. Ne è convinto Filippo Ligresti, Vice President e General Manager di Dell Technologies Italia rivolgendosi alla platea tutta virtuale del recente Dell Technologies Forum, il consueto appuntamento del vendor con il proprio pubblico, aziende clienti e partner interessati a comprendere a fondo il cammino del vendor. Un cammino intrapreso da tempo, ribadito una volta di più dal Ceo Michael Dell e dal top management aziendale in occasione del Dell Technologies World,  che ha preceduto di qualche settimana l'evento italiano.
Michael Dell parla in video anche all’evento italiano per inquadrare il periodo e declinare i punti saldi della strategia: “Mai come oggi la tecnologia è stata così centrale: la Digital Transformation accelera e le aziende che innovano hanno la meglio e ottengono un vantaggio competitivo rispetto a chi  non procede in questa direzione. Gli acceleratori tecnologici non mancano: cloud, 5G, AI,Un mondo fisico che si digitalizza diventando intelligente e connesso, alimentato dai dati in crescita esponenziale. Innovare è requisito per continuare a stare sul mercato. L’innovazione infatti è alla base della 4a rivoluzione industriale e va fatta insieme, con partner e clienti. In questo modo non ci sono limiti per re-immaginare il mondo in modo più umano, inclusivo e sostenibile”, sostiene Dell.

Sei direzioni tecnologiche da seguire. Si va verso la logica di servizio
Uno scenario in cui Dell Technologies vuole essere il partner di fiducia per le aziende clienti nei loro viaggi evolutivi proponendo un’offerta end-to-end sempre più orientata alla logica del servizio (qui spicca il grande progetto Apex, che renderà accessibili tutte le tecnologie Dell – hardware e software – in una modalità cloud like, come servizio a consumo nel giro di qualche trimestre, partendo dall’offerta storage).
Un'offerta orientata verso sei principali aree tecnologiche innovative: cloud come modello operativo - uno scenario hybrid – multicloud abilitato attraverso ambienti pubblici, privati ed edge per supportare una forza lavoro ibrida e carichi di lavoro distribuiti; architetture moderne ottimizzate per l’edge computing, dove i carichi di lavoro devono essere gestiti e analizzati in tempo reale in periferia come estensione del cloud ibrido; architetture di rete moderne supportate dal 5G, che è il prossimo digital connectivity fabric in grado di connettere cose e persone in modo molto più veloce; Artificial Intelligence/Machine Learning applicate in modo esteso in sistemi intelligenti e automatizzati per processare dati in real time e tra ambienti edge e cloud; Data Management – come capacità di gestire in modo coeso e interconnesso i dati processati, nonché connettere quelli in movimento attraverso il multicloud; Sicurezza, che deve essere intrinseca, embedded nell’architettura IT, resiliente, self-defending e built-in. 
La digitalizzazione va veloce
“La Trasformazione Digitale deve quindi poggiare su un’architettura moderna, ottimizzata per l’edge dove vengono generati, gestiti e analizzati in tempo reale i dati, che ha come dorsale portante un’infrastruttura di cloud ibrido integrato,  innestato sul sistema nervoso digitale della potente rete 5G in grado di connettere in modo intelligente dati e persone e abilitare l’Internet delle Cose, in cui l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning permettono di elaborare in modo veloce e intelligente grandi mole di dati, con una sicurezza completamente intrinseca”, ribadisce quindi Ligresti.
Una trasformazione che le aziende stanno finalmente accelerando, come emerge dalla 3a edizione del Digital Transformation Index di Dell Technologies, lo studio condotto da Vanson Bourne nei mesi di luglio e agosto 2020 su un campione di 4.300 leader aziendali di medie e grandi aziende in 14 settori verticali di 18 paesi, che fotografa lo stato dell’arte della digitalizzazione delle imprese a livello globale.
Un quadro da cui l’Italia esce in modo positivo: oltre l’85% delle aziende del Belpaese ha infatti accelerato sulla digitalizzazione nel corso del 2020; dato superiore alla media europea (75,3%), ma anche rispetto a nazioni storicamente più mature a livello tecnologico, come Germania (71,7%), Francia (70,7%), UK (72,3%).
Il digitale è volano per la ripresa, soprattutto in Italia. Da anni parliamo di Digital Transformation ma credo che mai come ora questa trasformazione sia concreta, viva, entrata nel sentire e nella vita quotidiana di tutti, soprattutto dei leader delle aziende. Se il mondo ha continuato a funzionare in questo periodo così difficile lo si deve a un ampio e diffuso utilizzo del digitale che ha permesso di dare continuità al business, ma anche alla vita sociale e al sistema scolastico”, sottolinea Ligresti.
Rispetto agli anni precedenti infatti in Italia i Digital Adopters sono aumentati dal 20 al 36% e anche gli Digital Evaluators - quelli che stanno valutando i loro piani e progetti digitali passando dal 33% al 41%.
Verso nuovi modelli di business
La significativa incertezza, generata dalla pandemia, sta portando i decision maker aziendali a immaginare nuove formule per restare competitivi in un mercato particolarmente sfidante e diverso rispetto al passato. In Italia, l’81% del panel intervistato dichiara di essere impegnato a reinventare il proprio modello di business. Un aspetto meno sentito – su cifre che rimangono elevate – da altre nazioni europee (media 71,9%), con la Germania che si attesta sul 60% e la Francia al 73,7%. Non sono sorpreso dal risultato italiano: l’accelerazione dell’Italia testimonia la capacità degli italiani di reagire in modo efficace di fronte alle difficoltà ed è di buon auspicio per arrivare a una riduzione del gap rispetto agli altriPaesi europei e inoltre mostra un rinnovato e più alto livello di attenzione sulla digitalizzazione del paese dal punto di vista infrastrutturale. In tutte le conversazioni e interazioni da noi sostenute con clienti e aziende del territorio è emersa la straordinaria capacità di rapido adattamento, di convogliare risorse ed energie nell’abilitare il lavoro da remoto e anche la focalizzazione sulla rivisitazione dei propri processi di business in chiave digitale”, rimarca Ligresti.
Si accelera soprattutto sulla capacità di lavorare in remoto, dimostrato dalla spinta molto forte della componente end user computing, dei device e di tutto ciò che è a corredo (accessoristica e software a corredo), ma anche sul mettere in sicurezza i dispositivi e sulla cybersecurity, per tenere testa all’acuirsi degli attacchi sferrati, nonché sull’utilizzo dei dati per creare informazioni al fine di prendere decisioni ma anche sull’edge, su ciò che c’è i bordi.
Le principali preoccupazioni
Non mancano però preoccupazioni per un futuro che si preannuncia caratterizzato da marcata incertezza. Il 23% dei manager è preoccupato per la sopravvivenza della propria azienda da qui al 2022, con un ottimismo peraltro più spiccato rispetto alla media europea di 28,5%. Solo la Francia (22,3%) guarda al futuro con più positività, mentre sono le aziende spagnole (43%) quelle con una visione più pessimistica.  In questo scenario, il 41% del panel crede che la propria impresa possa sopravvivere, ma si perderanno diversi posti di lavoro e ci vorranno anni per tornare alla redditività.   

Aree di debolezza e principali barriere
Il 94% delle aziende a livello globale si trova ad affrontare barriere che rallentano o in alcuni casi frenano la trasformazione. Secondo il report, i tre principali ostacoli al successo della trasformazione digitale in Italia riguardano timori circa la privacy dei dati e la cybersecurity, mancanza di risorse finanziarie e impossibilità di ricavare informazioni dai dati in possesso.  Punto debole del Belpaese sicuramente l’aspetto culturale: “Fondamentale cambiare il  rapporto fiduciario tra datore di lavoro e dipendenti. In molti casi nelle aziende la classe dirigente sta passando dalla logica del controllo - quella del cartellino - alla logica di verifica di altri indicatori di performance. E come anello debole italico una rete dalle performance spesso non accettabili: alcune zone del paese mancano ancora di un’infrastruttura adeguata.”
Buone le performance di Dell Technologies in Italia
In questo quadro, e in remoto dal 23 di febbraio, la filiale italiana ha reagito e gestito bene una situazione emergenziale, garantendo massima continuità operativa e massimo supporto a dipendenti e clienti. C’è soddisfazione da parte del manager nel guardare ai risultati dell’anno in corso: “Sono soddisfatto dei risultati ottenuti in un contesto così difficile: nei primi nove mesi il fatturato è aumentato rispetto all’anno precedente, con un ottimo equilibrio tra il mix di offerta. Una grande spinta è arrivata dal mondo PC, la cui domanda continua a essere elevata; buone anche le performance della componente infrastrutturale, server e storage”. Buono l’andamento del terzo trimestre chiuso di recente e positiva l’aspettativa per la chiusura del quarto trimestre a fine gennaio: “Dell Technologies, come più grande azienda tecnologica al mondo, può fare la differenza attraverso un’offerta di soluzioni e servizi a 360 gradi per affrontare progetti in modo strutturato ma anche mantenendo relazioni bidirezionali con le 5.000 aziende italiane, che non significa vendere direttamente, ma alimentare un confronto continuo e aperto con i clienti per rispondere ai cambiamenti repentini," chiarisce Ligesti.
Si fa in ecosistema
Una trasformazione che impatta tutti: anche il canale dei partner sta reagendo positivamente:  “Molti partner stanno incrementando il proprio business significativamente in quanto hanno già investito nel digitale per accompagnare i loro clienti. I partner tradizionali – i rivenditori – devono trasformarsi per sopravvivere", dice Ligresti.
E la trasformazione digitale si fa in ecosistema co-innovando con partner di canale, alleanze tecnologiche, università, startup, organizzazioni private e pubbliche; nessuno può fare da solo: Sono fiducioso rispetto al futuro: chi opera nella nostra industria è al centro di qualsiasi programma di revisione e rivisitazione tecnologica in chiave innovativa. Oggi infatti tutte le aziende stanno guardando al digitale per modificare il proprio modello di business e soddisfare le esigenze del consumatore del prossimo decennio, con degli impatti sui modelli di consumo che stanno accelerando in seguito agli effetti della pandemia. E per farlo la tecnologia è ancora una volta fondamentale”.
Un’innovazione che in casa Dell Technologies va di pari passo con il tema della sostenibilità: “Il nostro impegno in questo senso è massimo e prende forma nel progetto‘Progress Made Real 2030’", conclude Ligresti.

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